Utente 110XXX
Salve,
Ho 28 anni e lavoro come formatore.Da ottobre 2012 dopo un ora di lezione avvertivo dei giramenti di testa o comunque forte debolezza spesso associata a fastidio verso i rumori.Non ho dato molto peso alla cosa pensando che tutto ciò fosse dovuto alla stanchezza. A fine dicembre 2012 di ritorno da un periodo di lavoro(un mese) all'estero avverto una forte astenia fin quando una sera stando tranquillamente sul divano ho avvertito un forte giramento di testa e subito dopo una forte taticardia.Vado al ps(all'arrivo era passata la tachi)dopo un elettroc. negativo mi dicono che si tratta di stress accumulato.Torno a casa e dopo 2 giorni ho un nuovo episodio..di nuovo al ps mi fanno una tac e di nuovo elettroc. e analisi del sangue.Tutto negativo ma consigliano visita otorino per escludere una labirintite.L'otorino trova un anomalia cervicale tramite un test sul l'equilibrio.Dalla successiva RMN viene diagnosticata un ernia cervicale e mi viene prescritta una terapia specifica.L'astenia ed il senso di stordimento periodicamente si ripresenta.A inizio febbraio mi compare sul petto una grossa eruzione cutanea diagnosticata come chiazza erpetica..mi consigliano di nuovo di stare a riposo.A inizio marzo sento una forte astenia, stordimento, e si gonfiano dei linfonodi al braccio e sotto l'ascella.Prendo subito un appunt. in medicina interna ma il giorno prima della visita mi affaticavo appena facevo 2 passi.La sera ero sul letto e mi prende una forte taticardia come 2 mesi prima..mi sono allungato sul letto e mi è sembrato di perdere i sensi per 1-2 secondi..ho deciso di recarmi in ps..all'arrivo la taticardia era passata ma questa volta fatto l'ecg mi fanno domande su morti improvvise in famiglia ecc..mi spiegano della sospetta sindrome di Brugada.Il giorno dopo vengo ricoverato in medicina interna x la linfomegalia.Dovendo fare una biopsia eseguono prima dell'intervento un ecografia al cuore e il test alla flecainide.Il test alla fleca è positivo e l'eco rileva una dilatazione dell'arteria polmonare post valvolare con flusso turbolento bidirezionale.Fatta la biopsia del linfonodo è risultata negativa(sospettavano un linfoma)ma rilevano tramite analisi il citomegalovirus e una tiroidite prob. causata dal virus.L'utic(dv ho fatto il test alla fleca)mi dv ancora chiamare per approfondire.Ho sentito un paio di cardiologi(tra cui un noto aritmologo presso Villa Cecilia a Cotignola)che hanno conferm. la diagnosi di Brugada.Dovrò fare una rnm cuore e lo studio elettrofisiologico x valutare l'impianto di un defibrill interno che da quanto ho capito dovrò certamente mettere.Quello che mi chiedo è che io prima di questi mesi donavo il sangue è non è mai saltato fuori nùlla..può la tiroidite o il virus essere connesso a ciò?L'unica soluzione è il defibrill?La dilatazione dell'arteria polm può essere connessa al Brugada?Da circa un anno sentivo il cuore battere con forti colpi a riposo anche se con ritmo regolare,c'entra qlc?Vi ringrazio in anticipo.Francesco

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Gentile utente
il fatto che sia stata formulata una diagnosi di sindrome di Brugada non significa matematicamente che lei debba impiantare un defibrillatore. In passato la sindrome è stata sopravalutata e tanti pazienti impiantati avrebbero potuto farne a meno. Occorre innanzitutto capire che tipo di pattern ECG lei presenta (se di tipo 1, 2 o 3) e se in famiglia ci sono stati casi di morte improvvisa in giovane età. Ancora occorre capire se i sintomi riportati (soprattutto la tachicardia e la sensazione di svenimento) siano o meno legati ad aritmie ventricolari secondarie alla sindrome e per questo è importante eseguire lo studio elettrofisiologico.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 110XXX

