Utente 343XXX
Gentili Dottori,

sono un ragazzo di 23 anni. Vi racconto le mie vicissitudini in questi mesi con la speranza che almeno voi possiate rilevare qualcosa di utile per comprendere quello che mi sta accadendo. Tutto ha inizio ad Agosto 2006, mi trovavo in vacanza e non ero sottoposto a stress nè emotivo nè fisico. Mi accorgo però di avere problemi a dormire sui fianchi, in particolare sul fianco sinistro: nella fase tra la dormiveglia e il sonno, una fase quindi, di totale rilassamento, proprio nel momento in cui stavo per addormentarmi, mi risvegliavo di soprassalto con la sensazione che mi mancasse il respiro, conseguentemente con il battito del cuore accelerato (come dopo una breve corsa), ed ero quindi costretto a dormire supino, unica posizione in cui riuscivo ad addormentarmi. Mi rendevo conto, inoltre, di avere talvolta delle extrasistole, che avvertivo come colpi secchi o battiti di maggiore intensità ma diversi dal solito, stando disteso o con le braccia dietro la testa.
Tornato a casa poco dopo la vacanza, da seduto mentre guardavo un film al pc, improvvisamente comincio ad avvertire una sensazione molto strana all'altezza del torace, che si estendeva anche alla gola che raggiunge il suo apice nel giro di pochi secondi e provoca tra le altre cose: repentina mancanza di salivazione, sensazione di difficoltà a deglutire, battito estremamente accelerato come se qualcosa mi stringesse il cuore, testa pesante. Vengo portato al pronto soccorso dove giungo a crisi già conclusa, mi eseguono un ECG che risulterà nella norma.
Si attribuisce la causa di tutto ad un episodio Ansioso, mi viene consigliata visita cardiologica e mi vengono somministrate 10 gocce di un ansiolitico. L'episodio si ripete tuttavia il giorno dopo per altre due volte, con i medesimi sintomi. Nuovamente mi reco al pronto soccorso, dove mi viene consigliato un medicinale (Mialin gocce). Il tutto si ripete fino al quarto giorno inoltrato ma riesco più o meno a gestire la situazione senza recarmi nuovamente al pronto soccorso, quasi autoconvincendomi che si trattasse unicamente di ansia. Ma il problema è proprio questo: non avevo motivo alcuno per essere "ansioso" o "stressato", anzi.

Eseguo dunque, su indicazione del medico di base e dopo la visita cardiologica, una serie di esami, di cui vi riporto i risultati:

Ecografia Tiroidea:
Tiroide in sede, di volume nella norma ad ecostruttura disomogenea per la visibilità di fini striature iperecogene, quale possibile esito di pregressa tiroidite. Le dimensioni del lobo di destra sono di: DT 15,9 mm; DAP 17,33mm. Le dimensioni del lobo di sinistra sono: DT 16,5mm; DAP 15,3mm.
La capsula tiroidea appare integra. Normale rappresentazione vascolare. Trachea in asse. Si segnala, negli spazi laterocervicali di ambo i lati, la presenza di formazioni linfonodali di verosimile natura reattiva, del dtm non superiore a 10,6mm.

FT3, FT4, TSH, Anticorpi (IgG, IgM, Tireoglobulina, Anti-Perossidasi) nella norma.
Esami del sangue nella norma eccetto per dei valori di bilirubina alterati attribuiti ad una possibile sindrome di Gilbert (Totale 2,55 - diretta 0,88 - indiretta 1,67).

Ecografia EPATO-BILIO-PANCREATICA: fegato di volume aumentato nel lobo dex ad ecostruttura bright (echi di livello medio-alto, fini, stipati). Il resto nella norma.

Durante gli esami cardiologici, in particolare durante un ECG secondo holter, si verifica un'aritmia che avverto in modo molto chiaro (8 battiti circa in tutto), ma che tuttavia non sembrava avere nulla in comune con i sintomi da me avvertiti durante le crisi precedenti. Avviene in una condizione di moderato stress (mi trovavo in auto nel traffico) giusto poco dopo aver messo l'apparecchio.

