Utente 310XXX
Soffrendo di prostatite cronica ho periodi di remissione alternati ad altri di riacutizzazione dei sintomi (bruciore durante la minzione e già prima di urinare), che si verificano soprattutto in occasione di un abbassamento delle difese immunitarie come per una sindrome influenzale.
Difatti giorni addietro ho avuto mal di gola con ingrossamento delle linfoghiandole del collo, sfogo di herpes sul petto e come al solito una forte riacutizzazione dei sintomi urinari.

Giovedì scorso sono andato di mia iniziativa in uno studio privato per ripetere l' ecografia transrettale (che avevo già fatto due volte altrove), speravo in una migliore attenzione da parte dell' ecografista che non ha riportato le misure a differenza degli altri ecografisti (così non posso fare il confronto con quelle vecchie).

Vi riporto l' esito:
Prostata con diametro trasversale ai limiti superiori per l' età alla visualizzazione sovrapubica e idem per quanto riguarda il volume alla visualizzazione tramite sonda endocaviataria.
Parenchima abbondantemente calcificato soprattutto anterolateralmente dove sono rilevabili voluminose calcificazioni multiple.
Regione mantellare regolare.
Massivo iperafflusso intra e perighiandolare.
Vescica urinaria e vescichette seminali nella norma.
Note: quadro compatibile con flogosi cronica della ghiandola prostatica ed esiti pregressi.
Raccomandazioni: si consigliano controlli batteriologici ed esame uroflussimetrico.

Ho eseguiti decine di volte la spermiocoltura dove solo alcune volte è stata identificata la Eschericia Coli ed ho fatto molte terapie antibiotiche per questo germe, ma adesso a distanza di mesi e mesi da dette terapie antibiotiche le spermiocolture hanno dato sempre esito negativo per germi comuni e miceti, solo nell' ultima volta c'è la presenza di Staphylococcus Lugdunensis [alcune colonie], ma i sintomi sono sempre gli stessi.
Visto che nell' urinocoltura non c'è questo batterio, il medico non ha dato importanza dicendo che è un ospite del tratto terminale dell' uretra e poco interessa la prostata a differenza dei colibacilli.

Il problema principale è la difficoltà che incontro ad urinare e la sensazione di "vescica bloccata", oltre allo sgocciolamento post-minzionale molto fastidioso e imbarazzante anche dal punto di vista igienico ed il deficit erettile che mi limita nei rapporti con le donne; ma l' urologo che mi seguiva prima (adesso non vado da nessuno), mi diceva sempre che con le prostatiti abatteriche croniche bisogna conviverci e non sempre c'è una terapia risolutiva.

Il medico di famiglia adesso mi ha prescritto un integratore a base di Serenoa e ha detto che lo doveri assumere tutti i giorni per alcuni mesi prima che faccia effetto.
Visto il costo molto elevato, vorrei sapere se vale la pena iniziare la cura e cioè se nel mio caso è adatto, poiche a quello che ho capito viene utilizzato non tanto nelle prostatiti, ma nelle ipertrofie prostatiche, almeno a quello che pare non ho una ipertrofia.
Detto prodotto contiene anche polline, zinco ossido e licopene: secondo voi ci sono dei pericoli a prenderlo cronicamente?
Tempo fa presi il Permixon (due al giorno) per due mesi, ma ebbi miglioramento irrisori, per questo considerando che è sempre serenoa, ho i miei dubbi!

Grazie in anticipo
Cordiali Saluti

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Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

con tutti i limiti di una terapia di tipo estrattivo, se indicata dal suo medico di fiducia, è sempre bene seguire l'indicazione ricevuta.

Se poi desidera avere altre notizie più dettagliate su tali problematiche urologiche ed andrologiche a livello della ghiandola prostatica, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche gl’articoli pubblicati sempre sul nostro sito e visibili agl'indirizzi:

http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/200-malattie-prostata-stili-vita-prevenzione-nuove-indagini.html,

http://www.medicitalia.it/salute/prostata .

Un cordiale saluto.


[#2] dopo  


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Grazie, farò come dice, e quindi solo e la serenoa non funziona, contatterò altro andrologo.

Saluti
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Bene!