Utente 128XXX
Egregio dottore,

la contatto per chiedere un consulto a proposito di fastidi intestinali ormai cronicizzati. Da circa 5 anni (io ne ho attualmente 31) ho frequenti fastidi all'intestino, con feci generalmente poltacee e spesso giallastre(a volte veri e propri attacchi diarroici, in particolare al mattino) e grande flatulenza. Non è invece presente dolore salvo nel caso di attacchi ma che sparisce subito dopo l'evacuazione.
Ho effettuqato nel corso degli anni tutte le analisi di routine, tra cui la funzionalità epatica, un'eco-addome superiore, una colonscopia (senza biopsia)e una coprocultura. Tutto negativo. Il mio gastro-enterologo ha poi ritenuto potesse essere celiachia e nonostante il test anti-transglutaminasi e anti-endomisio fosse negativo ha ritenuto opportuno effettuare un esame istologico.
L'esito è stato:
- Frammenti multipli di mucosa del piccolo intestino esenti da alterazioni istologiche di rilievo. Sono presenti villi focalmente distorti ed iperplasia delle cripte in assenza di un significativo aumento dell'infiltrato infiammatorio cronico intraepiteliale
- Due frammenti di mucosa gastrica giunzionale esenti da alterazioni istologiche di rilievo
- Due frammenti di mucosa gastrica di tipo fundico esenti da alterazioni istologiche di rilievo
Il medico ha definito questo quadro un pò boarder-line e ha ritenuto opportuno effettuarfe un periodo di astensione totale da alimenti senza glutine. Ho così effettuato una dieta da celiaco per 6 settimane senza alcun miglioramento della sintomatologia intestinale.
In virtù del risultato negativo ad altri tests (intolleranza al lattosio e al lattulosio) se ne è concluso per un sindrome dell’intestino irritabile.
A distanza di 5 anni un altro gastroenterologo mi ha pfatto ripetere le analisi di routin tra cui la coprocultura. ancora tutto negativo.
Ha comunque ritenuto di somministrarmi per una settimana una cura a base di Flagyl, ritenedo che potrebbe comunque trattarsi di Giardia, benché già in passato avessi fatto un'analisi delle feci tesa a cercarla sempre negativa. A suo dire, infatti, la Giardia è di difficile rilevazione.
Tuttavia, sono un pò perplesso dall'iniziare una cura di questo tipo senza un riscontro obiettivo, temendo in particolare gli effetti collaterali del farmaco, soprattutto se lo dovessi prendere "a vuoto".
Le chiedo dunque, non c'è un esame più attendibile al fine di trovare le Giardia ed evitare una cura antibiotica/chemioterapica "per prova?"
Grazie mille per l'aiuto.
[#1] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
La giardia abita nel duodeno, dove -se c'era- sarebbe probabilmente stata vista alla biopsia. Ci sono due modi per cercarla:

- dal basso, con esame parassitologico su almeno tre campioni successivi. Si vedono le cisti, che si' sono piccoline, si' ci vuole l'occhio, ma insomma, si vedono.

- in alternativa, sempre sulle feci, ricerca dell'antigene fecale di Giardia. se ci sono le cisti c'e' anche l'antigene, la differenza e' che non serve un microscopista esperto.

- dall'alto, con un sondino nasogastrico si arriva al duodeno, si aspira del succo duodenale, si colora con Lugol e si vedono i parassiti adulti.

- in alternativa invece del sondino si puo' mandar giu' una pillola legata a un filo di materiale assorbente (enterotest (R), poco diffuso ma funziona benissimo).

La regola e' che in caso di parassitosi i sintomi sono direttamente proporzionali alla carica infestante.

Se i parassiti ci sono, ma sono pochissimi e si fa fatica a trovarli, anche il loro contributo alla sintomatologia e' di solito ridotto.




[#2] dopo  
Utente 128XXX

Iscritto dal 2009
Grazie mille per la risposta.
Come le ricordavo io effettuai un primo esame delle feci con coprocultura alla fine del 2004, quando cominciarono i sintomi tuttora presenti, con esito negativo.
Un secondo esame per la ricerca della Giardia (ma su un solo campione) lo ho poi fatto nel 2007, sempre negativo.
Da ultimo due coproculture a distanza di una settimana le ho effettuate lo scorso novembre. Sempre esito negativo.
La biopsia gastrica e del piccolo intestino e dell'inizio del 2005 e non fu trovato nulla, mentre lei mi dice che la biopsia avrebbe dovuto mostrare la presenza della Giardia.
A questo punto è possibile che il parassita sia lì? Tenga presente che in questi anni ho fatto sia una cura antibiotica di una settimana con normix, sia svariate cure antibiotiche con Augmentin per talune tonsillliti e da ultimo due iniezioni di penicillina come profilassi per la tonsillite cronica. Il parassita non sarebbe dovuto comunque morire alla fine?
Le chiedo a questo punto se dal suo punto di vista è opportuno fare questa cura con Flagyl "per prova" o è meglio lasciar perdere e semmai ripetere l'analisi delle feci, magari con antigene, che da quello che mi dice lei mi sembra più semplice.

Grazie ancora per la disponibilità
[#3] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Coprocolture e antibiotici non contano perche' evidenziano e curano solo i batteri, mentre la giardia e' un protozoo e va cercata appositamente con un "esame parassitologico delle feci".

Anche come medicinale ne occorre uno specifico, appunto il flagyl, che non c'e' ragione di demonizzare. E' un tentativo che a questo punto vale la pena di fare.

La ricerca diretta della Giardia nel duodeno e' l'esame dirimente, ma il patologo doveva guardare il vetrino cercando mentalmente la Giardia, perche' se la sua attenzione era focalizzata sul altro (villi e cripte) e la carica di protozoi era bassa, una eventuale Giardia puo' essergli sfuggita.