Utente 371XXX
Gentilissimi,

a novembre sono andata dalla dermatologa per un neo che da anni ho in fronte, ma che mi insospettiva perchè piatto, grossino (mezzo centimetro di diametro) e di colore rosato (e sui bordi più scuro), anche se non soggetto a cambiamenti. Premetto che io dall'infanzia ho molti nei, infatti mi è stato tolto a 13 anni un neo sulla schiena di 2 cm di diametro (istologico negativo).

La dermatologa ha effettuato un esame in epilumiscenza: "nevo composto con teleangectaie periferiche e disomogeneità di pigmento". Mi ha detto che non sospettava un neo maligno, ma per preferiva che io lo togliessi "senza urgenza". Mi ha ripetuto diverse volte che era una operazione da fare senza urgenza.

Come penso sappiate le operazioni senza urgenza vengono programmate con una certa calma, infatti la mia operazione verrà fatta ad aprile.

Quello che mi fa preoccupare ora è che i linfonodi delle orecchie e del collo dalla parte sinistra (dove io ho il neo) sono da qualche giorno un po' ingrossati e non quelli della parte destra. E' possibile che sia dovuto dal neo? Oppure sono semplicemnte legati al raffreddore (che ho)?

Ovvero devo fidarmi della dermatologa che mi ha detto di fare l'operazione senza nessuna urgenza? Può aver, con l'esame in epiluminescenza, aver mancato una stadio così avanzato di un melanoma? Il neo dal giorno dell'esame non ha cambiato aspetto.

Grazie per l'attenzione

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Dr. Davide Brunelli
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Gentile Utente,
purtroppo c'è ancora molta confusione sull'argomento anche tra i dermatologi.
Per prima cosa: i nevi sono sempre benigni e sempre lo saranno. Ogni essere umano del pianeta ha sulla pelle una media di 40 nevi. Moltiplichi questo numero per gli abitanti del pianeta e vedrà che viene una cifra mostruosamente alta. Se davvero vi fosse un legame tra nevi e melanomi, questo dovrebbe essere il tumore più frequente al mondo mentre è ancora considerato tra i tumori più rari.
Così come un melanoma cresce a partire da un melanocito della cute sana, così può farlo a partire da un melanocito di un nevo: per motivi che ancora non si conoscono ma che potrebbero essere la semplice casualità. In questo caso il melanoma appare come una struttura anomala nel contesto del nevo: è paradossalmente più facile da identificare perchè la sua doppia natura si esprime con immagini più anomale.
detto questo il nevo si toglie:
- perchè si sospetta non sia un nevo ma un melanoma
- perchè si sospetta abbia un melanoma al suo interno
Tertium non datur.
E' brutto dirlo ma la terza possibilità, toglierlo "senza urgenza" è un compromesso umano ma non giustificato dal punto di vista biologico. Questo comportamento da molti di noi seguito è in realtà una traduzione del fatto che lo specialista non si senta sicuro di battezzare il nevo come tale e preferisca farlo rimuovere chirurgicamente per l'esame istologico. Si dice allora di toglierlo per prudenza, per evitare cioè un errore diagnostico clinico.
Fortunatamente quando si adotta questa "terza strada" lo si fa il più delle volte su lesioni poco sospette, dove quando anche giungesse la diagnosi di melanoma, questo potrebbe essere molto iniziale se non addirittura "in situ".
Ritengo pertanto piuttosto improbabile che lo specialista abbia fatto una diagnosi sbagliata e spero di averle illustrato il perchè.
Cordiali saluti