Utente 332XXX
Salve, a mio padre (81 anni a marzo) dopo la comparsa di ittero ed opportuni esami (esami ematici, eco addome, Tc con mdc e Colangio RM) è stata diagnosticata una neoformazione cefalopancreatica.
Di seguito Vi riporto gli esami effettuati.
Esami ematici al 16/11/2013:
esami ematochimici, emocromocitometrici e prove della coagulazione nei limiti della norma ad eccezione della birilubina totale 23.94 mg/dl, birilubina diretta 15.45 mg/dl, fosfatasi alcalina 372 UI/l, Gamma-GT 95 UI/L, ALT 101 UI/l.
Markers neoplastici: ca 72-4, Ca 125, CEA nei limiti della norma; Ca 19.9 5713.6 U/ml.
TC torace-addome con m.d.c. 18/11/2013
Esame eseguito con tecnica spirale multistrato, senza e con mdc organo-iodato non ionico ev. Dilatazione marcata delle VBIE di entrambi gli emi-sistemi e della VBP (calibro 24 mm), che si interrompe bruscamente in sede pre-ampullare, ove si osserva tessuto espansivo ed infiltrativo, delle dimensioni assiali max di circa 2.5 x 1.8 cm, di verosimile significato eteroformativo (colangiocarcinoma della VBP?). La colecisti ed il dotto cistico appaiono iperdistesi. Compresso il duodeno nella II porzione dalla severa dilatazione della VBP e dell'infundibulo della colecisti. Formazioni a densità fluida (2 cm) si osservano caudalmente alla lesione solida descritta, in sede sotto-duodenale (ginocchio inferiore e tratto orizzontale) pre-aortica, nella sede del processo uncinato del pancreas, involuto (lesioni cistiche pancreatiche? ectasia focale dei dotti secondari?). Non lesioni solide del pancreas rilevabili, né dilatazione del DPP. Linfoadenopèatie pericentrimetriche periduodenali, ilari epatiche, interporto-cavali ed intercavo-aortiche. Non lesioni espansive surrenaliche. Reni regolari per morfologia e funzione, sede di numerose cisti corticali anche esofitiche bilaterali, la più grande medio-renale sin del diametro max di 6 cm. Non dilatate le vie escretrici. Diverticolosi del colon. Non versamento libero in cavità peritoneale. Ernia inguinale sin di parte del lume vescicale. Non alterazioni densitometriche a carattere espansivo e/o infiltrativo diffuso a carico del parenchima polmonare. Non linfoadenomegalie toraciche. Non versamento pericardico né versamenti pleurici.
Successivamente è stata eseguita una CPRE ed impiantata una endoprotesi metallica autoespandibile.
Il paziente è stato dimesso a fine novembre, debilitato e provato dal ricovero, ed invitato a ritornare il 12 dicembre per controlli.
Una volta a casa ha ripreso peso e la birilubina e le transaminasi sono rientrare nella norma. Il paziente è in un buono stato generale sia fisico che cognitivo, e NON ha ipertensione, diabete, problemi cardiaci o polmonari.

Quali sono le aspettative di vita ad oggi con e senza operazione?
E' opportuno che si operi? Non vorrei sottoporlo ad uno strazio inutile o addirittura accorciargli la vita. Esiste una terapia palliativa che riduca o rallenti il tumore? E' possibile che alla sua età il tumore proceda lentamente? Grazie


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[#1] dopo  
Dr. Felice Cosentino
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Gentile utente, essendo stata posizionata una protesi metallica significa che é già stata presa la decisione da parte dei chirurghi di non operare suo padre. L'intervento di DCP é ad alto rischio e le caratteristiche della lesione tumorale indicano uno stadio avanzato della malattia. É difficile dare un giudizio sull'evoluzione della malattia ed un'eventuale chemioterapia dovrá essere concordate con lo specialista oncologo che, reputo, avrà in cura suo padre.


Cordialmente.


