Utente 332XXX
Salve, ho 43 anni. La sera del 20-12, camminando, il piede sinistro mi è andato storto. Risultato, frattura composta base v metatarso. Recatomi al pronto soccorso dopo 2 giorni, a seguito della radiografia, volevano ingessarlo. Allorché ho chiesto se era possibile sostituire l'ingessatura con un tutore. L'ortopedico ha acconsentito senza perplessità alla mia richiesta, prescrivendomi un tutore fisso tipo walker da portare x 30 giorni, prescrivendomi altresi di non caricare sul piede. Inoltre sto facendo le punture clexane 4000 per 30 gg. Ora mi chiedo, per il mio tipo di frattura, allegata in radiografia, sarebbe stato meglio l'ingessatura? Inoltre volevo sapere, se aiutandomi con un solo bastone, posso cominciare a camminarci oppure meglio non poggiarlo per niente a terra fino alla scadenza dei 30 gg? Dalla frattura sono passati circa 20 giorni, alcune notti, non appena mi addormento, il piede in questione butta dei calci, senza volerlo, come se scattasse da solo e naturalmente avverto dolore alla frattura, è normale? Questa cosa implica l'allumgamento per la guarigione della frattura? Inoltre, a volte mi sento tutto il piede molto caldo, addormentato e con dolori al dito grosso. In genere sto seduto e il piede alzato su 2 cuscini, sarebbe opportuno tenerlo abbassato ogni tanto? Grazie per il tempo che mi dedicherete.

Allego la radiografia:

http://i42.tinypic.com/2q3aiia.jpg

http://it.tinypic.com/r/2q3aiia/5

(Uno dei 2 link dovrebbe funzionare)
[#1] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Come può vedere dalle linee guida del sito, che può leggere qui http:// www.medicitalia.it/02it/guida-consulti.asp , non è consentito allegare link a immagini di nessun genere. La nostra risposta è quindi di informazione generica. Se l'ortopedico ha acconsentito all'utilizzo del tutore si deve pensare che abbia ritenuto che questo garantisse un trattamento idoneo per il tipo di frattura. Sui tempi di carico Le consiglio di seguire scrupolosamente le istruzioni ricevute dall'ortopedico: in genere con il gesso io consento il carico dopo 20 giorni ma ovviamente con esso la immobilizzazione è permanente, per cui con il tutore può essere preferibile maggior cautela. In particolare eviti la stazione eretta protratta e si riposi spesso con l'arto in scarico.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 332XXX

Iscritto dal 2014
La ringrazio per la risposta e mi scusi per aver allegato l'immagine.
[#3] dopo  
Utente 332XXX

Iscritto dal 2014
Ho tolto il tutore da alcuni giorni. Riesco a camminare con un bastone, senza riscontrare grossi problemi dove c'era la frattura. Però il problema che riscontro è il seguente: ho gran dolore al polpaccio, alcune notti non riesco a dormire. Ho il piede un po gonfio e leggermente gonfio e accaldato il lato esterno del polpaccio,proprio dove avverto il dolore. Qualche consiglio? Grazie.
[#4] dopo  
Dr. Umberto Donati
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È bene che Lei informi i Suoi ortopedici perché accertino le cause di questi disturbi ed escludano alcune condizioni patologiche che richiedono un trattamento mirato, quali per esempio la tromboflebite, l'algodistrofia, ecc. Senza averLa visitata è impossibile dare consigli specifici. In ogni caso consulti domani stesso il Suo medico curante per una prima valutazione. Cordiali saluti
[#5] dopo  
Utente 332XXX

Iscritto dal 2014
Innanzitutto grazie per il tempo che mi dedicate. Mi sono fatto visitare. Il dolore al polpaccio era dovuto al fatto che è stato allungo fermo. In effetti da alcuni giorni il dolore è diminuito notevolmente. Continuo a deambulare con un bastone e rimane un po il piede gonfio. Mi è stato consigliato fare 10 sedute di: ionoforesi ; massaggio drenante avampiede e gamba; mobilizzazione tibio tarsica; magnetoterapia. Inoltre mi è stato consigliato di mettere 3 volte al giorno per 20 minuti, ghiaccio sul piede. Lei mi consiglia di fare tutta questa terapia? Ci può essere qualche controindicazione? Ed infine, dovendo necessariamente riprendere il lavoro, secondo Lei posso utilizzare il piede per premere la frizione dell'auto? Non vorrei sfozarlo più del dovuto. Le dico questo perché la sera del trauma ho dovuto guidare per pochi km e ricordo il gran dolore che avvvertivo. Pertanto ho un po di paura a distanza di 50 giorni dall'accaduto.
Grazie.
[#6] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Per esprimere un parere su una terapia è indispensabile averLa visitata. Per guidare è necessario che piede e caviglia abbiano ripreso la motilità e la destrezza normali. Presumo che non abbia problemi se non le sono state prescritte terapie fisiche quali mobilizzazione attiva e passiva e rieducazione propriocettiva della caviglia ma è utile fare un giro di prova in auto su un tratto deserto per sicurezza. Serve a poco pensare al dolore che aveva per la frattura se questa è consolidata, perché eventuali disagi sarebbero differenti.
Cordiali saluti