Tempi di attesa per esame istologico cerebrale

Buona sera, purtroppo non più di un mese fa tramite risonanza magnetica con e senza liquido di contrasto è stato diagnosticato un tumore al cervello a mio padre di 70 anni. I dottori hanno subito parlato di glioblastoma multiforme di IV grado senza possibilità di operazione in quanto trattasi del tipo a farfalla, dalla parte sinistra si sta diffondendo alla destra. L'oncologo ha comunque insistito per la biopsia per poter individuare con esattezza il tipo di tumore. Purtroppo la prima biopsia non è andata a buon fine in quanto non è stato prelevato sufficiente liquido. Dopo la prima biopsia mio padre fatica a muovere braccio e gamba destri; cammina utilizzando un deambulatore.
La seconda biopsia risale a circa 12 giorni fa. Questi sono i miei quesiti:
- quanto tempo dobbiamo ancora aspettare per il risultato della biopsia? A mio padre sono stati dati 3 mesi di vita...
- La perdita della sensibilità parziale nella parte destra del corpo può essere dovuto ad un'errata biopsia?
- Riprenderà a camminare normalmente?
Io mi sento impotente difronte al tempo che passa inesorabile....
Grazie anticipatamente
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
non potendo vedere le immagini, non posso esprimere un parere concreto al riguardo.
Devo dirLe, però, che le caratteristiche RM di un glioblastoma sono sufficientemente suggestive e consentono la diagnosi pressochè certa, ma la biopsia si rende necessaria quando può sorgere qualche pur minimo dubbio.

La biopsia come è stata effettuata? Mediante tecnica stereotassica?
Se è così, presumo che l'approccio per introdurre la "sonda" sia stato dalla parte destra del cranio, per cui una eventuale lesione avrebbe dovuto procurare un deficit nella parte sinistra del corpo.
E' quindi verosimile che questa emiparesi dx sia espressione di una maggior compressione del tumore presente nella parte sinistra del cervello.

Un esame istologico può essere fatto in "estemporanea" ovvero immediatamente dopo il prelievo già in sala operatoria e che, seppur cautamente, dà la certezza della diagnosi.
L'esame poi viene ripetuto in laboratorio per maggior certezza e comunque solitamente non supera i 5-6 gg.

Comprendo il Suo dramma e quella di tutti i famigliari, ma se le cose stanno come sembrano, il mio consiglio è quello di non sottoporre Suo padre a terapie palliative che, non prive di effetti collaterali spiacevoli, purtroppo non modificherebbero significativamente la prognosi.

Un caloroso saluto e, per quel che può servire, la mia virtuale vicinanza


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dopo
Utente
Utente
Grazie mille Dott. Migliaccio per la Sua celere risposta.
Alla fine giovedì, dopo 15 giorni, è arrivato il responso della biopsia che purtroppo conferma quanto diagniosticato: si tratta di glioblastoma di IV grado inoperabile.
I medici hanno deciso di intraprendere una cura blanda con pastiglie di chemio con qualche seduta di radio per allungargli anche se di poco la vita cercando di mantenere però una qualità dignitosa.
Quali sarebbero gli effetti collaterali di queste cure?
A me hanno detto che le pastiglie di chemio sono molto leggere e non paragonabili alla vera e propria chemioterapia.
Adesso lui sta abbastanza bene fisicamente, ancora cammina sulle sue gambe anche se con l'aiuto del "carrellino".
Mio padre non è ancora a conoscenza di tutta la verità e adesso mi trovo di fronte ad un bivio: dirglielo o non dirglielo?
Lui sa di avere un ematoma e queste cure servono per farlo riassorbire.
Da un lato mi sento morire dentro quando lui fa progetti per il futuro e mi sento bugiarda non dicendogli la verità d'altro canto lo vedo ancora molto combattivo e dirgli sinceramente quello che gli spetta sarebbe un pò come farlo già morire.
Poi mercoledì abbiamo l'incontro con l'oncologo e ho paura che non useranno mezzi termini.
Saluti

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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
lungi da me dare consigli e pareri sulla opportunità di iniziare la chemioterapia, principalmente perchè non ho oggettivamente presente il caso clinico.
Se però la diagnosi è di GBL di IV grado ed ha estensione bilaterale (a farfalla), io sarei dell'avviso di non fare assolutamente nulla, in quanto la prognosi non migliorerebbe.
Durante la chemioterapia ci possono essere stati di malessere generale con varie manifestazioni come nausea e altro.

Se non vi sono motivi per cui è opportuno che Suo padre conosca la verità, forse è meglio lasciargli credere che qualche disturbo sia dovuto a un ematoma che si sta riassorbendo.
Alla fine non soffrirà né psicologicamente né fisicamente perchè si addormenterà senza alcun dolore.

Ma queste sono mie personali considerazioni che non hanno assolutamente importanza sul come agire, in quanto ciò spetta a voi famigliari e ai medici che lo hanno in cura.

Le rinnovo la mia vicinanza.

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