Utente 571XXX
salve,
Oggi ho effettuato una visita ginecologica dopo la comparsa di verruche sulla vulva. Il medico mi ha diagnosticato che si tratta del Papilloma virus, in una delle sue forme meno gravi, di tipo 6 o 11. I condilomi sono molti, multicentrici e moltifocali,uniti a grappolo, di medie e piccole dimensioni. All'interno e sul collo dell'utero mi ha detto che era tutto apposto. Mi è stato consigliato di fare una cauterizzazione dei condilomi prima possibile vista la loro grande quantità. Vorrei anche provare a chiedere un secondo consulto. Posso rivolgermi anche ad un dermatologo? Per fare controllare il mio partner è necessario un urologo o un dermatologo?
Inoltre mi domando come sia stato possibile infettarmi, dal momento che ho sempre avuto rapporti protetti. Possibile che sia accaduto mediante la stimolazione manuale?
Ultima domanda. Devo astenermi da rapporti anche se protetti? Per quanto tempo?

vi ringrazio.

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[#1] dopo  
Dr. Alessandro Benini
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Gentile Utente innanzitutto non capisco se è stata fatta una tipizzazione dei condilomi di cui risulta affetta e sono usciti i sottotipi 6 e 11 ( che insieme al 16 e 18 sono concausa del carcinoma della cervice uterina e pertanto non sarebbero proprio i sottotipi più "tranquilli").Per quanto riguarda i suoi condilomi ed il controllo del suo partner potete rivolgervi tranquillamente al Dermatologo che è anche Venereologo.Le modalità di trasmissione, seppur per la maggior parte, risultano essere attraverso i rapporti sessuali(la masturbazione del partner rappresenta una modalità le cui percentuali sono ridotte, rispetto alle penetrazioni od ai rapporti orali, ma comunque presenti).La protezione non salva dalla loro trasmissione in zone "scoperte" dal profilattico, pertanto sarebbe meglio un'astensione sino alla guarigione clinica che deve essere sentenziata dallo specialista che vi prenderà in cura.
Saluti
[#2] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile Utente,

Molti, forse troppi dubbi, sono esitati da questo consulto medico, forse la colpa non è di nessuno, ma la Salute è il Bene più prezioso:

I ceppi 6-11 dell'HPV sono quelli maggiormente interessati nel cancro della cervice uterina e pertanto mi sembra utile fornirle degli orientamenti in merito:

sappia che per l'approccio medico migliore e più specifico in questo caso è con lo specialista VENEREOLOGO.

Eccole un utile copia-incolla di un mio consulto che sovente reitero in situazioni che possono ritenerlo utile:


Premessa:

Il vaccino che attualmente è in commercio, si ritiene disponibile per il sesso femminile (soprattutto per le donne in età pre-pubere che possono averlo in convenzione dal SSN e consigliato per quelle fino a 26 anni, età media, per la quale si può ancora considerare la possibilità che non siano stati contratte le forme più aggressive [ceppi 6,11,16,18]); tale vaccino difatti è relegato a questi 4 ceppi, i quali sono riconosciuti essere collegati al cancro della cervice uterina.
Alcuni stusiosi consigliano comunque anche alle donne positive ai ceppi 6,11,16,18 di effettuare il vaccino poichè ritengono che esso svolga comunque una amplificazione della risposta all'HPV (un pò come si sosteneva per il vaccino per l'herpes simplex I- II: il sottoscritto si astiene per carenza di letteratura internazionale a supporto, du questo punto).

Per l'uomo non serve alcun tipo di vaccino, poichè fortunatametne la condilomatosi genitale, salvo rarissimi casi quasi costantemente non associati a soggetti fortemente immunodepressi (vedi tumore di Buscke Lowenstein) non concorre a provocare il cancro.

Eccole quindi questi consigli:

1) l'HPV è causa di diverse manifestazioni cliniche, dalle verruche volgari (mani, piedi le sedi più classiche) a quelle piane (viso e zone estensorie del corpo le sedi più classiche) fino alla condilomatosi (genitali le sedi più classiche di manifestazione)

2) Ammontano già a circa 130 i sottotipi o "ceppi" identificati nel genere umano; non tutti sono capaci di dare le patologie sopraelencate ma "gruppi" di questi virus sono collegati a singole patologie: alcuni ceppi di questo virus (6,11,16,18 in primis) sono stati correlati con una grave paltologia della donna, il carcinoma della cervice uterina: tale situazione ha esitato con la recentissima introduzione di un vaccino per questi ceppi, da somministrare in misura preventiva a tutte le ragazzine in età pre-menarca e come consiglio, fino all'età di 26 anni.

