Utente 351XXX
Buonasera, mi chiamo Alessio ed ho 34 anni.
Da ieri mi è iniziato un dolore alla mandibola dalla parte destra, dapprima sopportabile ma che da stasera è divenuto insostenibile. Lo localizzo principalmente a livello dell'osso mandibolare e coinvolge anche l'orecchio.
Esattamente 24 giorni fa ho subito l'estrazione del settimo inferiore precedentemente devitalizzato ma che non voleva saperne di stare chiuso e, dopo mesi di "apri-chiudi", il dentista ha deciso che non valeva la pena fare altri tentativi. Apparentemente quel dente non sembrava avere nulla, se non un piccolo residuo di granuloma. Il decorso post estrattivo direi che è stato standard: antibiotico per una settimana e dolore per i primi 3-4 giorni.
Lunedì sono tornato a fare una visita di controllo ed il dentista ha detto che la ferita si è ormai chiusa ed ha provveduto a rimuovere i punti che non si erano assorbiti.
Eppure il dolore che provo stasera sembra provenire proprio dal sito dell'estrazione anche se più in profondità, a livello osseo appunto. A toccare la mucosa orale dall'interno, inclusa la zona della ferita, non ho dolore solo fastidio. Invece se tasto esternamente l'osso mandibolare all'altezza della zona dell'estrazione mi fa molto male. Il dolore è persistente e continuo, si irradia fino all'orecchio e tutti i piccoli rimedi "topici" che ho a disposizione (collutorio antinfiammatorio e gel alla clorexidina) non sembrano scalfirlo.

Premetto che:
- il dente del giudizio inferiore destro (incluso) è stato estratto a dicembre dato che proprio quest'ultimo aveva mandato in necrosi il settimo. La sua estrazione è stata molto laboriosa ed ha comportato la parziale asportazione di corticale nonché un'infrazione dell'osso mandibolare.
- sono in cura dal dentista da novembre per semplici otturazioni ma, soprattutto, a causa dell'ottavo incluso e del settimo problematico. Mi sono stati attentamente valutati tutti i denti per cui non credo che questo dolore sia di origine dentale.

Scusatemi per la prolissità ma ci tenevo ad essere il più preciso possibile.
Grazie in anticipo per la vostra attenzione.

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[#1] dopo  
Dr. Armando Ponzi
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Gentile paziente,
la sua descrizione ed i ripetuti interventi nell'area e non ultima la recentissima estrazione, fanno pensare ad uno stretto rapporto tra il dolore e le relative cure.
Sarebbe opportuna una rivalutazione clinico radiologica dell'area.
Nel frattempo valuti con il suo curante eventuali prescrizioni sia antibiotiche che per il dolore.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 351XXX

Iscritto dal 2014
La ringrazio per la sua cortese risposta,
grazie al collutorio antinfiammatorio (diclofenac) stanotte sono riuscito a dormire ma, al risveglio, il dolore è tornato esattamente come ieri sera. Avverto una sensazione come di gonfiore nella zona interessata ma non sono gonfio ed il dolore che provo sembra essere identico a quando il dentista provava a chiudere il dente ormai estratto che, alla fine, andava sempre riaperto.
Riguardo alle radiografie volevo specificare che, in questi mesi di cure odontoiatriche, ne ho fatte molte (nello specifico 2 panoramiche e più di 10 endodontiche mirate alla zona del settimo ed ottavo inferiori, senza contare le altre endodontiche fatte agli altri denti dell'emi-arcata destra), è davvero necessario eseguirne altre?
A seguito della rimozione dei punti di sutura ho avuto fastidio nella zona per un paio di giorni dopodiché la situazione è tornata nella norma fino a giovedì quando ha cominciato a manifestarsi questo dolore, a suo parere è una coincidenza o potrebbe essere legato a quest'ultimo "intervento" del dentista?
Come già ho scritto questo dolore è localizzato sull'osso mandibolare all'altezza del sito dell'ultima estrazione, mentre la mucosa orale in corrispondenza di quel punto non sembra dolere molto; è possibile che si tratti comunque di qualcosa riguardante la mucosa (gengiva, parodonto, ecc.) dato che il diclofenac mi ha permesso di dormire oppure potrebbe essere una patologia riguardante l'osso?

Mi scuso per le mille domande ma il dolore non mi dà tregua e non riesco a capire cosa stia succedendo.
Grazie ancora per la pazienza.
[#3] dopo  
Utente 351XXX

Iscritto dal 2014
Volevo anche chiederle se reputa sia il caso di iniziare un ciclo di antibiotici.
Ho in casa il generico dell'augmentin e sinceramente non vorrei assumerlo ma mi chiedo se, al contempo, non sia controproducente attendere di contattare il mio dentista lunedì.
[#4] dopo  
Dr. Armando Ponzi
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Gentile paziente
Le radiografie si fanno secondo un criterio di necessità e qui sarrebbe dal mio punto di vista utile farne.
Il dolore riferito a quell'area va indagato poichè segnala qualcosa che non va.
L'antibiotico può avere indicazione immediata e può essere prescritto dal suo medico curante: online è vietato consigliarlo.
Se vuole mi tenga informato.
Cordiali saluti
[#5] dopo  
Utente 351XXX

