La sessualità femminile, è un territorio poco esplorato dalla ricerca, proprio per quella caratteristica di interiorità , di soggettività e di “mucosa”, che la rende differente da quella maschile, che è invece visibile, quantizzabile e soprattutto d’ “organo”.
Il calo del desiderio sessuale,è una disfunzione che compromette la fase del desiderio, spesso la fase dell’eccitazione ,di conseguenza quella della risposta orgasmica, singolo, coppia e talamo!
Il Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo femminile (HSDD), più comunemente noto come calo della libido della donna, ha acceso la curiosità di clinici, ricercatori,  partners e case farmaceutiche.
Il calo del desiderio, sembra infatti essere la disfunzione maggiormente presente nelle camere da letto degli italiani, con un percentuale sempre in aumento.
Come risvegliare il desiderio sessuale femminile?
E’ possibile, che un farmaco, possa essere risolutivo e miracolistico?
La “Pillola di Biancaneve”, così chiamata dalle case farmaceutiche, per allearsi nell’immaginario, all’icona della donna maltrattata, affaticata, relegata nelle cantine e nei sotto scala, che però nel tempo rivendica amore, felicità ma  soprattutto si “risveglia” dal sonno profondo, grazie al bacio dell’amato principe.
Non si tratta di un viagra al femminile o di un cerotto del desiderio a base di testosterone,ma di una pillola che agisce direttamente sul sistema nervoso centrale e in particolare sul sistema limbico, dove si trovano i centri del desiderio.
In Italia la sperimentazione della molecola, si è svolta a partire dal 1999, nei centri di Catania, Pisa, Pavia e Torino ed ha arruolato moltissime donne volontarie ed incredule sull’accaduto farmaceutico.
Le donne arruolate avevano un’età compresa tra i 25 e i 40 anni, senza disfunzioni organiche e ormonali e con un ciclo regolare; sono donne che hanno perso il desiderio per motivazioni altre, da quelle organiche.
Il calo del desiderio sessuale femminile, quindi, non deve più essere considerato un problema da nascondere per imbarazzo o vergogna, ma da curare, a tutto vantaggio non solo della donna ma anche della coppia, della salute sessuale e della qualità di vita dei partners.
A mio avviso, questo farmaco, contiene in sé, un’importante innovazione terapeutica, dare cioè la possibilità alla donna sofferente, la possibilità di una “diagnosi clinica” delle proprie silenti e dolenti difficoltà e, la possibilità di un approccio terapeutico adeguato, che sia psicoterapico, psico-sessuologico o farmacologico.
Credo inoltre, che l’altro lato della medaglia sia l’estrema medicalizzazione della sessualità femminile, vivificabile con l’assunzione di una semplice pillola , che la scardini invece dall’affettività, dalla qualità di vita, di coppia, di comunicazione tra i partners e, da tanto altro sia indispensabile per riaccendere il desiderio sopito.