Utente 192XXX
Egregio Dottore

sono un uomo di 42 anni, caratterialmente ansioso, e questo nel corso della mia vita sessuale ha creato dei problemi che lei può immaginare. Da circa un anno sto con una compagna con cui carratterialmente va tutto bene. Va bene sessualmente anche fino ai preliminari, a testimonianza di come io sia attratto da lei. Tuttavia da quando facciamo l'amore " completamente" si verifica periodicamente che, entrando dentro la sua vagina, il mio pene si ritragga. Sono pertanto costretto ad uscire e procedre manulmente; l'eccitazione ritorna dopo pochi secondi e posso nuovamente continuare, ma spesso poco dopo il problema si ripresenta. Il rapporto sessuale diventa pertanto " spezzettato" in momenti che temo alla mia compagna alla lunga possano creare disagio. Questo fnomeno in passato avvenica anche qualche volta con le altre mie fidanzate. Il mio andrologo di fiducia ha minimizzato la cosa dicendomi che ci sono uomini che addirittura dopo l'afflosciamento del pene non riescono più ad avere poco dopo l'erezione....ed ha concuso che comunque " non siamo delle macchine a comando". Mi ha prescritto degli esami che hanno evidenziato una leggerissima alterazione della prolattina a 12,8 e il testosterone un pò basso per la mia eta ( valore 4) prescrivendomi un'integratore chiamato Erectosan. Nella norma gli altri esami relativi a FSH e LH. Tuttavia secondo il mio andrologo non sono quelle lievi alterazione a creare quei cali dell'erezione che, la informo, la mattina al risveglio avviene normalmente, cosi come in altri momenti della giornata in cui sono solo e magari penso alla mia compagna. Ho notato dei miglioramenti col cialis da 5mg ma l'idea di dipendere da una farmaco non mi piace affatto. Lei cosa pensa? Potrebbe consigliarmi altre analisi per verificare se ho qualcosa di organico o a questo punto è solo una questione psicologica e dovrei iniziare un percorso psicoterapeutico? Distinti saluti. Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
a parte la mia endemica diffidenza per ghli integratoriu alimentari, varrebbe la pena stabilire se il suo è un problòema psicogeno o meno. Da come la mette giù lei e da come la ha messa giù il collega parrebbe il suo un problema psicogeno. Spesso i pazienti fanno fatica a convincersene, ma questa fatica a convincersene, da un punto di sita clinica, è solo un sintomo di carattere ansioso e quindi a reischio di disfunzioni sessuali-. Quell 4 di testosterone potrebbe bene essere fattore ansiore.
Se questa ipotesi telematica fosse conferamata un colloquio con bravo psicologo sarebbe più efficace di tanti farmaci.
[#2] dopo  
Utente 192XXX

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Egregio dottore,

grazie per la risposta, la probabile causa psicologica del mio disturbo è stata avallata dal mio andrologo sulla base della delle informazioni realtive al carattere ansioso che io gli ho fornito. Il medico per conto suo ha ritenuto opportuno prescrivermi solo quelle analisi che sopra ho riportato, a parte l'emoglobina glicosilata per verificar se fossi a rischio diabete, ma la risposta delle analisi è stata negativa , Ora le chiedo:

1) Lei , da medico, mi avrebbe prescritto altre analisi per verificare l'eventuale natura organica della mia disfunzione.....o gli esami da me fatti sono sufficienti?

2) Se fosse confermata la natura psicologica del problema, lei mi consiglia un sessuologo per cominciare una terapia, o un semplice psicologo generico?

3) Posso nel frattempo utilizzare il cialis fino a quando risolvo il problema? ( sperando di risolverlo!)

La ringrazio e distinti saluti
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Le consiglio colloqui psicologico. Evemntualed sassociazione con farmaci per erezxione può essere fatta solo con accordi diretti fra andrologo curante e psicologo curante.