Iscritto dal 2006
Gent.ssimo Dott. Mariano Rillo,
la ringrazio per la sua risposta. Il pattern che viene fuori dall'ECG e dal test con la flecainide è quello di tipo 1 e nella mia famiglia c'è stato un solo caso di morte improvvisa in giovane età (un mio zio di 36 anni) attribuibile, però, a problemi legati alla tossicodipendenza. Sono pienamente d'accordo con lei sul fatto che dovrò sottopormi ai vari test per la valutazione del rischio, anche se non le nascondo che nutro un certo timore sull'eventualità di impiantare un defibrillatore che poi condizionerà la mia vita. A cosa andrei incontro mettendo o meno l'apparecchio? Mi resta qualche perplessità sul perchè prima di questi mesi non sia mai saltato fuori nulla nonostante donassi il sangue e quindi periodicamente mi sottoponessi a vari controlli tra cui ECG, può la tiroidite o il virus essere connesso a ciò? L'unica soluzione è il defibrillatore? La dilatazione dell'arteria polmonare può essere connessa al Brugada? Da circa un anno sentivo il cuore battere con forti colpi a riposo anche se con ritmo regolare,c'entra qlc?
Ringraziandola sin da ora per la sua estrema disponibilità, le porgo i miei più cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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La sindrome di Brugada può dar segno di sè all'ECG in maniera non continua, per cui è possibile che in passato gli ECG fatti non mostrassero il pattern tipico. Per la terapia l'unica possibilità che ha è l'impianto di un ICD, solo dopo che avrà fatto la valutazione che stà attendendo. La dilatazione dell'arteria polmonare non ha relazione copn la sindrome di Brugada.
Saluti
[#4] dopo  
Utente 110XXX

Iscritto dal 2006
Grazie dottore per la sua disponibilità.
Oggi ho fatto lo studio elettrofisiologico durante il quale sono andato in arresto(da Qnt Ho capito con frequenza 200) ed hanno dovuto rianimarmi con defibrillatore. Mi hanno vivamente consigliato di mettere il defibrillatore interno..Non so cosa fare..non sono mai svenuto e non ho casi di morte improvvisa in famiglia..solo delle tachicardie in concomitanza col citomegalovirus prima delle quali non è mai risultato nulla dagli elettrocardiogrammi..non so davvero come comportarmi..
[#5] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Comprendo le sue perplessità ed effettivamente impiantare un defibrillatore ad un paziente giovane come lei deve essere imposto dalla necessità che deriva da un bilancio tra i pro e i contro. Di questo devono assolutamente tener conto i colleghi che le hanno fatto lo studio elettrofisiologico (occorre stabilire se quello che le è successo non sia dovuto ad un'aggressività eccessiva del protocollo di stimolazione usato durante lo studio, perchè in questo caso è un artefatto dell'indagine e non un reperto che stratifica il rischio di avere spontaneamente un'aritmia come quella provocata). In ogni caso non deve essere stata semplice nemmeno per i colleghi la decisione di un impianto, poichè occorre anche evitare di peccare per difetto valutando superficialmente il suo rischio. Personalmente non posso esserle di ulteriore aiuto (non avendo provveduto direttamente alla stratificazione del suo rischio) e quindi mi sento di consigliarle di chiedere ulteriori delucidazioni a chi l'indagine l'ha eseguita.
Saluti cordiali
[#6] dopo  
Utente 110XXX

Iscritto dal 2006
Salve dottore,
alla fine mi hanno impiantato un icd biotronik 640 drt compatibile con la risonanza magnetica.
I dottori della struttura mi hanno tutti vivamente consigliato l'impianto dato il risultato dello studio elettrofisiologico.
Nonostante le mie perplessità alla fine ho accettato anche se ora devo convivere con un nuovo amico..
Detto questo la ringrazio infinitamente per la sua disponibilità.
Saluti
[#7] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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In bocca al lupo.....