Quasi tutti hanno sentito almeno una volta nella vita un fischio o un ronzio auricolare per pochi istanti, ossia un "Acufene".

Questi, può essere definito come una qualunque sensazione uditiva percepita nelle orecchie, o nella testa, in assenza di uno stimolo sonoro esterno. In alcuni casi la sua presenza diventa costante e cronica, con un conseguente impatto psicologico invalidante.

Il paziente che soffre di acufeni ha generalmente un grande problema con cui deve convivere, cioè le poche informazioni e le notizie spesso sbagliate provenienti da altre persone e purtroppo anche dalla maggior parte dei medici, poco informati o competenti sulla materia (anche tanti Otorinolaringoiatri!).

Gli vengono spesso rivolte le classiche frasi: “non c'è più nulla da fare...", ”dovrà rassegnarsi!...”, "deve conviverci...”, ”..non si può curare…”, oppure classicamente crede, o peggio viene portato a pensare, di avere una grave malattia: “avrò un tumore al cervello?".

L’acufene può avere origine in qualunque parte del sistema uditivo e intanto è bene ricordare che è da considerarsi come un sintomo e non una vera e propria patologia.

Inoltre nella maggioranza dei casi, l'acufene non dipende da malattie gravi, ma è semplicemente una conseguenza del danno cocleare, spesso fisiologico (presbiacusia), a volte potenziato da altri problemi (disfunzioni dell’ articolazione temporo-mandibolare,  disturbi muscolotensivi (cervicale), vascolari, neurologici…) e diventa patologico e cronico, per le sensazioni negative che sviluppa nel paziente, che di base è già spesso molto stressato, emotivo, ansioso, o anche depresso.

Bisogna poi ricordare che, dopo qualche tempo, gli acufeni vengono “centralizzati”, ovvero mantenuti e ricreati direttamente nel cervello, anche se la causa di partenza del disturbo non è più presente.

Oggigiorno purtroppo, non esiste ancora la pillolina magica che guarisca definitivamente il problema ma, nonostante tutti i limiti del caso, è giusto affermare che, ormai da tempo, risolvere il disturbo dell’ acufene si può!! e la cosa piu’ sbagliata è far credere al paziente il contrario.

Ciò consiste nell’eliminare le associazioni negative che si sono create in risposta all’acufene stesso, che viene considerato inconsciamente una sorta di “pericolo” e, utilizzando la tecnica ormai riconosciuta in tutto il mondo della TRT (Tinnitus Retraining Therapy), ovvero terapia di riadattamento o meglio di riprogrammazione dell’acufene, attraverso la quale, se ne può diminuire l'intensità, aiutando e migliorando l'adattamento fisiologico a livello centrale (A volte vi è anche una remissione completa della sintomatologia) e che si basa sul modello di Jastreboff.

Tutti gli stimoli elettrici sonori, passanti lungo le vie uditive, prima di giungere alla regione centrale corticale dell’udito e trasformarsi in suono cosciente, sono in realtà soggetti ad un filtraggio lungo alcune zone (sottocorticali) del sistema nervoso autonomo, potendo così essere discriminati e quindi diminuiti, soppressi o anche amplificati.

Quando, ad esempio, siamo in un ambiente con l’aria condizionata, noi in realtà sentiamo il rumore del dispositivo, ma in pratica non lo percepiamo… infatti il suono prodotto viene considerato poco importante e inutile per il cervello che appunto, non ce lo fa sentire.

Con il tempo e l’applicazione della TRT, che si avvale inizialmente anche del counselling, ossia la spiegazione del fenomeno ACUFENE (a volte puo' essere fondamentale anche solo questo colloquio), si potrà raggiungere questa capacita' di filtraggio, non solo per i suoni irrilevanti, ma appunto anche per l’acufene, che per molto tempo è invece stato interpretato erroneamente dal nostro cervello, come uno stimolo di allarme assolutamente e “paradossalmente“ necessario da percepire.

 

Bisognerà pertanto affidarsi a uno Specialista preparato sull'argomento, che effettuerà una Visita di II° livello o appunto Counselling (colloquio), nella quale il paziente dovra’ effettuare esami audiologici di base e piu' approfonditi, ma soprattutto, far ben comprendere al Paziente, i meccanismi fisio-patologici e psicologici dell’acufene, troppo spesso tralascìati dai colleghi, per impreparazione sul problema o piu' frequentemente per l'elevato tempo da dedicare al Paziente (io personalmente eseguo visite di circa un'ora e mezza in questi casi).

Fondamentale sara' tranquillizzare il Paziente e cercare di creare un'empatia, cercando di ascoltare oltre che a spiegare...

  

 

Poi, a seconda de casi, si potranno applicare le seguenti terapie:

  • Applicazione di Generatori sonori personali e/o ambientali che, producendo suoni a varie frequenze ne riducano il fastidio facilitando il meccanismo dell'abitudine.

     

  • Prescrizione di Protesi acustiche particolari (open fitting) per i pazienti che presentino una ipoacusia di un certo grado (ipoacusie gravi ad esempio non possono beneficiare di tali protesi). Infatti il ripristino di una buona percezione del rumore ambientale aiutera’ a mascherare l'acufene.

  • Varie terapie farmacologiche, che agiscano indirettamente, ma con efficacia, ad esempio allo scopo di diminuire lo stato d’ansia ovvero la depressione, pre-esistenti o spesso conseguenti al disturbo stesso, ma anche a consentire un discreto riposo (molti pazienti hanno difficoltà ad addormentarsi) e migliorare la funzionalità del microcircolo vascolare dell’orecchio interno.

  • Tecniche di rilassamento come ad esempio l’agopuntura, o lo yoga

  • Terapia di supporto psicologico, non tanto per curare direttamente l'acufene, ma possibile in tutti quei casi dove vi sia un disturbo emotivo, provocato direttamente dal tinnito, ma piu' spesso gia' presente di base (molto fequente associazione con stati d'ansia o depressione e non necessariamente patologici, ma semplici stadi iniziali o anche forme caratteriali. In ogni caso parlare con qualcuno dei propri problemi, insomma sfogarsi, puo' aiutare moltissimo.

                   

  • Utilizzo di apparecchi ortodontici (bite), al fine di alleggerire le tensioni muscolo-tensive a livello dell'articolazione temporomandibolare, spesso associati al problema acufene

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  • Terapie nasali, in quanto un disturbo rinogeno puo' creare occasionale o persistenti disturbi di compensazione che possono enfatizzare l'acufene.

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