Utente 364XXX
Gent. Medici,
ho iniziato ad assumere qualche farmaco per la disfunzione erettile dopo avere iniziato una cura con il Crestor, per tenere sotto controllo il colesterolo.
Per anni ho assunto (spesso, ma non sempre) tali farmaci che mi consentivano facilmente di mantenere un’erezione prolungata e mi assicuravano una vita sessuale intensa ed appagante, tra l’altro con uno “sforzo” alquanto limitato, nonostante faccia un lavoro che mi causa picchi di stress non indifferenti.
Ho sempre avuto esami del sangue perfetti, incluso il PSA.
Recentemente (ed ora penso anche stupidamente) ho iniziato una cura a seguito di una diagnosi di leggera ipertrofia benigna della prostata, che mi ha causato una minzione con un getto meno potente. Mi hanno prescritto Profluss la mattina ed Omnic la sera.
Dopo un paio di settimane dall’assunzione, si è evidenziata un’assoluta incapacità dei farmaci per la disfunzione erettile (Cialis, Viagra, Levitra) a svolgere il loro compito correttamente.
Nel contempo si è evidenziata una difficoltà enorme ad eiaculare e, quando l’eiaculazione sia stata raggiunta, è risultato impossibile arrivare di nuovo all’orgasmo per almeno 3 o 4 giorni.
Il medico, di nuovo interpellato, ha incolpato l’Omnic di tale problema (che in effetti era evidenziato sul foglio illustrativo, che non avevo letto) e mi ha prescritto l’Urodie in sostituzione.
Visto che il foglio illustrativo (che stavolta ho letto) dava come possibile effetto collaterale il calo della libido, ho deciso autonomamente di sospendere TUTTE le medicine (compreso il Crestor) e di rifare gli esami del sangue e della prostata fra due mesi per riflettere sul da farsi.
Ho ripreso ad assumere i farmaci per la disfunzione erettile che prendevo in precedenza (aumentando un po’ il dosaggio ed a volte anche mescolandone due, preso dall’ansia) e la situazione è sensibilmente migliorata, pur rimanendo evidenti una certa difficoltà a mantenere l’erezione (ma soprattutto a “partire” con l’erezione) ed una notevole difficoltà a raggiungere l’orgasmo ed eiaculare.
Ho quasi l’impressione (da profano) di un “rilassamento” di qualche parete e/o di qualche muscolo deputato a mantenere l’erezione e/o ad eiaculare (per fare un esempio, quando riesco ad eiaculare mi sembra di dover fare arrivare il liquido seminale da un punto lontano 3 metri anziché 20 centimetri). Non nascondo che è evidente anche una componente psicologica che si è innescata in questo contesto.
Come posso ripristinare la condizione precedente ?

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

da tutto quello che ci scrive, si intuisce che la componente psicologica è ora, in questa situazione che pure è partita da "problematiche farmacologiche", predominante.

Il primo consiglio che possiamo darle è quello di non pasticciarsi e, senza perdere altro tempo prezioso, riconsultare in diretta il suo andrologo e poi, se da lui consigliato, sentire, sempre in diretta, anche un esperto psicologo.

Se desidera comunque avere più informazioni dettagliate su questi temi, le consiglio di consultare anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/231-farmaci-interventi-possono-danneggiare-sessualita-maschile.html .

Un cordiale saluto.
[#2] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Gent. dr.Beretta,

grazie per la sua cortese risposta.

Consulterò sicuramente un andrologo (sicuramente diverso da quello che mi prescritto i farmaci all'oggetto) ma fatico a credere che la componente psicologica - peraltro palpabile - possa annullare completamente l'effetto dei farmaci assunti regolarmente nel recente passato, senza problemi, a supporto della difficoltà principale. La giudicherei una casualità alquanto remota.

Percepisco chiaramente (in virtù delle difficoltà che riscontro, ovvero una "partenza" difficile ed una difficoltà a mantenere un'erezione prolungata) che sto facendo tutto il lavoro io, senza nessun tipo di aiuto chimico che invece dovrebbe intervenire a sostegno, stante l'assunzione.

