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Iperinsulinemia con insulino resistenza

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2007

    Iperinsulinemia con insulino resistenza

    Salve a tutti i medici e un grazie d cuore in anticipo!

    Ho 21 anni, da 7 affetta da iperinsulinemia. Nei primi anni questa non era grave, le curve da carico di glucosio e l’insulinemia mostravano sì alterazioni, ma poco preoccupanti; la glicemia è sempre stata intorno a 80-85 mg/dl, ma io soffrivo spesso di crisi ipoglicemiche.
    Il problema è sorto dopo un aumento di peso progressivo che mi ha portata ad ingrassare di circa 20 kg in un paio d anni (a maggio 06 , pesavo quasi 87 kg per 1,66m di altezza). Quando ho fatto le analisi del sangue la glicemia era rimasta identica (preprandiale 79 mg/dl; postprandiale 99mg/dl) ma l’insulinemia era aumentata in modo stratosferico (METODO RIA preprandiale 83,0; postprandiale 605,0).
    Mi sono recata da un diabetologo dell’Azienda Sanitaria che ha diagnosticato INSULINO RESISTENZA e mi consigliato un regime ipocalorico, l’assunzione di 2g di METFORMINA al giorno e mezza cp di EUTIROX 50 al giorno (per aumentare la sintesi proteica, così era scritto nelle indicazioni). Ho trovato il regime alimentare particolarmente duro perché la metformina mi ha fatto, da subito e continua a farmi ancora adesso, un cattivissimo effetto. Avevo lo stomaco totalmente chiuso, mi sentivo sempre sazia, avevo la nausea, vomitavo quando non potevo trattenermi e la diarrea è stata da allora una costante). Dopo 3 mesi, a causa di problemi di lavoro, ho dovuto interrompere il regime alimentare stretto, pur cercando di attenermi a una dieta equilibrata e ho continuato a prendere sia la metformina che l’eutirox. Avevo perso circa 13 kg, ma facendo un lavoro prevalentemente fisico, la tonicità muscolare era rimasta. Nonostante ciò però le crisi ipoglicemiche, ogni tanto si ripresentavano con collassi e svenimenti.
    A settembre 06 (dopo 4 mesi dall’assunzione dei medicinali) il TSH era nei range (3.21 in un range tra 0.15 e 4.05), l’insulinemia continuava ad essere alta, anzi era ancora più alta d prima (preprandiale 130.0) ma la glicemia era constante. Le crisi erano sempre uguali.
    Ho interrotto per un po’ di tempo l’assunzione della metformina e dell’eutirox perché la metformina in particolare, per i problemi sopra indicati, non mi consentiva di vivere una vita normale.
    Ho deciso a Marzo 07 di rivolgermi ad un centro specialistico di Milano dove l’endocrinologa che ancora adesso mi ha in cura, ha sondato le altre possibili cause dell’iperinsulinemia prima di diagnosticare l’insulino-resistenza. Mi sono sottoposta a Eco-addominale che non ha evidenziato insulinomi, né altre alterazioni, ho eseguito il test degli anticorpi anti-insulina che sono risultati assenti, quindi anche lei ha diagnosticato insulino-resistenza, visto che ho una certa familiarità (mio padre ha sviluppato il diabete mellito di tipo II verso i 50 anni, e prima era in costante sovrappeso ed è morto dopo 8 anni).
    Ho ricominciato a prendere metformina, 2g al giorno, ma ho interrotto l'assunzione di eutirox, con un regime alimentare abbastanza sballato visto che, fra università, lavoro ed impegni, è raro che mangi a casa. L'attività fisica, inoltere, è quasi a 0 a parte qualche camminata all'università. Sono così in cura da circa 6 mesi.
    Nell'ultimo periodo però ho ricominciato ad ingrassare (da 71kg sono arrivata a 76kg) e la glicemia ha iniziato ad altalenare un bel po...se prima era fissa intorno a 80, adesso frequentemente la trovo sopra i 110 (un paio d volte sopra i 140) oppure sotto i 70 (spesso intorno a 50).
    Quale spiegazione possibile?




  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 41 Medico specialista in: Scienza dell'alimentazione
    Endocrinologia
    Gastroenterologia e endoscopia digestiva

    Risponde dal
    2006
    Gentile Utente,

    il quadro clinico che riporta merita trattazione maggiormente descrittiva.
    Ovvero, riporti:

    1) il valore del peptide C (se eseguito)

    2) i valori della OGTT (curva da carico orale di glucosio) eseguita con 100 g di glucosio anidro

    3) la tempistica di assunzione della metformina

    4) il valore iniziale del TSH ed eventualmente il referto della ecografia tiroidea

    5) la tempistica dei regimi dietetici prescritti dai 2 centri

    6) il valore del cortisolo libero urinario (se eseguito)

    7) il referto di un'eco pelvica (se eseguita)

    8) la presenza di alterazioni del ciclo mestruale (oligo/amenorrea)

    Infine Le ricordo che l'ecografia addominale non è l'esame più indicato per la valutazione di un insulinoma.

