Utente 304XXX
Gentili medici, mia madre è stata operata di isterectomia totale con annesiectomia e linfadenectomia pelvica il 25 Maggio per un adenocarcinoma endometriale. Il referto istologico parlava di adenocarcinoma endometriale mediamente differenziato che infiltrava il miometrio per 2/3 e 3 dei 23 linfonodi pelvici tolti sede di metastasi. L'oncologo ha consigliato una chemioterapia adiuvante da iniziare dopo aver fatto una tac total body con mezzo di contrasto. Ieri è arrivato l'esito della tac, non ci sono patologie di rilievo, tranne "in zona retrovescicale una formazione nodulare solida di diametro max 2,5 cm con enhancement contrastografico".
In una risonanza magnetica all'addome eseguita 2 mesi fa questo nodulo non risultava, e anche il chirurgo che l'ha operata a fine Maggio non aveva notato niente di simile. Possibile che in un mese si sia formato questo nodulo di ben 2 cm? Oppure è sfuggito sia alla risonanza magnetica del 3 Maggio che al chirurgo il 25 Maggio? Soprattutto qual'è l'origine di questo nodulo, si tratta di metastasi? a cosa è attaccato, all'intestino, al tessuto connettivo, cosa c'è in zona retrovescicale?
Quale ulteriore esame è ora opportuno fare? In attesa della visita con un urologo vi porgo queste domande sperando in una vostra esauriente risposta. Grazie
[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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A mio parere il superamento di due terzi della parete indica la necessità di un trattamento adiuvante con Radioterapia sulla pelvi, per ridurre il rischio di recidiva locale. Quale era l'istologico? il grading del tumore? i margini di resezione? A mio parere utile anche una RMN per meglio caratterizzare la formazione nodulare dalle dubbie caratteristiche. Per la PET con FDG è passato poco tempo dalla resezione e potrebbero esserci falsi positivi, anche se non è da esludere la sua utilità per captazioni lomboaortiche o a distanza.

Molto Cordialmente
Dr.F.Alongi
[#2] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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Ho letto adesso che è un G2 ossia moderatamente differenziato. Diversi studi randomizzati dimostrano un ruolo di efficaica della RT in questi casi. Pertanto a mio parere per non effettuarla entro i 30 giorni dall'inervento spero ci sia una ragione che non è citata.
[#3] dopo  
Utente 304XXX

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Gentile dott. Alongi, dopo l'intervento abbiamo dovuto aspettare 20 giorni per l'esito dell'istologico, dopodichè il chirurgo ci ha indirizzati da un oncologo: un'altra settimana di attesa per la visita con l'oncologo. L'oncologo ci ha detto che come trattamento adiuvante era più indicata prima la chemioterapia, ed eventualmente dopo aver fatto i cicli di chemio anche la radioterapia. Ma prima di iniziare la chemio ha voluto una tac total body: quindi altre 2 settimane di attesa per l'esito della tac, e adesso c'è questo nodulo solido retrovescicale di natura ignota sulla quale oggi neanche l'urologo si è voluto pronunciare, anche se esaminando la risonanza magnetica di 2 mesi fa ha detto che il nodulo era già presente (allora è sfuggito sia al radiologo refertatore che al chirurgo che ha operato?!?!). cosa dobbiamo fare? il paziente oncologico è sballottato tra uno specialista e l'altro e ognuno dà interpretazioni e indicazioni contrastanti...