La sindrome dell’occhio secco è una patologia multifattoriale della superficie oculare causata da insufficienza lacrimale.

Durante la campagna del mese di prevenzione dell'OCCHIO SECCO, lanciata dal CIOS insieme all’ Università di Milano, Ospedale Buzzi di Milano primario dottor Giovanni Marsico , l' Ospedale Circolo di Varese Clinica Oculistica Universitaria dell’Insubria diretta dal prof Claudio Azzolini sono stati sottoposti nelle diverse sedi a visita oculistica ed esami strumentali 1.450 pazienti.

I dati suggeriscono grande prevalenza tra le donne rispetto agli uomini.

Il caso piu’ giovane e’ quello di una bambina di 15 anni, mentre il piu’ anziano ne aveva 90.

L’eta’ media e’ 58 anni con 2 fasce di prevalenza la prima 25-35, l’altra over 62

Durante la campagna dell’occhio secco abbiamo notato che la patologia è preponderante nei pazienti con malattie autoimmuni ed in persone con patologie palpebrali o allergiche, in presenza di squilibri ormonali  , e di malattie dermatologiche come rosacea, lupus, pazienti in terapia con antidepressivi,ansiolitici,farmaci per la dislipidemia , steroidi, contraccettivi orali.

Durante la campagna abbiamo visitato 4 persone di provenienza sudamericana e

2 asiatiche tutte con occhio secco di grado severo.

Tutti i 1.450 pazienti sono stati sottoposti a un questionario anamnestico al fine di

valutare in che modo tale patologia limiti loro le normali attività quotidiane quali:

leggere,

guidare,

lavorare o distrarsi al PC,

guidare,

la propria professione,

guardare la TV.

Secondo i dati emersi dalla nostra Campagna, la sindrome dell’occhio secco deve essere considerata un grave problema sociale in quanto la prevalenza di disturbi limitanti le normali attività quotidiane è risultata essere ben tre volte maggiore rispetto alle persone affette da altre patologie oculari o da comuni vizi di refrazione.

 

La qualità di vita dei pazienti affetti da Dry eye dimostra limitazioni nelle comuni attività quotidiane. Questa sindrome inoltre è spesso associata a sindromi depressive e ansia.

Spesso solo la necessità di una instillazione frequente di colliri a base di lacrime artificiali può nfluenzare i rapporti sociali e il mondo del lavoro di questi pazienti.

I pazienti affetti da sindrome da occhio secco hanno spesso dolore e quando questo sintomo si cronicizza si ha una maggior probabilità di andare incontro a sindromi depressive.

Tra i fattori di rischio della sindrome dell’occhio secco abbiamo trovato:

 

autoimmuni e

dermatologiche di tipo cronico.

La maggior parte dei pazienti visitati aveva gia’ avuto una diagnosi di occhio secco, 

ed aveva gia’ fatto almeno 2 visite oculistiche con soli test di tipo tradizionale (BUT- Schirmer).

Tutti avevano gia’ fatto uso di colliri al cortisone, di associazio

menopausa,

diabete mellito tipo 2,

epatite virale,

alcolismo,

tabagismo,

vivere e lavorare un ambienti poco salubri o in citta con alto indice di inquinamento,

bassa umidità dell’ambiente,

squilibri ormonali,

sesso femminile,

vegani e vegetariani con dieta povera di pesce e in generale di Omega3,

uso di farmaci: antistaminici per via topica o generale, ansiolitici ed antidepressivi, disvitaminosi,

esiti di chemioterapia o radioterapia,

malattie reumatiche,

malattie reumatiche,

autoimmuni e

dermatologiche di tipo cronico.

La maggior parte dei pazienti visitati aveva gia’ avuto una diagnosi di occhio secco

ed aveva gia’ fatto almeno 2 visite medico specialistiche oculistiche con test SOLO di tipo tradizionale (BUT- Schirmer).

Tutti avevano gia’ fatto uso di colliri al cortisone, di associazione cortisonico-antibiotico, antistaminici e fans in collirio e almeno 4 tipi di lacrime artificiali diverse

Tre pazienti sono giunti con un glaucoma secondario all’uso di collirio cortisonici.

Sedici pazienti avevano gia’ utilizzato collirio alla ciclosporina (ma purtroppo in preparazione galenica)

Solo cinque pazienti avevano gia’ utilizzato un buon prodotto in collirio prodotto da industria farmaceutica tipo Ikervis collirio.

 

L’approccio diagnostico strumentale di avanguardia utilizzato, molto piu’ preciso ed accurato ci ha permesso di stadiare diagnosticare meglio la sindrome da alterazione del film lacrimale e di contribuire attivamente alla terapia risolutiva verso la guarigione.

Il rapporto costante con i medici di base, i farmacisti e gli altri medici specialisti (reumatologo, ginecologo, immunologo, internista, cardiologo, diabetologo, psicologo,) rappresenta il punto di forza e la sicura strategia vincente di un centro per la cura dell'occhio secco come avviene sempre al

 CIOS  Centro Italiano Occhio Secco.