ECG secondo Holter:
Normale ritmo circadiano della frequenza di scarica del segnapassi sinusale, compresa tra 36 e 114bmp.
23 battiti ectopici ventricolari. Due brevi runs di tachicardia a complessi larghi.
4 Battiti ectopici sopraventricolari. Un breve run di TPSV.
Assenda di bradiaritmie patologiche.

RX torace nella norma.

Mi vengono dunque consigliati ulteriori esami per investigare questa aritmia, che prontamente eseguo.

ECG con prova da sforzo negativa. Viene unicamente segnalato un tempo di recupero lento in rapporto all'età.
Ecocardiogramma con colordoppler nella norma.

Nel frattempo, non avevo più avuto crisi di sorta quindi mi sono convinto che doveva trattarsi di un episodio occasionale e riesco a tornare a svolgere senza problemi le mie attività. In questo periodo riesco nuovamente a dormire anche sui fianchi, senza riscontrare più quei "risvegli improvvisi" con sensazione di soffocamento e anzi prendo sonno anche abbastanza rapidamente.
Ad Aprile, mentre mi trovavo in vacanza per Pasqua, ho però nuovamente una di queste crisi. Mi trovavo a letto e mi ero appena addormentato sul fianco sinistro. Mi sono risvegliato all'improvviso con la sensazione che il ritmo cardiaco fosse mutato o fosse irregolare (extrasistole o altro, non saprei descrivere la sensazione in quanto non ne ero cosciente) e in effetti non mi sentivo "normale". Misurando la frequenza poco dopo, il battito era abbastanza accelerato (ma comunque non superiore ai 100bmp), ma c'è da dire che a quel punto ero già abbastanza spaventato. Nuovamente gola secca (a cui però si è aggiunto una sorta di lieve "crampo" o fastidio all'altezza dell'ugola) e forte ansia per la situazione. L'unico sintomo scomparso era la sensazione di "stringimento" al cuore. Tornato a casa, le crisi proseguono per altri 3-4 giorni, sempre in situazioni di relativa calma: guardando un film o lavorando al pc. La sensazione coinvolgeva sempre la gola e il torace all'altezza del cuore e le crisi erano sempre estremamente debilitanti, impedendomi di fatto di proseguire le mie attività in quanto sentivo anche montare la paura che qualcosa di più grave potesse accadere. Mi sono però reso conto che, in questi casi, distendendomi i sintomi si attenuavano nel giro di 30-40 secondi fino a scomparire e in tal modo sono riuscito a gestire la situazione senza spaventarmi eccessivamente. Tutto questo mi ha provocato una certa ansia, quasi non riesco a stare fermo, e dunque durante le crisi ho assunto anche degli ansiolitici (poche gocce) limitatamente agli episodi, riscontrando un certo sollievo soprattutto per riposare.
Mi capita però spesso di pensare a livello più o meno conscio di poter avere altre aritmie o anche peggio e questo alimenta il mio stress per la situazione. Aggiungo che comunque, anche dopo queste nuove crisi, riesco ancora a dormire sui fianchi e ad addormentarmi rapidamente.

Ho consultato un aritmologo che, dopo aver valutato il mio quadro clinico e avermi detto che si trattava comunque di un breve episodio di tachicardia non sostenuta, mi ha prescritto Cardicor 2,5mg, 1 compressa al mattino, e mi ha prenotato un DH per ripetere tutti gli esami. Attualmente la frequenza è di 54-55bpm.

Onestamente non saprei a chi altro rivolgermi per la valutazione del mio caso, che alcuni,in special modo i medici di pronto intervento in mancanza di altri dati, ascrivono all'ansia (ma io mi trovavo in vacanza e le crisi si sono verificate sempre in situazioni di quasi completo relax, da seduto o supino e in attività tranquille), mentre altri rimangono perplessi dall'aritmia registrata dall'Holter e non menzionano neppure tra le possibilità episodi di tipo ansioso.

