Utente 269XXX
Buongiorno,

mia madre ha 72 anni e da qualche mese avvertiva episodi di taticardia e nell'ultimo mese ha avuto episodi che sono stati classificati come attacchi ischemici temporanei (TIA).

Ha quindi portato avanti per le ultime 3 settimane una terapia anticuagulante farmacologica ed è stata operata con la tecnica dell'isolamento della vena polmonare (PVI).

Durante l'operazione c'è stato un versamento, che non si è esteso, ed ha avuto episodi di bradicardia. La notte successiva all'intervento ha avuto nuovamente un episodio di taticardia.

Ci è stato detto che è normale e che per i primi 90 giorni ci si può aspettare queste cose ... eventualmente coi hanno proposto di provare con una inversione elettrica... nei fatti mia madre è molto provata e vorrei capire se quello che sta capitando è normale o può essere un campanello di allarme.

Grazie a tutti per l'aiuto,
Francesco

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Il versamento pericardico secondariamente a un'ablazione transcatetere con RF della fibrillazione atriale non è normale, ma è una complicanza intraprocedurale (anche tutto sommato abbastanza frequente). Quando non è di entità importante può anche riassorbirsi spontaneamente, ma và sicuramente valutato nel tempo con un Ecocardiogramma di controllo a breve distanza temporale e nell'arco del primo mese post procedurale. Per la tachicardia attuale (se di vera tachicardia si tratta) è anch'essa una conseguenza dell'ablazione (soprattutto se viene eseguita con tecniche di un certo tipo). Si parla in questi casi di tachicardia post incisionale e non và intesa necessariamente come un insuccesso della procedura interventistica, poichè entro i primi 60 giorni può anche sparire spontaneamente. Certo se diventa costante nel tempo o si dovesse ripresentare dopo il periodo "blanking" (ossia i 2 o 3 mesi post intervento dei quali si parlava prima) allora và considerata come una complicanza dell'ablazione e và trattata indipendentemente dalla fibrillazione atriale.
Tenga conto che per ottenere il successo pieno non sempre è facile, che occorre esperienza da parte dell'operatore o del centro che esegue l'ablazione e che a volte anche nelle mani migliori occorre eseguire una seconda (e molto raramente una terza) procedura prima di dire che l'ablazione non ha avuto successo.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 269XXX

Iscritto dal 2012
Buonasera Dott.Rillo,

Grazie mille per la risposta. Per quanto riguarda il versamento hanno eseguito un'aspirazione ed inoltre hanno effettuato una trasfusione per emoglobina bassa. I tempi previsti di degenza da 3.4 giorni sono passati a 6,7 e dopo l'operazione e' entrata in rianimazione ed e' ancora li' dopo 2 giorni. Mia madre e' molto debilitata e spero che ora la situazione vada a migliorare.

Ancora grazie e buona serata,
Francesco
[#3] dopo  
Utente 269XXX

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Buongiorno ,

Scrivo ancora perché le condizioni di mia madre non migliorano e vorrei un aiuto per capire cosa fare. È' ancora nel reparto di rianimazione ed ha avuto febbre e tosse. Vorrei farla visitare da uno specialista esterno alla clinica dove si trova e/o portarla in un centro specializzato.

Vi chiedo un aiuto nel farmi sapere chi potrebbe visitarla e quale centro di eccellenza in Italia.

Spero di ricevere a breve una risposta... Sono molto preoccupato.

Grazie davvero,
Francesco
[#4] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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La situazione clinica di sua madre non è interpretabile oggettivamente a distanza....ma se è in rianimazione è perchè probabilmente il versamento del quale lei mi ha parlato deve aver creato un'ulteriore complicazione che và sotto il nome di "tamponamento cardiaco". Questo si determina o per la velocità conmla quale il versamento si verifica o per la quantità di liquido che si versa nello spazio pericardico. La soluzione è una pericardiocentesi (che credo sia stata effettuata se necessaria) o una revisione chirurgica per escludere eventuali perforazioni del cuore che possono verificarsi durante l'intervento di ablazione. Il consiglio che mi sento di darle è di parlare e con chiarezza ai colleghi e se la situazione non migliora perchè il versamento pericardico tende a riformarsi è importante affidarsi a un centro cardiochirurgico (se non c'è una cardiochirurgia nell'ospedale dove è stata eseguita l'ablazione la paziente può essere trasferita dove questa esiste, ma la decisione dell'eventuale trasferimento deve essere concordata e definita dai colleghi della struttura dove ora è ricoverata sua mamma).
Saluti
[#5] dopo  
Utente 269XXX

Iscritto dal 2012
Dottore, ancora grazie per la disponibilità. Seguirò i suoi consigli.

Francesco