    Saluti



  3. #3
    Utente donna
    Iscritto dal
    2007
    grazie innanzitutto per la risposta.
    le fornisco i dati:

    1) peptide C MAI ESEGUITO

    2)OGTT :
    Glicemia Basale 64 (70/115)
    Glicemia 30' 100
    Glicemia 60' 70
    Glicemia 90' 46
    Glicemia 120' 71
    Glicemia (5a ora) 84

    Corrispondenti valori insulinemia:
    Insulinemia basale 16.50 (6/27)
    Insulinemia 30' 128.00
    Insulinemia 60' 73.40
    Insulinemia 90' 34.70
    Insulinemia 120' 55.20
    Insulinemia (5a ora) 20.00

    Insieme a questi esami ho effettuato di nuovo quelli tiroidei con i seguenti risultati:
    FT3 3.02 (1.8/4.2)
    FT4 1.32 (0.8/1.9)
    TSH 2.49 (0.4/4.0)

    3)Assumo la metformina da circa 1 anno e mezzo. Ho iniziato da 1/2g per la prima settimana e ho aumentato il dosaggio di 1/2g a settimana fino ad arrivare a 2g. Ho sospeso l'assunzione dopo 4 mesi per un periodo di 3 mesi. Ho ricominciato son lo stesso iter della prima volta. C'0è stata qualche mese fa un'altra sospensione ma, ad oggi, assumo 2g di metformina al giorno da 2 mesi e mezzo circa.

    4) Iniziale valore di TSH: 3.12 (0.4/4.0)
    Ecografia Tiroide normale

    5) Il primo regime dietetico è durato 3 mesi (1200kcal circa al giorno),contemporaneamente ho assunto per la prima volta la metformina,facevo un'attività fisica abbastanza elevata: nei primi due mesi ho perso 13kg
    Il secondo più che un regime dietetico è un'educazione alimentare che seguo, ma non con costanza, da 6 mesi circa.

    6)cortisolo libero urinario MAI ESEGUITO

    7)Eco pelvica: nell'ultima non è presente nulla di rilievo. Ho sofferto fino a 1 anno e mezzo fa di policistosi ovarica con annessa cisti esterna all'ovaio di circa 3cm che dopo una terapia di 3 mesi con estroprogestinico orale (Securgin) è scomparsa. Quando ho smesso con la metformina avevo ricominciato a prendere l'estroprogestinico (a scopo anticoncezionale) ma ho dovuto sospenderlo, sotto suggerimento della endocrinologa che mi ha fatto ricominciare la terapia con metformina.

    8) Per ciò che concerne il ciclo mestruale, qualche anno fa soffrivo di una leggera oligomenorrea ma dopo la terapia con Securgin il ciclo è più o meno regolare (qualche giorno di ritardo ogni mese).


    Siccome mi dice che l'eco addominale non è risolutiva per la diagnosi di eventuali insulinomi, saprebbe indicarmi lei qual'è l'esame più attendibile?



  4. #4
    Indice di partecipazione al sito: 41 Medico specialista in: Scienza dell'alimentazione
    Endocrinologia
    Gastroenterologia e endoscopia digestiva

    Risponde dal
    2006
    Gentile Utente,

    il Suo quadro clinico assume caratteristiche meno "complicate": iperinsulinemia con curva piatta associata a PCOS 8sindrome dell'ovaio policistico.
    1) L'uso della metformina andrebbe modulato in aumento del dosaggio con intervalli più ampi e nel caso di effetti collaterali non tollerabili, sostituito con glitazonici (pioglitazone);

    2) il regime dietetico deve indispensabilmente spalmarsi su tutta la giornata prevedendo 6 pasti giornalieri (colazione, spuntino del mattino, pranzo, spuntino del pomeriggio, cena, spuntino del dopocena) a basso contenuto calorico e glicemico;

    3) Moderata attività fisica con incrementi settimanali del carico di lavoro, iniziando da una bassa intensità;

    4) Esecuzione di peptide C, cortisolo libero urinario, DHEA-S, testosterone totale e libero, FSH, LH, 17 OH progesterone, IGF-1.

    In caso di fondato sospetto per insulinoma si ricorre alla esecuzione di TC addome superiore con particolare del pancreas e/o risonanza magnetica dello stesso distretto, eseguendo entrambi gli esami con mezzo di contrasto.

    Saluti





  5. #5
    Utente donna
    Iscritto dal
    2007
    grazie ancora per la pazienza..avrei ancora una domanda da porle:
    CITO:
    "1) L'uso della metformina andrebbe modulato in aumento del dosaggio con intervalli più ampi e nel caso di effetti collaterali non tollerabili, sostituito con glitazonici (pioglitazone)".. non ho ben capito come devo modulare il dosaggio.
    Seconda domanda: avevo sentito che i glitazonici sono relativamente recenti come farmaci, mentre la metformina è più usata, possibili controversie in merito? qual'è la differenza fra i due?





  6. #6
    Indice di partecipazione al sito: 41 Medico specialista in: Scienza dell'alimentazione
    Endocrinologia
    Gastroenterologia e endoscopia digestiva

    Risponde dal
    2006
    Gentile Utente,

    l'uso della metformona ammette come principale effetto collaterale i disturbi gastrointestinali. Di norma si inizia con 250 mg / 2 volte al dì incrementando il dosaggio di 250 mg a settimana ed aumetando, in assenza di effetti collaterali fino al dosaggio di 1500 - 2000 mg/die (il frazionamento della dose avviene all'epoca dei 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena).
    I glitazoni sono farmaci di introduzione recente che agiscono con meccanismo alternativo alla metformina e pertanto sono di scelta alternativa od integrativa (presenta un costo notevolmente più alto).
    Si applichi con maggiore dedizione alla terapia seguendo i consigli succitati.

    Saluti




  7. #7
    Utente donna
    Iscritto dal
    2007
    grazie tante x la pazienza!! saluti




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