Prendendo spunto dalle domande che spesso rivolgono a noi ginecologi le pazienti, ma anche le utenti su questo sito, oggi voglio parlarvi dell’interpretazione dei risultati di due dosaggi ormonali in particolare, che vengono prescritti per capire se una donna sta andando in menopausa: l’FSH e il 17 beta-estradiolo.

Prima di tutto voglio far presente che per dichiarare che una donna è andata definitivamente in menopausa non ci si basa tanto sui dosaggi ormonali, ma sul fatto che le mestruazioni sono assenti da almeno 12 mesi.

                                     

In tutte quelle situazioni in cui il ciclo mestruale comincia a saltare, poi ritorna regolare, poi di nuovo non si presenta, diventa scarso o si presentano solo “macchioline”, oppure in altri casi il ciclo si presenta più ravvicinato per poi saltare di nuovo, il ginecologo prescrive questi dosaggi ormonali, da effettuare il terzo giorno del ciclo, per valutare se le ovaie stanno esaurendo la loro funzione, e quindi ci si trova di fronte a una fase di transizione che può sfociare poi nella menopausa vera e propria, però, anche a distanza di diversi anni.

In genere le pazienti si allarmano molto qualora il ginecologo spiega che quando i valori dell’FSH risultano alti e i valori del 17 beta-estradiolo risultano bassi ci si trova in una situazione di menopausa.

Ma qualora non c’è una amenorrea (assenza del ciclo) che si protrae per almeno un anno, anche in presenza di un valore di FSH alto e 17 beta estradiolo basso, non si può ancora ritenere la donna in menopausa.

I dosaggi ormonali in questa fase di transizione, vanno interpretati come una fotografia dell’istante in cui vengono dosati, ma questi valori possono oscillare notevolmente nel tempo e ritornare a valori di normalità seguiti dalla comparsa di cicli pressoché regolari.

Riguardo la soglia dei valori da interpretare orientativamente ai fini di una valutazione della funzione residua delle ovaie, importante soprattutto se ci troviamo di fronte una donna giovane che magari ha desiderio di gravidanza, possiamo prendere come riferimento generale questi valori che ribadisco, sono solo orientativi, in quanto poi ci sono da fare delle valutazioni specifiche a seconda delle caratteristiche della paziente, e bisogna tener presenti anche le variabilità nel tempo impreviste che possono sempre succedere:

  • L’FSH: se i valori sono compresi tra 10 e 25-30 mUI/ml significa che l’ovaio ha una riserva ovarica, cioè un numero di ovociti, che si sta esaurendo: in questi casi c’è ancora una fertilità residua che si può aiutare con le tecniche di fecondazione assistita.

  • Se invece ci sono livelli di FSH più alti, superiori a 30 mUI/ml, il processo di menopausa è già cominciato, in particolare ad esempio se si riscontrano dei valori superiori a 40mUI/ml in due dosaggi consecutivi eseguiti a distanza di un mese, la fertilità è ormai esaurita, e ci troviamo in presenza di una incombente situazione di menopausa.

  • I valori dell’FSH però vanno sempre comparati a quelli del 17 beta-estradiolo che se sono bassi al di sotto di un valore soglia di 20 pg/ml ci confermano che la riserva di ovociti è esaurita.

    Questi due ormoni però da soli non bastano per una diagnosi attendibile, in quanto possono essere soggetti a delle notevoli oscillazioni, per cui è necessario dosare nel sangue anche l’AMH (ormone antimulleriano) e l’inibina B, che insieme ad una valutazione ecografica transvaginale per verificare il numero dei follicoli ovarici e le dimensioni delle ovaie, sono in grado di poterci orientare in modo più affidabile.

    Alle donne che non desiderano una gravidanza, e cominciano ad avere irregolarità del ciclo e magari qualche vampata, disturbi dell’umore, insonnia,ecc., sono in ansia, impaurite perché si sentono già in menopausa, e hanno fatto un dosaggio ormonale in cui ci sono valori da menopausa, dico:

    Non preoccupatevi!

    Una rondine non fa primavera, se il ciclo è irregolare ma viene ancora, non siete in menopausa, ma solo in una fase di transizione.

    Ci sono tante cose che potete fare però in questa fase di transizione, per poter arrivare poi al momento della menopausa, che non è una “malattia” e che va accettata e affrontata con serenità, al “top” e in salute.

    Curate l’alimentazione, cominciate ad esempio introdurre la soia, un legume che viene consumato abitualmente fin dall’infanzia dalle popolazioni asiatiche, in cui è notorio che le donne non hanno quasi mai disturbi quando vanno in menopausa.

    Limitate il consumo di carne, preferite i legumi, mangiate verdure di stagione ogni giorno, condite ad esempio l’insalata con semi di sesamo ricchi di calcio per prevenire l’osteoporosi, o con la curcuma, una spezia eccezionale, che contiene la curcumina, una sostanza con proprietà antitumorali, antinfiammatorie e antiossidanti, sostituite le farine raffinate e consumate pane e pasta integrali .

    Fate un’attività fisica regolare tutti i giorni, passeggiate almeno 30 minuti al giorno a passo sostenuto, non state sempre sedute per ore e ore, ogni tanto, a casa o in ufficio, alzatevi e muovetevi o camminate per una decina di minuti.

    Se fumate smettete, se siete particolarmente ansiose imparate qualche tecnica di rilassamento, iscrivetevi a un corso di yoga.

    Imparate a fare un particolare tipo di ginnastica per il pavimento pelvico, gli esercizi di Kegel, che servono a rinforzare il tono della muscolatura pelvica, che con gli anni e specialmente dopo parti per via vaginale può andare incontro a un rilassamento che può predisporre a prolassi e incontinenza urinaria, e inoltre vi aiuta anche per migliorare la vita sessuale.

    Allenate ogni giorno il vostro cervello, leggete, usate il computer, risolvete i cruciverba, fate i calcoli a mente, giocate a scacchi, imparate una nuova lingua.

    Insomma non allarmatevi per il risultato di un dosaggio ormonale!

    E non pensate alla menopausa come una tragedia o la fine della vostra vita: la menopausa è solo l’inizio di una nuova e stimolante stagione in cui sperimentare cose che non avete ancora fatto….