Utente 151XXX
L’infezione da hpv è una infezione molto comune. La presenza del virus nell’organismo non coincide sempre con la presenza di una patologia ad esso collegata tant'è che si parla di malattia sessualmente trasmessa solo per quella piccola percentuale di persone infette dove il virus ha dato una manifestazione clinica. Inoltre non tutte le persone che entrano in contatto con il virus rimangano contagiati per tutta la vita. Esistono infatti tre possibilità di evoluzione dell’infezione da Hpv: regressione, persistenza e progressione. La maggior parte delle infezioni, infatti, scompare spontaneamente, circa il 50% nel corso di un anno e circa l’80% in due anni ed il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima che sviluppi un effetto patogeno. Nei rimanenti casi la persistenza del virus può sviluppare lesioni precancerose che possono poi progredire fino al cancro della cervice. Dei 120 e più sottotipi di hpv, quelli responsabili di patologie dell’apparato genitale sono circa 40 e di questi due il 16 e il 18 (detti ad alto rischio) sono responsabili del circa 70% dei casi del carcinoma della cervice, mentre il 6 e l’11 sono responsabili del 90% dei condilomi genitali. E’ davvero remota, mi è sembrato di capire che alcuni tendono anche ad escluderla, l’ipotesi che quest’ultimi detti, a basso rischio, vengano legati a forme tumorali. Inoltre, il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa cinque anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale può essere di 20-30 anni.
Detto questo, ho tre domande a cui non so darmi una risposta.
1. Nel caso dei sottotipi responsabili dei condilomi, ove l’infezione non venga seguita dalla manifestazione clinica, che generalmente si verifica entro poche settimane o mesi dal contagio, e nel caso in cui non si realizzi la regressione del virus e la sua scomparsa, è possibile che si abbia una prima manifestazione clinica (condiloma)anche dopo decenni dall’infezione rimasta silente e sconosciuta?
2. Un condiloma può regredire spontaneamente?
3. Tenuto conto che i sottotipi responsabili del carcinoma della cervice svolgono la loro azione nella mucosa del collo dell’utero, questi sono in grado di infettare i distretti cutanei non rivestiti da mucosa, ed in tal caso sono in grado di dare manifestazioni cliniche in queste zone e se si in cosa consistono queste manifestazioni cliniche? Questa osservazione ha una sua logica alla luce dell’eventuale uso del profilattico. Infatti nel caso in cui questi ceppi non abbiano come sito di infezione la cute che solitamente non risulta coperta dal preservativo ma la mucosa vaginale, il collo dell’utero o la zona del glande con l’orifizio uretrale, si potrebbe ipotizzare che l’uso del preservativo sebbene non garantisca la protezione totale per questi sottotipi, certamente ha più efficacia nella protezione dall’infezione di questi sottotipi rispetto a quella svolta per i sottotipi responsabili di condilomi e verruche

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[#1] dopo  
Dr. Antonio Del Sorbo
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SCAFATI (SA)
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Salve, provo a rispondere alle Sue 3 domande.

1) Come molte altre malattie virali, anche per le infezioni da HPV (immagini su http://www.ildermatologorisponde.it/condilomi_foto.html )sono possibili manifestazioni cliniche a distanza di tempo;

2) Analogamente alle verruche volgari (altra nota manifestazione da HPV) e al mollusco contagioso (infezione da poxvirus), anche per i condilomi vi è la possibilità di una regressione spontanea, dovuta al prevalere delle difese naturali dell'organismo sul virus;

3) Il profilattico rappresenta una valida prevenzione per la trasmissione di molte malattie veneree, compresa l'infezione da HPV. In alcuni casi però (es. presenza di condilomi nell'area pubica o sullo scroto), il profilattico per ovvii motivi, non consente una protezione dall'infezione.

Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Dr. Luigi Mocci
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ALESSANDRIA (AL)
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Caro paziente,
stante le ottime e direi esaurienti risposte date dakl collega Del Sorbo, vorrei un attimo puntualizzare quanto lei afferma sulla condilomatosi. Anzitutto i sierotipi a rischio, attualmente, sono più dei 4 da lei considerati. Chiunque sottovaluti, come mi pare lei abbia percepito, per carenze non sue, evidentemente, l'infezione HPV è uno sconsiderato perchè i K del collo dell'utero sono causati da HPV in una percentuale molto vicina al 100%. Con buona pace di molti colleghi il K da HPV può colpire anche le mucose genitali maschili con modalità simili a quelle che avvengono nella donna, e il termine alto rischio basso rischio è fondato su un criterio meramente statistico. Inoltre, ultimamente, soprattuto nel Nord Italia, si sta diffondendo l'abitudine alla tipizzazione virrale dell'HPV genitale, cosa cghe, potrebbe in un prossimo futiro, portare anche ad una revisione delle varie associazioni virali percome le cosideriamo ora.
In ultimo, ma non per ultimo, le verruche virali possono, e perchè non dovrebbero poi? localizzarsi anche in zona genitale, trasmettendosi ovviamente, per contatto.
Le dirò, infine, ancora una cosa: una grandissima percentuale di persone ha una infezione da HPV, molto spesso misconosciuta o sottovalutata purtroppo anche da colleghi dermatologi. Inoltre ci sono lavori scientifici di area ginecologica che iniziano a sospettare una infezione HPV fra le cause di sterilità, perchè è stata trovata come associazione frequente in infertili.
Spero che questa puntualizzazione possa esserle stata inqualche modo utile.

Saluti

Mocci
[#3] dopo  
Utente 151XXX

Iscritto dal 2010
Cordiale Dott. Del Sorbo,
La ringrazio sentitamente per la risposta alle mie domande. Il motivo per cui le ho postate, pur non avevdo mai avuto manifestazioni cliniche di tal genere, è da ricercarsi, in primo luogo, nell'avere scoperto da poco tempo i rischi alla salute che questo virus potrebbe provocare e quindi per riconsiderare le mie esperienze passate anche alla luce di queste notizie e verificare come e se posso essere di danno ad altri. Sempre comunque nella consapevolezza che la vita ha il suo corso e certe esperienze ne fanno a pieno parte.
In secondo luogo mi sono documentato, come cerco di fare sempre quando sbatto contro un possibile problema sconosciuto, perchè sono convinto che la maggior parte delle persone non conoscono o sottovalutano certi aspetti che invece dovrebbero essere considerati importantissimi. Di questo faccio esperienza ogni giorno tra amici, colleghi e conoscenti. Sono pienamente convinto che uno dei migliori metodi di prevenzione è l'informazione. Ognuno di noi, anche non tecnici, dovrebbe rendersi utile in tal senso, senza sostituire il medico ma cercando di fare presente che può esistere una sessualità cosciente, anche senza il bisogno di dare consigli medici ma consigliando se è il caso l'aiuto di un medico.
Detto questo, ritornando alla Sua gradita risposta, sempre tenendo conto che generalizzare è può essere pericoloso e che risposte certe non ne esistono, mi sembra avere una logica dire che il preservativo è poco efficace per i sottotipi responsabili dei condilomi genitali di cui il 6 e l'11 sono responsabili al 90%, mentre garantisce una buona efficacia, sebbene non assoluta per i sottotipi responsabili del carcinoma della cervice.
Cordiali Saluti
[#4] dopo  
Utente 151XXX

Iscritto dal 2010
Egr. Dott. Mocci,
ho letto la Sua nota solo dopo aver piostato questa mia ultima. La ringrazio per le informazioni da cui estrapolo che essendo la medicina una scienza che si nutre di ricerca nulla può essere dato per scontato quando l'oggetto di questa ricerca ha ancora misteri da svelare.
Di questo sono cosciente, come del fatto che esistono altri sottotipi di virus presenti, sebbene in percentuale minore, nel carcinoma. Ho letto anche che del carcinoma al pene e di tutto quello che viene riportato nel sito dell'Istituto Superiore di Sanità e dell'Osservatorio Nazionale Screening.
Rimane il fatto che comunque un buon 20% di questi virus è destinato a rimanere nel nostro organismo dopo l'infezione e di questi una piccola parte può rendersi responsabile di patologie serie.
Per quanto mi riguarda sebbene come ho detto non ho presente, almeno al mio controllo, nessuna anomalia, ma avendo in vita mia avuti rapporti sessuali, mi sottoporrò a breve ad una visita dermatologica. Se è il caso chiederò di avere fatto il test dell'acido acetico (credo si chiami cosi). A questo punto, vorrei sapere a seguito del suo post, come devo comportarmi visto che non esiste un pap test per gli uomini ma esiste la possibilità di ospitare il virus senza averne manifestazione clinica. Inoltre per i virus notoriamente responsabili (almeno con le conoscienze di ora) del carcinoma al pene, come devo comportarmi per vedere se sono presenti o per fare prevenzione. Grazie.
[#5] dopo  
Dr. Luigi Mocci
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ALESSANDRIA (AL)
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Dunque,
la visita dermatologica direi sarebbe un'ottima prevenzione, soprattutto se durante essa, facesse la penescopia con acido acetico. E' sicuro che, in questo modo, forse non eliminerebbe del tutto la possibilità di una non diagnosi di HPV, ma di certo minimizzerebbe le possibilità. Ovviamente, dovrebbe essere superfluo dirle che è imprescindibile l'uso del profilattico durante tutta la durata del rapporto.
Il mio intervento infine, non era ovviamente volto a creare preoccupazioni, non tanto al lei che vedo molto equilibrato quanto a chiunque potesse leggerlo, ma al fare considerare col giusto peso una patologia a volte considerata un pò troppo "alla leggera".