Le domande sono: ma è tecnicamente possibile che i farmaci prescritti dall'andrologo possano produrre una reazione di questo tipo ? Se sì, è una situazione reversibile ? Se sì, è reversibile naturalmente con il passare del tempo - avendo interrotto l'assunzione di qualsiasi altro tipo di farmaco - oppure può essere aiutata con farmaci ad hoc (ovviamente presupponendo di riuscire a capire la reazione che si è prodotta) ?
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

alla raffica di domande poste si può risponderle con tanti sì, dicendole comunque di non drammatizzare, parlare con il suo urologo per l'eventuale sospensione dei farmaci indicati che hanno tutti meccanismi simili e che non facilitano l'eiaculazione, aspettare poi cosa succede e poi, se possibile, sentire anche un bravo psicologo.

Un cordiale saluto.
[#4] dopo  
362024

Cancellato nel 2015
Gentile utente,

condivido e accolgo la riflessione di una eventuale componente mista del suo disagio: inizia a manifestarsi in seguito a problematiche farmacologiche,ma si intensifica con un quadro psicologico di particolare stress.

Il confronto con un andrologo l'aiuterebbe a comprendere, escludendo le cause organiche, eventuali disagi psicologici che, probabilmente, si sono e si stando innescando, per l'incapacità di "gestire" un quotidiano ricco di aspettative legate alla prestazione sessuale.

La componente affettiva, inoltre, non va dimenticata... questa permette di sentirsi accolto, ascoltato e non giudicato, tanto da abbassare quel livello di tensione, inconscia, che ci impedisce di essere noi stessi, spontanei e con la capacità di affidarci all'altro.

L'intervento psicologico, spesso, non deve necessariamente sostituirsi al farmaco, ma può essere complementare... tutto alla luce di una accurata diagnosi da parte del suo andrologo di fiducia.

Un caro saluto
[#5] dopo  
Utente 364XXX

Iscritto dal 2014
Grazie ad entrambi.
Nel frattempo la situazione è migliorata.
Ho sospeso tutti i farmaci (Crestor, Profluss, Omnic e/o Urodie) per vedere di “disintossicare” il mio fisico e ritornare nella situazione pregressa.
La cosa è riuscita in maniera abbastanza soddisfacente, anche se non completamente.
Mi sono rimesso sulla falsariga del passato, ma ho dovuto aumentare i dosaggi (da un canonico 50g/100mg di sildenafil o 20mg di vardenafil ad un teoricamente eccessivo 100mg/150mg di sildenafil) per cercare di raggiungere gli stessi risultati di prima, riuscendovi solo parzialmente.
Detta in maniera più brutale: PRIMA assumendo una pillola di aiuto chimico un’ora prima di pranzo, ottenevo un risultato evidente entro l’ora di tempo, che perdurava dopo pranzo per un paio d’ore in maniera estremamente soddisfacente e che aveva un “ritorno di fiamma” dopo avere sospeso per un’oretta – ADESSO facendo la stessa cosa non ottengo nessun risultato evidente prima di pranzo, e dopo pranzo (se stimolato) ottengo un risultato che però non dura come prima e non ha nessun “ritorno di fiamma” successivo, oppure ottengo un risultato nel giro di 10/15 minuti dall’assunzione che però svanisce rapidamente in maniera definitiva. L’eiaculazione è tuttora difficile, ancorchè realizzabile.
Rimane però, secondo me, il problema tecnico – che sembra essere irreversibile – di interferenza dei farmaci assunti in precedenza che sembrano tuttora contrastare l’azione dei farmaci di aiuto alla disfunzione erettile.
Vorrei capire se esiste tecnicamente la possibilità di eliminare questa interferenza con un qualche tipo di correzione farmacologica, oppure se il processo è irreversibile e non può essere controllato con facilità.
Sono certo che l’aspetto psicologico è marginale (ho una situazione fluida, appagante e tranquilla) e non interferisce con quello che succede, se non in modo un po’ (ma non troppo ) frustrante a posteriori.
Secondo me è evidente che esista un problema tecnico che non permette di superare l’impasse, vorrei sapere se c’è un rimedio certo oppure solo palliativi.