3) probabilmente sia io che lei (e la restante popolazione generale) possediamo taluni sottotipi di questo virus (accade la stessa cosa per il virus dell'Herpes simplex e per quello Varicella Zooster, che si contrae dopo assieme alla varicella :quest'ultimo causa del famigerato "Fuoco di S. Antonio") i quali probabilmente resteranno latenti nel nostro organismo senza dare manifestazioni cliniche

4) la maggior parte di questi virus alberga quindi industurbata ed indisturbatamente nelle nostre terminazioni recettoriali dei nervi periferici (distretti nervosi metamerici cutanei): il loro "isolamento" è altresì garantito dalle nostre sentinelle immunologiche (le difese loco-regionali e sistemiche del nostro corpo)

5) Esistono situazioni contingenti - sempre legate alla cosiddetta "tolleranza immunologica" (oggi meglio identificata in sistemi complessi che racchiudono più apparati, primo fra tutti il NICS: Neuro - Immune - Cutaneous - Sistem) che concorrono alla diminutio di questa sorveglianza a carico delle "sentinelle immunologiche" le quali hanno il potere di far "fuggire" (in termini medici: ripercorrere in via anterograda la via nervosa periferica fino al distretto cutaneo interessato) e di far replicare la popolazione virale (all'interno della cute)

6) in caso di replicazione virale cutanea (molto florida e numerosa) può insorgere la lesione cutanea clinica, la quale è la manifestazione evidente del virus stesso, o "malattia da papilloma"

7) Tutto questo è giustificato nella storia dei soggetti portatori di gravi patologie dell'immunocompetenza (HIV e AIDS) nei quali purtroppo si osservano le manifestazioni cliniche più importanti e meno trattabili.

8) Quindi solo la "malattia da HPV" (ovvero la manfestazione clinica : condilomi) è in grado di diventare potenzialmente trasmissibile (nel caso della condilomatosi, essa diviene quindi a tutti gli effetti una MST: Malattia Sessualmente Trasmissibile)

9) In caso di patologia clinica (condilomatosi) il soggetto rimane potenzialmente infetto ed infettante - di norma - fino al II controllo negativo per tale patologia (ovvero la seconda visita di controllo sempre a distanza di 3 settimane - 1 mese l'una dall'altra) nella quale non si evidenzia (all'occhio esperto del Venereologo, non del paziente ovviamente: classici i casi di misdiagnosi e diangosi terdive in altri modi..): i rapporti protetti (meglio ancora l'astensione sessuale per tutto il tempo di controllo) sono d'obbligo.

10) nel periodo della fase di stato (anche quando le manifestazioni non presenti ma potenzialmente ancora ripresentabili perchè in fase replicativa sub-clinica) il soggetto si ritiene sempre infetto ed infettante.

Tutto questo, per rimandare sempre e comunque all'attenzione dello Specialista Venereologo (l'esperto di Malattie Sessualmente Trasmissibili e di cute e mucose genitali) ogni dubbio su questa patologia che deve sempre e comunque essere arginata, per la Nostra Salute e per quella di chi condivide assieme a noi una piccola od una grande parte della Nostra Esistenza.

[#3] dopo  
Utente 571XXX

Iscritto dal 2008
chiedo scusa.. Non è in effetti stata fatta una analisi particolare oltre a quella mediante acido acetico dei condilomi ma il medico mi ha riferito che si tratta della forma più comune e meno dannosa per le neoplasie alla cervice.
Vi ringrazio molto per le indicazioni.
[#4] dopo  
Dr. Alessandro Benini
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Solo la tipizzazione può portare alle supposizioni citate dal curante.
Di nuovo saluti
[#5] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Rilanciamo i nostri consigli e sottolineamo come una tipizzazione dei ceppi di HPV non possa essere supposta se non con metodiche di amplificazione del genoma virale.

pertanto si ridetermini con lui e chiarisca il tutto.

cari saluti