Potete darmi qualche consiglio su quali altri eventuali esami o visite specialistiche dovrei effettuare? E, nel caso, cos'altro si potrebbe evincere dagli esami che ho effettuato? Sinceramente a questo punto non saprei più a chi rivolgermi. Prima di fare una terapia per l'ansia (che nessuno comunque ancora mi ha proposto) vorrei escludere qualsiasi altra patologia, a tal riguardo sarebbe utile consultare un endocrinologo o un neurologo? Inoltre che benefici dà una terapia con betabloccanti come il Cardicor in un caso simile? Soprattutto, i sintomi da me descritti possono essere riconducibili a delle aritmie, magari di entità più lieve rispetto a quella registrata dall'holter e quindi non avvertibili chiaramente?

Mi scuso per la lunghezza del post, e vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo.

Cordiali Saluti

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Dr. Vincenzo Menniti
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Gentile utente,
ho letto attentamente il post da lei inviato ed è stato anche fin troppo chiaro nell'esplicare i sintomi.
Da quello che ho potuto verificare, gli esami da lei eseguiti rientrano nella norma ed escluderebbero le principali cause organiche (disfunzione tiroidea o aritmie cardiache) all'origine dei disturbi da lei menzionati; dunque la diagnosi a me sembra ascrivibile ad un disturbo di panico. Lei ripete in più punti che la tachicardia che avvertiva non poteva essere ascrivibile ad uno stato ansioso,perchè era rilassato e stava riposando; ma sappia che in letteratura risulta che il 50% addirittura degli attacchi di panico si verifica durante le ore di riposo notturno ("mi risvegliavo di soprassalto con la sensazione che mi mancasse il respiro, conseguentemente con il battito del cuore accelerato come dopo una breve corsa"),causando risveglio improvviso con tachicardia, sudorazione e sensazione di costrizione toracica. Pensi invece che il 30% circa degli attacchi si può manifestare durante lo svolgimento di comuni attività. Inoltre ci sono altri sintomi da lei citati nel post che mi fanno pensare ad un disturbo di panico:
Età: solitamente l'esordio si colloca nella fascia di stà 15-35
Manifestazioni cliniche: l'attacco di panico è caratterizzato per l'insorgenza repentina dei sintomi da lei riferiti("improvvisamente comincio ad avvertire una sensazione molto strana all'altezza del torace, che si estendeva anche alla gola che raggiunge il suo apice nel giro di pochi secondi e provoca tra le altre cose: repentina mancanza di salivazione, sensazione di difficoltà a deglutire, battito estremamente accelerato come se qualcosa mi stringesse il cuore, testa pesante")che raggiungono l'apice nel giro di poco tempo (circa 10-20 min)e vanno scemando, lasciando il paziente con la paura che gli episodi si possano riverificare ("Mi capita però spesso di pensare a livello più o meno conscio di poter avere altre aritmie o anche peggio e questo alimenta il mio stress per la situazione").Inoltre alla ,sintomatologia predetta, si associa, negli episodi acuti, l'interruzione delle attività in svolgimento ("La sensazione coinvolgeva sempre la gola e il torace all'altezza del cuore e le crisi erano sempre estremamente debilitanti, impedendomi di fatto di proseguire le mie attività") e la paura che qualcosa di terribile stia per succedere percependo anche sensazione imminente di morte "sentivo anche montare la paura che qualcosa di più grave potesse accadere".
Venendo al dunque io mi orienterei per un disturbo di panico. Le benzodiazepine possono andare bene al momento ma andrebbe impostata una cura adeguata.
I beta bloccanti prescritti possono avere una funzione ma solo momentanea, almeno nel caso del panico; cioè bloccano il verificarsi di alterazioni del ritmo e dunque possono dare sollievo alleggerendo la sintomatologia somatica, ma non curano il disturbo.
Comunque, nel caso volesse avere dei suggerimenti per approfondire gli esami strumentali per escludere cause organiche all'origine dei suoi disturbi, le rammento le possibili patologie che possono produrre sintomi simili agli attacchi ci panico:
Aritmie cardiache, feocromocitoma, labirintite, distiroidismi, ipoglicemia acuta, disparatiroidismi, epilessia temporale.
Io sinceramente, consliderato il suo caso clinico e sulla base degli esami da lei effettuati, sarei comunque orientato maggiormente per un disturbo di panico. Solo però una visita psichiatrica con una'accurata raccolta dell'anamnesi può redimere il dubbio.