Iscritto dal 2014
Grazie ancora per la sua disponibilità. Lunedì provvederò a mettere il mio dentista al corrente della situazione.
Nel corso della giornata, purtroppo,il dolore si è fatto ancora più insopportabile con episodi di "crampi" molto forti sempre nella zona dell'estrazione. Per disperazione ho telefonato a ben due dentisti che si occupano di emergenze 24/24h, nessuno dei due mi ha dato la possibilità di essere visitato ma entrambi, ascoltando la descrizione dei sintomi, hanno decretato che il mio problema sia un'alveolite. Ho quindi contattato la guardia medica ed iniziato un ciclo antibiotico.
La mia unica perplessità riguarda le tempistiche perchè so che l'alveolite dovrebbe manifestarsi tra i 4 ed i 15 giorni dall'estrazione, mentre per mene sarebbero passati 24... E' plausibile secondo lei?
[#6] dopo  
Dr. Armando Ponzi
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No, sicuramente è un evento diverso dall'alveolite.
Avere una copertura antibiotica è sicuramente utile.
Con il suo dentista andrà fatta una rivalutazione per capire quale è il problema.
[#7] dopo  
Utente 351XXX

Iscritto dal 2014
Non vedo l'ora che arrivi lunedì per farlo.
Grazie ancora.
[#8] dopo  
Utente 351XXX

Iscritto dal 2014
Buonasera dottore, la aggiorno sugli sviluppi.
Ieri, preso dalla disperazione, ho contattato nuovamente uno dei due dentisti che sostenevano si trattasse di alveolite. Mi è stata fatta una visita veloce: mi ha picchiettato i denti dell'emi-arcata inferiore destra, mi ha guardato la zona dell'estrazione constatando che la gengiva non era né gonfia né arrossata ed ha confermato che si trattasse di alveolite basandosi sui sintomi ed andando per esclusione.
Stamani sono stato dal mio dentista che ha confermato ciò che mi aveva anticipato lei e cioè che non può trattarsi di alveolite. Purtroppo però è stato molto frettoloso, non ha fatto nessuna radiografia né prove sugli altri denti. Non ha neanche formulato una diagnosi, ha solo detto "vedrai che è un episodio a sé stante, passato questo stai bene, finisci il ciclo di antibiotici".
Ovviamente le sue "deduzioni" non mi hanno soddisfatto così ho contattato un terzo dentista che mi ha visitato nel pomeriggio. Quest'ultimo mi ha fatto la tanto sospirata rx endorale (dalla quale non è emerso niente di anomalo) ed ha picchiettato sui denti più vicini al sito dell'estrazione per concludere che, secondo lui, potrebbe trattarsi di alveolite. Ho provato ad insistere sul fatto che fosse trascorso troppo tempo dall'estrazione e lui mi ha risposto che non lo può sapere con certezza perché non è possibile vedere l'alveolo ma ognuno ha tempi di cicatrizzazione diversi per cui, a suo dire, sarebbe plausibile. Ha concluso la visita dicendo che se nei prossimi giorni la situazione torna alla normalità e non si ripresenta alcun dolore per almeno venti giorni/un mese, si può dire con certezza che si tratti di alveolite.

Queste diagnosi (se così si possono chiamare) tirate a caso mi lasciano perplesso e sfiduciato.
Tutt'ora ho gli stessi sintomi che avevo scritto nel primo messaggio, solo un po' mitigati dall'azione dell'antibiotico che comincia a fare il suo dovere.
Ho seriamente paura che, passato l'effetto dell'ennesimo ciclo di antibiotici (il settimo, per la precisione, da dicembre ad ora), mi ritrovi nuovamente con gli stessi sintomi. Non so più cosa pensare.
[#9] dopo  
Utente 351XXX

Iscritto dal 2014
Non c'è nessuno che possa darmi un parere?
Ad oggi (ottava compressa di augmentin) il dolore è calato ma ho ancora qualche "crampo" molto doloroso e come un senso di infezione che coinvolge la parte.
Ieri ho fatto una seduta di igiene (prenotata 6 mesi prima) e ne ho parlato anche con l'igienista perché, chiedendomi da quanto tempo avessi estratto il dente, è rimasta stupita che la ferita fosse così indietro ed ha concluso che un medicinale che sto assumendo causa una maggiore lentezza nella rimineralizzazione ossea.
Persino lei reputa impossibile che si tratti di alveolite ma, a parer suo, questo ritardo della ferita sommato al clima caldo, avrebbe favorito la colonizzazione del sito da parte di batteri... Però questo è il parere di un'igienista...
Vorrei tanto poter credere che questo sia l'ultimo colpo di coda e che finalmente potrò tornare a condurre una vita normale ma mi sono illuso troppe volte nei mesi passati.
E' possibile che, se tutti i denti ed il parodonto sono sani e monitorati costantemente e se a livello di radiografie non si evince nulla, che possa esserci comunque una qualche patologia magari cronica? O davvero potrebbe trattarsi di una colonia di batteri che si è stabilita nel sito dell'estrazione?
[#10] dopo  
Dr. Armando Ponzi
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Gentile paziente,
è difficile darle ulteriori risposte rispetto alla condizione web.
Ma, se ha dolore, se la ferita non è chiusa se con l'antibiotico migliora un po' è verosimile che ci sia una condizione compatibile con una osteite o un sequestro.
Vada in ambiente ospedaliero e/o esegua una CBCT Rx, un esame che consente di mettere a fuoco la diagnosi ed eventuale terapia.
Se vuole mi tenga informato, e, segua il consiglio dato.
[#11] dopo  
Utente 351XXX

Iscritto dal 2014
La ringrazio, spero proprio di risolvere.