Utente 184XXX
Gentili dottori,

mi rivolgo a Voi sperando di poter avere una risposta più approfondita a una questione che mi interessa particolarmente.
Sono gay e monogamo, e pratico sesso anale, spesso non protetto, in genere nel ruolo "attivo", (usando molto gel lubrificante per ridurre l'attrito). Non ho patologie particolari, e nemmeno il mio partner. Nella penetrazione anale il pene entra a diretto contatto con la flora batterica intestinale; ho letto che vi è il rischio di contrarre infimmmazioni a carico dell'apparato genito-urinario come prostatiti batteriche (pare difficilissime da curare se non con iniezioni "in loco" di antibiotici che per via orale sono invece spesso inefficaci), epididimiti, balaniti, cistiti, dovuti a vari ceppi di streptococco (ENTEROCOCCUS FAECALIS - STAPHYLICOCCUS SAPROPHYTICUS - STREPTOCOCCUS FAECALIS) e altri batteri.

Vorrei dunque sapere QUANTO E' CONCRETO IL RISCHIO DI CONTRARRE INFEZIONI e se queste sono un "disturbo" facilmente curabile o se invece possono diventare serie, ad esempio perché trascurate in assenza di sintomi.

L'uso del preservativo toglie un po di spontaneità al rapporto, e anche la sensibilità è decisamente inferiore, del resto non voglio mettere a rischio la salute mia o del mio partner, sarebbe da irresponsabili.

Un'ultima cosa: in genere subito dopo il rapporto mi lavo accuratamente usando anche betadine sapone, lasciandolo agire sul pene e in particolare sul glande per 3 minuti circa. Vorrei sapere se questo può servire a qualcosa per ridurre il rischio di infezioni.

Vi ringrazio anticipatamente.
Cordiali Saluti
[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
nessuno può predire esattamente quando e come e se si ammalerà Bisogna proteggere e basta, per il resto veda lei.