[#2] dopo  
Utente 332XXX

Iscritto dal 2014
I chirurghi però non hanno escluso l'intervento ma hanno lasciato al paziente e a noi familiari la scelta, per loro pare che il tumore sia resecabile.

La ringrazio per avermi gentilmente risposto.

[#3] dopo  
Dr. Felice Cosentino
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Se il tumore é resecabile allora bisogna, con l'aiuto del chirurgo, valutare i rischi dell'intervento e poi decidere.

Cordialmente

[#4] dopo  
Dr. Lucio Pennetti
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Gentile utente,avere posizionato un endoprotesi biliare e' stato molto importante,in quanto l'ittero avrebbe comportato un esito infausto molto prima dell'evoluzione della neoplasia.
Proporre una cefalo duodeno pancreasectomia in un paziente ottantenne,anche se in buona salute,e'comunque ad alto rischio.Inoltre si può ipotizzare un'aspettativa di vita ancora lunga ma naturalmente limitata che farebbe propendere per l'astensione chirurgica conservando la qualità di vita attualeA parte l'ittero non mi sembra ci siano problemi al transito alimentare nel duodeno.La decisione spetta a suo padre in quanto quella dei familiari a favore o meno dell'intervento ,potrebbe in entrambi i casi generare dubbi sulla scelta effettuata di fronte a complicanze postoperatorie o
all'evoluzione della patologia non trattata chirurgicamente.
I curanti in base alla situazione clinica ,all'accurata stadiazione ed esperienza personale ,,forniranno gli elementi necessari per decidere.
Saluti
[#5] dopo  
Utente 332XXX

Iscritto dal 2014
Per quanto riguarda il duodeno le riporto il referto della CPRE:
Nulla di rilevante alla diretta rx. Presenza di materiale ematico fresco in cavità gastrico ed in duodeno. Marcata infiltrazione neoplastica del duodeno, che presenta ulcerazioni e segni di sanguinamento a nappi. Presenza di stenosi duodenale, superabile però dal duodenoscopio. Papilla di vater di aspetto distorto, sebbene non francamente infiltrata. Difficile incannulamento della via biliare, possibile solo dopo di endoprotesi pancreatica da 5 fr di diametro, 4 cm di lunghezza, ed esecuzione di precut biliare. Alla pancreatografia della papilla major, dotto pancreatico sottile, esente da stenosi. Via biliare molto dilatata, a monte di stenosi del terzo medio distale. Dotto cistico pervio, non interessato dalla stenosi.Posizionamento di endoprotesi biliare metallica autoespandibile da 6 cm di lunghezza, parzialmente ricoperta. Dilatazione pneumatica della proresi con pallone da 10 mm.al controllo finale buon deflusso biloduodenale del mezzo di contrasto e aerobilia. Posizionamento di sondino nasobiliare da 6 fr di diametro per lavaggi in perfusione continua con soluzione fisiologica.
A tutt'oggi mio padre si alimenta in modo regolare e con appetito.
[#6] dopo  
Dr. Lucio Pennetti
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Sempre con i limiti di un consulto a distanza,ritengo che la massiva infiltrazione neoplastica del duodeno ,rende impossibile un intervento radicale da un punto di vista oncologico.
Pertanto c'è' spazio eventualmente per una palliazione endoscopica(eventuale posizionamento di endoprotesi duodenale in caso di impedimento del transito alimentare per la stenosi) o chirurgica con interventi di derivazione(by-pass) biliare o digestiva o di entrambe.
Ci sono quindi due elementi a sfavore della duodeno cefalo pancreasectomia:età e neoplasia avanzate.
Saluti
[#7] dopo  
Dr. Felice Cosentino
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Non posso che condividere quanto ha giá riferito il collega Pennetti. Gli elementi che ci ha fornito non danno spazio e razionale ad una chirurgia. Valgono solo le misure palliative endoscopiche.

Cordiali saluti.