Utente 183XXX
Gent.mi Dottori,
sono una ragazza di 28 anni, e da circa 2 anni ho avuto i miei primi rapporti intimi con il mio fidanzato, che ha 32 anni. APPENA TOLTO IL PRESERVATIVO, sono iniziati i miei primi (e spero ultimi) guai: vulvovaginite e cistite. Ho iniziato con gli esami alle urine, con risultati negati, cui seguì un pap-test da cui emerse "flora suggestiva di vaginosi batterica associata a lieve essudazione leucocitaria". Per cui il ginecologo proseguì con tampone vaginale, da cui emersero "e. coli, gardnerella, candida, ureaplasma uralyticum". Eseguita la dovuta terapia antimicotica e antibiotica, ma soprattutto ripristinato il preservativo, i miei problemi sembrerebbero essere spariti.
Sono invece molto preoccupata per il mio fidanzato, che contestualmente ha condotto i seguenti esami, con risultati STRANAMENTE NEGATIVI: esame delle urine completo, esame batteriologico delle urine con antibiogramma, esame batteriologico di tampone uretrale e di liquido seminale per germi comuni, miceti, clamydia trachomatis, micoplasma hominis, ureaplasma urealyticum. La mia ginecologa (ho abbandonato il precedente ginecologo che aveva minimizzato e sostenuto che questi organismi li avessi solo io!!!! ma sono o non sono malattie sessualmente trasmissibili??? inoltre io non ho mai condiviso i miei indumenti o tovaglie intime con nessuno) ha suggerito di ripetere le analisi con l'esecuzione di massaggio prostatico. ma nel frattempo il mio fidanzato, di sua iniziativa, ha eseguito insieme a me la mia stessa cura. Ora a breve ripeteremo gli esami, per verificare se siamo guariti definitivamente, ma ormai non riesco più a fidarmi dell'attendibilità di questi risultati, inoltre sono molto preoccupata per il mio fidanzato, che ha iniziato la sua vita sessuale molto prima di me (purtroppo ha avuto anche rapporti anali non protetti con le sue ex) e da circa 10 anni gli è comparso un DOLORE discontinuo (che va e viene) nella zona che penso si dica perianale, la parete che va dallo scroto all'ano. Le visite per via rettale hanno riscontrato solo una lieve CONGESTIONE della prostata, alimentata probabilmente dal fatto che lui per lavoro sta molto tempo seduto, per cui ci sarebbe un ristagno del sangue. Dicono pure che ci sarebbe un inizio di ernia, infatti quando ha dei colpi di tosse il dolore aumenta. Oppure potrebbero essere questi batteri che si sono ben annidati dopo tutti questi anni? Come scovarli? e se non fosse solo un'infezione, ma un tumore? Sarebbe opportuna una tac per scongiurare delle neoformazioni? Inoltre, noi vorremo sposarci molto presto e provare ad avere dei bambini, ma io ho il terrore di togliere il preservativo e di riprendere tutti quei batteri. come posso aiutare il mio fidanzato a scoprire quello che ha? Aiutateci per favore, grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Stefano Spina
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La trasmissione della flora batterica e' possibile con i rapporti sessuali, anzi direi quasi certa... Ma questo non vuol dire ammalarsi per forza: puo' benissimo darsi che il suo fidanzato abbia un sistema immunitario che in questo momento e' piu' efficace del suo, e che quindi non ne risenta. E' chiaro poi che l'ernia e le altre supposte diagnosi sono completamente avulse da queste piccole (ma fastidiose!) infezioni, ma e' ugualmente evidente che, oltre a lei, anche il suo partner dovra' sottoporsi ad una visita medica per capire come stanno realmente le cose.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 183XXX

Iscritto dal 2010
Gent.mo Dottore,
grazie per la risposta, ma quindi, nonostante la terapia antibiotica e le analisi negative, e anche se siamo e saremo sempre monogami, questi malefici batteri riappariranno se toglieremo il preservativo?
Il mio fidanzato le ha fatte le visite mediche, ma riscontrano solo una lieve congestione prostatica e un altrettanto lieve principio di ernia. manca solo un ecodoppler per escludere la varicocele.
Cordialmente.
[#3] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Si', ma tutte le cose che sta facendo il suo ragazzo non hanno nessun rapporto con l'infezione che ha lei. E' ovvio che se cercate un figlio il preservativo andra' accantonato: stara' al suo Ginecologo gestire al meglio, anche con eventuali terapie, la carica batterica e/o micotica propria del suo apparato genitale.
Cordiali saluti