Utente 212XXX
buongiorno,
vorrei gentilmente conoscere le tecniche, i tempi, le modalità di un intervento per "erniazione transdiaframmatica dell'intestino".
grazie

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[#1] dopo  
Dr. Pierpaolo Maietta
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la lesione è sintomatica?
ci sono sintomi?
[#2] dopo  


dal 2011
se di ciò effettivamente si tratta, si (in quanto dovrò eseguire clisma opaco per la verifica), è sintomatica e molto invalidante; al punto tale da non poter rimanere seduto per più di 10 minuti e da dover restare quasi tutto il giorno a letto a pancia in su, pena un forte malessere qui descritto: http://www.medicitalia.it/02it/consulto.asp?idpost=9003
[#3] dopo  
25413

Cancellato nel 2013
Gentile Utente,
da quanto riportato mi sembra che la sua patologia non sia altro che una malattia da reflusso gastroesofageo con ernia jatale (GERD).
La diagnosi della GERD si basa su tre cardini: (1) endoscopia, che dà un'immagine "statica" del problema, evidenziando le anomalie anatomiche, (2) radiografia delle prime vie digerenti con mdc, per confermare la presenza del reflusso e dell'ernia jatale, (3) phmanometria esofagea, che dà una valutazione essenzialmente funzionale dello sfintere esofageo inferiore. Questi tre esami, valutati nel loro insieme, danno una precisa definizione diagnostica della patologia e permettono di porre indicazione ad una corretta terapia.
La terapia medica nel caso della GERD mira a 3 obiettivi: (1) ridurre il reflusso permettendo e stimolando lo svuotamento gastrico mediante farmaci procinetici, (2) ridurre l'acidità del refluito, quindi inibire la produzione acida dello stomaco, mediante inibitori di pompa protonica (PPI) o H2-antagonisti, (3) proteggere le pareti dell'esofago e dello stomaco mediante gastroprotettori. Durante la terapia di solito i sintomi scompaiono (ma non sempre), ma alla sospensione della terapia frequentemente si ripresentano.
Che fare quindi? con in mano i dati anatomici (endoscopia) e funzionali (pHmanometria) lo specialista (gastroenterologo o chirurgo) valuterà l'opportunità di continuare con la terapia medica o proporle un intervento di ricostruzione della valvola non funzionante. Nel suo caso, se gli esami diagnostici dovessero confermare una GERD significativa, in presenza di una sintomatologia che persiste durante la terapia o riprende alla sospensione della stessa, sarei propenso a proporle l'intervento (sempre se non esistono controindicazioni assolute all'intervento chirurgico, ad esempio per gravi patologie cardiache o respiratorie associate, che peraltro lei non ha citato), anche perché per la sua età è verosimile che si trovi costretto ad assumere una qualche terapia medica per tutta la vita.
L'intervento chirurgico di funduplicatio e jatoplastica viene eseguito in laparoscopia, quindi attraverso 4-5 piccoli fori sulla parete addominale. In mani esperte non presenta significativi rischi, pur essendo una procedura non semplicissima.
Consiste nel "ripiegare" il fondo gastrico a formare una "cravatta" tutto intorno all'esofago distale, per aumentare la pressione a livello del cardias (funduplicatio). Prima di confezionare la funduplicatio, si approssimano i pilastri diaframmatici allargati con tre-quattro punti di sutura.
L'intervento dura in genere da 30 minuti a 2 ore, a seconda della situazione all'interno dell'addome, e viene eseguito in anestesia generale.
Al termine dell'intervento è necessario lasciare un sondino nasogastrico per 12-24 ore dopo l'intervento. L'assunzione di cibo liquido per bocca inizia in 1^ giornata, per passare al cibi semiliquido in 2-3^ giornata. L'assunzione dei cibi solidi, però, non è consigliabile prima di 7 giorni dall'intervento.
Come effetti collaterali, quello più frequente (circa 1-2 casi su 10 nella peggiore delle ipotesi)è la cosiddetta gas bloat syndrome, cioé la necessità di eruttare frequentemente. Si risolve spontaneamente entro qualche settimana. Talvolta, se la plastica è troppo stretta, per qualche settimana può esserci una difficoltà a deglutire i cibi solidi, ma anche questa complicanza, peraltro rara, si risolve di solito spontaneamente.

Mi resta un dubbio...
Perché parla di "erniazione dell'intestino" e di "clisma opaco"?
Chi o cosa le fa sospettare che ci sia una trasposizione del colon nel torace?
Ha eseguito la EGDS? e che dice?
Se questo sospetto viene confermato dall'endoscopia e dal clisma opaco, può essere necessario eseguire una TAC dell'addome con ricostruzione 3D, in modo da capire bene l'anatomia di tale erniazione (di solito per una alterazione congenita del diaframma).
Se realmente si tratta di una trasposizione del colon nel torace è indispensabile l'intervento chirurgico di riduzione dell'ernia e successiva plastica diaframmatica.

Resto a sua disposizione
Cordiali saluti
Giovanni D. Tebala
gtebala@medicitalia.it
[#4] dopo  


dal 2011
Gentile Dr. Tebala,
la EGDS non ha evidenziato problemi nè di carattere di ernia jatale, nè di reflusso.
La diagnosi, o meglio il sospetto, di erniazione transdiaframmatica dell'intestino mi è stata fatta da un cardiologo e dal mio medico di famiglia dopo aver visionato una lastra torace in posizione trandelemburg. entrambi sono d'accordo sul fatto che la lastra è molto anomala e che l'intestino sembra "bucare" il diaframma ed entrare nel torace. ecco il perchè del clisma opaco il quale dovrò eseguire il 21 marzo.
I sintomi che accuso sono MOLTO invalidanti: la sensazione più sgradita è un senso di "riempimento", di "ingombro" in area cardiaca che si accentua da seduto e viene alleviata dalla posizione supina a letto.
durante le "crisi" la mani si ghiacciano, cosa per me davvero insolita.
questi sintomi, giusto per dargliene un'idea, sono così intensi da non permettermi di lavorare e di costringermi a trascorrere la maggior parte delle mie giornate a letto a lamentarmi.
grazie

[#5] dopo  
25413

Cancellato nel 2013
Gentile Utente,
sembra proprio si tratti di un'ernia paraesofagea o di un'altra ernia diaframmatica.
Dopo il clisma opaco, se dovessero persistere dubbi, penso che possano essere chiariti solo dalla TC con ricostruzione tridimensionale.
Se si dovesse confermare un'erniazione transdiaframmatica di una parte qualunque del contenuto addominale è indispensabile l'intervento chirurgico.
resto a disposizione e le porgo i miei migliori auguri
Giovanni D. Tebala
gtebala@medicitalia.it