Utente 206XXX
Mio padre (65 anni iperteso) è stato colpito 5 anni e mezzo fa da IMA inferiore. Dopo 3 mesi dall'infarto ha eseguito coronarografia dove ha subito angioplastica con applicazione di 2 stent su coronaria dx. Si rilevava in questa circostanza stenosi piccolo ramo non trattabile. Ora dopo questi due episodi fino al dicembre scorso 2010 non ha avuto dolori pur conducendo una vita normalissima ed eseguendo anche 4 test al ergociclometrico (in periodi differenti!) tutti negativi e tutti al massimo.

A dicembre 2010, per la ricomparsa di un dolore costrittivo, gli è stata rieseguita coronarografia che non rilevava ulteriori stenosi (identica a quella precedente!).

Purtroppo la situazione è rimasta sempre uguale (episodi di angine, che rientravano però nello spazio di pochi minuti) fino allo scorso febbraio 2011 quando al pronto soccorso il secondo test enzimatico (eseguito dopo 8 ore) dalla comparsa di un forte dolore al petto rilevava positività alla troponina. Indi nuova coronarografia che testualmente dice:

CORONARIA SX:
Tronco comune:esente da lesioni.
Ramo discendente anteriore: vaso di buon calibro e ben esteso, con alcune alterazioni di parete diffuse. Stenosi dell'80% al tratto prossimale del I ramo diagonale di buon calibro ed estensione.
Ramo circonflesso: vaso non dominante di buon calibro e ben esteso, evidenza di subocclusione del I MO a livello dell'ostio e successivamente il vaso appare diffusamente alterato e di medio calibro, con flusso TIMI 2 (sostanzialmente invariato rispetto al controllo precedente).

CORONARIA DX:
Vaso dominante diffusamente infiltrato e calcifico, pervio lo stent al tratto prossimale con lieve iperplasia intimale.

Eseguita PTCA su I diagonale con impianto di stent medicato. Buon risultato angiografico finale in assenza di stenosi residue.

Dopo ciò la situazione ha avuto un periodo di lieve miglioramento ma da qualche tempo i dolori anginosi sono ricomparsi anche dopo sforzi leggeri (salire pochi scalini o addirittura camminare per un certo periodo di tempo in piano!). Per circa una decina di giorni è stato ricoverato in ospedale dove gli sono stati eseguiti vari ECC, vari eco-cardio e vari test enzimatici tutti risultati negativi.

In presenza di un simile quadro clinico gli è stata proposta una scintigrafia miocardica con test a sforzo e a riposo. I problemi su esposti non consiglierebbero invece un'esame diverso visto che uno sforzo minimo provoca subito dolore?

In presenza di ottimi esami del sangue (colesterolo basso, glicemia e trigliceridi normali) e pressione regolare (assume regolarmente Triatecs 10mg) da cosa possono dipendere questi continui dolori?

Grazie agli specialisti che vorranno aiutarci

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Dr. Maurizio Cecchini
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La scintigrafia sotto sforzo ci farebbe capire l estensione della zona che va in ischemia. A seconda Dell entità della zona che diventa ischemica possono essere prese in considerazioni alcune variazioni terapeutiche.
Tra l altro, a parte i, Tiatec, non so che farà ci assuma il paziente.
Lmprogressione della malattia , rispetto alla prima coronarografia deve indurre a molta attenzione. Spero inoltre che suo padre non fumi.
Cordialità
Cecchini
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