Utente 898XXX
Mia suocera, 82 anni, ha una grave osteoporosi con diversi crolli vertebrali di cui l'ultimo avvenuto il 10 marzo 2013 in seguito ad una caduta.
L'ortopedico che l'aveva vista il 12 marzo consigliava un antalgico e, per facilitare il consolidamento della vertebra, di indossare un busto tipo JEWETT (lo sta portando dal 18 marzo) e NERIXIA 25 f 1 per 5 gg che non ha fatto in quanto il nostro medico ha detto che è un farmaco off-label, inoltre io avevo visto su internet che ha tantissimi effetti collaterali e pensavo che con il busto si risolvesse. Stamane è stata rivista dallo specialista il quale vedendo il dolore che ha ancora e la scintigrafia eseguita il 29 marzo (impossibile fare RMN in quanto ha una valvola aortica meccanica più la sutura sternale per intervento cardiaco), in cui si evidenzia molto bene la lesione della D 12 ha RI-consigliato di effettuare la terapia con Nerixia oppure di sottoporre mia suocera ad una vertebroplastica. Gli ho detto che il farmaco è off-label e che forse non viene passato dal SSN e a quanto pare è pure costoso oltre agli effetti collaterali, lui mi ha risposto che costa sempre meno di una vertebroplastica (ma questa la paga il SSN -dico io- , e per gli effetti collaterali ha detto che occorre tener conto che continuando così avrà sempre più crolli e non starà più in piedi).
Chiedo un vostro parere: è vero che il farmaco non viene pagato dal SSN anche se gli costerebbe di più una vertebroplastica? è vero che c'è solo questo farmaco? prima aveva assunto per un periodo Osseor che le aveva provocato una severa gengivite e stomatite. Il busto non è sufficiente a consolidare? Cosa mi consiglia?
Ringrazio
[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Coli'
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Gentile utente, il suo medico di famiglia ha ragione. Il Nerixia é dispensato a carico del servizio sanitario per l'osteoporosi solo in regione Toscana. Nel resto dell'Italia esistono diverse altre soluzioni terapeutiche della stessa "famiglia" dei bisfosfonati o appartenenti ad altre categorie farmacologiche che possono essere prescritti tranquillamente con nota 79 (sua suocera ha diritto a tale prescrizione in nota). Sarebbe comunque il caso di completare le indagini di laboratorio dosando la vitamina D, il paratormone ed il metabolismo fosfo-calcico. Sicuramente la vertebroplastica deve essere presa in considerazione solo se persistesse il dolore, comunque entro tre mesi dalla frattura. Se fosse mia madre, le farei indossare un busto dorso lombare con un supporto farmacologico antidolorifico e per l'osteoporosi.
Cordialitá
[#2] dopo  
Utente 898XXX

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Gent.mo Dott. Colì, la ringrazio per la sua risposta e per il consiglio che mi ha dato, in effetti è il meno invasivo e meno "pericoloso",
La vertebroplastica sia pur semplice è sempre un intervento con i suoi rischi, soprattutto per una persona con pluripatologie.
Così continuiamo a metterle il busto e somministrarle antalgici.
Per quanto riguarda altri farmaci per l'osteoporosi, bifosfonati, mi è stato detto che occorre assumerli a digiuno e mantenendo la posizione eretta per almeno un'ora; il fatto è che mia suocera non è detto che ci stia perchè avendo una demenza se vuole sdraiarsi non si riesce obbligarla a stare su per un tempo così lungo.
Le chiedo se ci sono farmaci per l'osteoporosi con una modalità normale di assunzione.
Farò presente al medico il completamento degli esami con quelli che lei mi ha consigliato.
La ringrazio ancora.
[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Coli'
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In base al risultato degli esami, se sarà necessario somministrare un bisfosfonato, è possibile utilizzare la via endovenosa (trimestrale oppure annuale) che permette di risparmiare lo stomaco e con maggior aderenza alla terapia stessa. Naturalmente sarà sempre da supportare con integrazione vitaminica che non crea problemi di somministrazione. Ci tenga informati