EBM e Neuroscienze Forensi

Provo un particolare piacere a comunicare come una volta ancora, ma questa è una volta di quelle volte speciali, la “evidence based medicine” e le Neuroscienze Forensi applicate al Diritto Penale hanno contribuito in misura determinante a dirimere un caso penale di particolare rilievo.

Non uno di quei casi che va sui media nazionali ma rimane circoscritto ai giornali della provincia interessata (della quale non diremo ma indicheremo solo la localizzazione del nord-est del Paese).

La questione di merito, il “motivo per cui fu causa”, fu un comportamento di rilevanza penale (ma non di sangue”) a seguito del quale l’autore, persona anziana, fu messo alla gogna mediatica nella città di residenza.

Procedimento di primo grado: il Giudice nomina “erroneamente” un Perito di Ufficio Psichiatra che conclude per assenza di malattia cui segue condanna a 6 anni di carcere.

Procedimento d’appello: svolto non nella città capoluogo di provincia dove si era svoltoilprimo grado ma nella città capoluogo di regione.

Corte d’assise d’appello: altri giudici. Un collegio peritale d’ufficio: medico legale, psichiatra e neurologo.

Chi scrive, analizzato il fascicolo istruttorio, assume l’incarico di CT delle difesa. La questione è tutta di competenza neurologica!

Alle spalle una anamnesi cardiologica di tipo aritmico e quindi una procedura endovascolare di ablazione. Insufficiente la copertura farmacologica post procedura.

Un mese dopo l’agito/reato.

Il medico del PS aveva formulato correttamente una diagnosi clinica di amnesia globale transitoria. Alcune ore dopo risoluzione dell’episodio amnesico/confusionale. TC cranio negativa. Nessun altro esame strumentale.

Leggendo dalle carte del primo giudizio il Perito d’Ufficio Psichiatra non prende nulla di ciò in considerazione.

Raccolti gli elementi anamnestico, clinico, fatto notare l’assoluto “deragliamento comportamentale” rispetto alla lunga vita precedente dell’imputato condannato in primo grado, richiesti ed ottenuti dal Collegio Giudicante la autorizzazione agli esami strumentali: EEG, RM Encefalo, Visita Cardiologica (con Ecg-Holter ed EcoCardio), EcoDoppler Arterioso e Venoso raccolgo tutto in una consulenza per la difesa dove sono soddisfatti i criteri di consecutio temporale e di causa-effetto a formulare una diagnosi di Episodio Amnesico/Confusionale.

Il Collegio Peritale d’Ufficio concorda. Sentenza: assoluzione per transitoria incapacità di intendere e volere per cause neurologiche.

Ma intanto il periziato, ora libero, ha patito 18 mesi di detenzione.

La differenza?

1)gli elementi di formazione di prova sulla quale si basa la sentenza d’appello di assoluzione sono basati sull’evidenza, “evidence based”;

2)altra apertura mentale da parte del Collegio Giudicante e di quello Peritale d’Ufficio.

Quattro mesi di lavoro e diversi viaggi tra Roma e la città dove si sono svolte le operazioni peritali ed il giudizio d’appello. Ma ne è valsa la pena: un innocente tornato in libertà con la “faccia pulita” e, ad onor del vero, il riconoscimento della giustizia processuale da parte della parte lesa.

Questo a supporto di quanto da sempre sostenuto: l’Evidence Based che entra nei Tribunali li cambia in meglio e supporta le sentenze di Neuroscientificità.

 

Allego quanto più volte scritto:

-http://www.medicitalia.it/minforma/neurologia/2039-amnesia-globale-transitoria-ipotesi-vascolare-venosa.html

e

-http://www.medicitalia.it/news/neurologia/5453-neuroscienze-cambiano-tribunali-rm-funzionale-comportamento-criminale.html