Cari saluti

Mocci
[#6] dopo  
Utente 151XXX

Iscritto dal 2010
Egr. Dott. Mocci,
Grazie per l'attenzione che ha riservato al mio post. Vorrei porre ancora una domanda. Non sapendo in cosa consiste la peniscopia con acido acetico vorrei capire se questa visita è possibile effettuarla in qualsiasi studio dermatologico oppure bisogna rivolgersi a strutture ospedaliere. Inoltre, questa visita è destinata a scoprire condilomi invisibili ad occhio nudo oppure determina la presenza di virus anche in assenza di condilomi. Grazie.
Cordiali saluti.
[#7] dopo  
Dr. Luigi Mocci
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ALESSANDRIA (AL)
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Allora,
lòa penescopìa la eseguiamo in pochi ed è un esame di II livello. Non so per quale motivo pochi la conoscano ed ancor meno la facciano, visto che non è complicata. Si tratta di applicare un impaco di acido acetico al 5% in sede del glande e foglietti prepuziali, tenendo in posa per circa 10' dopodichè vedere cosa è capitato con una lente. I più fortunati hanno la possibilità di utilizzare il colposcopio. Quelli come me, che hanno una amministrazione che se ne frega utilizzano (ma il risultato non è inferiore, perchè dipende dalla capacità del diagnosta) una lampada con lente.
Sic et simpliciter. Il significato è verificare la presenza di HPV. Come lei immagino sappia, ci sono almeno tre forme di HPV genitale: laforma florida, i condilomi veri e propri, la forma micropapulare, la forma maculare.
Con l'acido acetico, vi è una reatività aceto bianca delle lesioni HPV, ma se tutto ciò che è HPV diventa bianco, non è vero che tutto ciò che è bianco sia HPV, per cui l'occhio esperto è necesario.
Cari saluti

Mocci
[#8] dopo  
Dr. Luigi Laino
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ROMA (RM)
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Mi piace aggiungere come nota integrativa rispetto a quanto correttamente ed esaurientemente inserito dai miei colleghi che ad oggi, le tecniche non invasive per la diagnosi dei casi "difficili" possono avvalersi della video-deermaoscopia del pene e del glande che riesce a fare una fondamentale diagnosi differenziale e riesce a chiarire casi dubbi di condilomatosi mediante il reperimento di specifici pattern dermoscopici.

Per ciò che mi riguarda, pur conoscendo la metodica peniscopica con acido acetacetico, non la pratico poichè ricca di falsi positivi.

Per implementare la conosceza sull'HPV può leggere il personale articolo su questo tema

http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=40632


carissimi saluti

Dott. LAINO, Roma
[#9] dopo  
Utente 151XXX

Iscritto dal 2010
Egregi Dottori,
detto fatto. Sono andato a fare la penescopia. L'esame mi è sembrato puntuale e preciso. Sono state utilizzate garzette imbevute di soluzione di acido acetico ed è stata fatta l'osservazione accurata sia tramite una grande lente di ingrandimento che tramite un microscopio dopo proiezione di luce varia... da poca luce ad una luce di colore bluastro mi sembra di ricordare.
Non sono state osservate nè lesioni cliniche nè lesioni subcliniche.
Mi è stato detto che potevo anche indagare la presenza del virus tramite HPV test, esame mutuabile.
La mia domanda è questa. Se faccio il test potrebbe risultare che sono ospite del virus e non credo si possa datare l'infezione, magari da 10 o più anni. Questo non vorrebbe dire che avrò sicuramente in futuro delle patologie collegate a questo virus, ma vorrebbe dire che dovrò in futuro fare dei controlli più attenti. Questo però potrebbe significare essere sottoposti a stress e avere condizionati i rapporti con l'altro sesso. Insomma, non so se è una scelta giusta eseguire questo HPV test. Questa è solo una mia riflessione a cui devo trovare una risposta in breve tempo. Grazie