Utente 189XXX
Buongiorno,

Espongo la questione:
A seguito di un’operazione di gastrectomía parziale, a distanza di circa 4-5 mesi, si manifestano sintomi associabili ad aderenze intestinali ed a una possibile occlusione.
Dopo vari esami ed alcuni giorni di alimentazione infravenosa senza grandi risultati, i medici decidono di operare la paziente, sia perchè dalle prove non era stato possibile identificare con certezza la causa della sintomatologia, sia per verificare la possibilità di una recidiva di tumore gastrico (causa della prima operazione). Purtroppo la situazione si presenta peggiore della pronosticata e si procede all’asportazione di circa l’80% dell’intestino crasso (due occlusioni) ed all’eliminazione delle aderenze.

Il decorso postoperatorio non è semplice, e dopo un paio di giorni di terapia intensiva, dopo il passaggio in reparto, si presenta febbre con presenza batterica nel liquido del drenaggio.

Sembra che a causa della perdita di un punto di sutura, una parte dell’intestino (piú tardi localizzata nella prima parte di intestino, subito dopo la sutura con lo stomaco rimanente) presenti una fessura (spero sia il termine corretto, meno tenicamente, un buco) da cui fuoriesce liquido. Si tratta l’infezione con antibiotici, e si mantiene l’alimentazione infravenosa per permettere alla fessura di rimarginarsi sola, lasciando l’intestino libero dal lavoro di digestione.

Attualmente, la paziente per quanto debilitata è in buone condizioni fisiche, assenza totale di dolori, ma a distanza di un mese ancora non puó alimentarsi correttamente.
fessura
Per esperienza, quale puó essere il decorso? Quanto puó durare questa situazione prima che la fessura si cicatrizzi sola?
Hanno escluso una nuova operazione, sia per lo stato generale di salute della paziente che per il rischio di nuove aderenze.

Ringrazio anticipatamente per la pronta risposta.

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[#1] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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Gentile utente, per quello che riferisce si potrebbe ipotizzare una fistola che se è molto alta, può essere di difficile soluzione. Se ha fiducia nei medici che seguono la signora dovrà munirsi di molta pazienza, prima che la situazione guarisca definitivamente, in caso contrario faccia valutare la signora presso un centro di riferimento per le patolologie chirurgiche gastroenteriche, perchè hanno maggiore esperienza nella gestione di questa complicanza.
Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 189XXX

Iscritto dal 2011
Molte grazie per la risposta!

Effettivamente, quello che le hanno detto è di armarsi di molta pazienza, perchè si tratta di un problema che può tardare mesi e mesi per risolversi solo. Vedremo come avanza la questione.

Un piccolo dubbio: per lasciare la parte "tranquilla" e anche per non prolungare troppo l'alimentazione infravenosa, stannno valutando la possibilità di applicare una sonda nasogatrica, che superi la fisola ed immetta l'alimentazione direttamente nell'intestino.

La paziente in questione soffre enormemente la sonda, provando dolori lancinanti all'altezza della gola anche solo per deglutire o se assume particolari posizioni. È normale? Non ci sono alternative? Potrebbe una sonda piú piccola, magari per bambini, ridurre il problema?

Grazie ancora!
[#3] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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Gentile utente, può essere una opzione, ma se non dovesse essere applicabile per i motivi che mi ha rappresentato, se dovessero ritenerlo necessario, si potrebbe creare, con una procedura chirurgica se non controindicata, una digiunostomia a valle della fistola per una nutrizione enterale per un periodo più lungo. Tenga presente che queste sono valutazioni fatte senza visitare l'ammalata e che quindi non sono valide per ogni paziente che abbia una fistola intestinale come quella da lei descritta, quindi abbia fiducia nelle decisioni dei colleghi come già le ho esposto.
Saluti.