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Carcinoma scarsamente differenziato non a piccole cellule

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  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008

    Carcinoma scarsamente differenziato non a piccole cellule

    Salve

    Il 7 luglio 2008 è stato diagnosticato a mio padre di anni 77 un " Quadro morfologico dacarcinoma scarsamente differenziato non a piccole cellule" al polmone destro interessante il lobo medio e inferiore. Un solo linfonodo aumento di volume e millimetrici pseudo nodularità non riferibili a focalità vere e proprie nella parte controlaterale. Nessuna metastasi agli altri organi. Questa diagnosi è stata il frutto di 3 ricoveri presso il REgina Elena di Roma, Prof. Cognetti, dove ha eseguito 3 broncoscopie di cui una transtoracica, negative per cellule atipiche e infine una FNAC diagnostica di quanto sopra.
    Attualmente segue cicli di chemioterapia con solo vinorelbina all'Ospedale Mariano santo di Cosenza.
    Le cormobilità sono: biabete millito tipo 2 e un infarto al miocardio avuto 10 anni fà senza conseguenze limitative. E' in uno status fisico buono e alla monochemia ha risposto bene senza nessun effetto collaterale.
    Domanda n.1: Il Regina Elena aveva proposto un achemioterapia di I linea con carboplatino e gemcitabina oppure una ìmonochemioterapia con vinorelbina. Perchè si è scelto di trattare solo con la vinorelbina? Trattandolo solo con questo solo farmaco potrebbe essere compromesso l'andamento in sfavore del tumore? E' vero che il carboplaitino resta sempre il farmaco di I scelta?
    Domanda n. 2: Perchè superato una certa età non si ricorre all'intervento chirurgico mediante l'asportazione dell'intero polmone? un' uomo a 77 anni ha ancora in prospettiva 10 anni di vita, perchè allora tutti parlano di cura del tumore al polmone nell'anziano e poi anche grandi come Martelli e Facciolo si rifiutino di intervenire considerata l'età? Mio padre, a suo avviso, potrebbe essere operato? E' vero che nel caso di mio padre, a detta di questi, operare o non operare è la stessa cosa? e' cosa significa?
    Domanda n.3: il fatto che il carcinoma sia scarsamente differenziato è indice di una prognosi più a favore o a sfavore? In che cosa eventualmente è a favore?
    Domanda n.4: non sono riusciti a diagnosticare mediante biosia del tessuto, pertanto non siamo a conoscenza della tipologia specifica, dalla forma e dall'interessamento sembrerebbe un adenocarcinoma verosimilmente un alveolo brionchiolo in quanto ha interessato gli alveoli ma non è esteso al bronco principale. Il patologo di Regina Elena, mi spiegana che i bronchi erano pervi e che se fosse un carcinoma era sicuramente un alveolo brionchiolo non ancora tipizzato, non ancora tipizzato che significa? che comporta nella prognosi sulla vita di mio padre?
    Domanda n.5: considerato che alla diagnosi di carcinoma si è giunti dopo solo agospirazione del liquido e non essendo stata esguita biopsia di tessuto, è possibile un falso positivo, in considerazione della similitudine del quadro ad una malattia intersistiziale del polmone?


    E' stato un calvario e continua ad esserlo ancora con questi dubbi, la prego mi risponda. E' deciso per me per continuare a lottare!

    Grazie
    Anna Rosa Munno




  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 471 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2007
    PREMESSO CHE LA SUA LOTTA DEVE ESSERE FRUTTO DI UNA SUA FORZA INTERIORE CON LA CONVINZIONE CHE ESSENDO ESSERI BIOLOGICI POSSIAMO PURTROPPO ANCHE AMMALARCI, CERCO OVE POSSIBILE DI RISPONDERE ALLE SUE DOMANDE.
    Domanda n.1: Il Regina Elena aveva proposto un achemioterapia di I linea con carboplatino e gemcitabina oppure una ìmonochemioterapia con vinorelbina. Perchè si è scelto di trattare solo con la vinorelbina? Trattandolo solo con questo solo farmaco potrebbe essere compromesso l'andamento in sfavore del tumore? E' vero che il carboplaitino resta sempre il farmaco di I scelta?

    LA MONOTERAPIA è INDICATA NEL TRATTAMENTO DELLE NEOPLASIE POLMONARI DELLA SECONDA GIOVINEZZA E SE IL FARMACO FUNZIONA Dà DELLE RISPOSTE SIMILI ALL'ASSOCIAZIONE, CHE CAUSA MOLTE PIù COMORBIDITà.

    Domanda n. 2: Perchè superato una certa età non si ricorre all'intervento chirurgico mediante l'asportazione dell'intero polmone? un' uomo a 77 anni ha ancora in prospettiva 10 anni di vita, perchè allora tutti parlano di cura del tumore al polmone nell'anziano e poi anche grandi come Martelli e Facciolo si rifiutino di intervenire considerata l'età? Mio padre, a suo avviso, potrebbe essere operato? E' vero che nel caso di mio padre, a detta di questi, operare o non operare è la stessa cosa? e' cosa significa?

    SULL'OPERABILITà è A DISCREZIONE DEL CHIRURGO, CHE DEVE VALUTARE I PRO E CONTRO DELL'ATTO STESSO. TENGA PRESENTE DUE COSE: 1) L'INTERVENTO NON SEMPRE (SOPRATTUTTO IN CASI DI MALATTIA AVANZATA) è RISOLUTIVO; 2) LE COMPLICANZE NON SONO DA SOTTOVALUTARE.

    Domanda n.3: il fatto che il carcinoma sia scarsamente differenziato è indice di una prognosi più a favore o a sfavore? In che cosa eventualmente è a favore?

    IL G3 O SCARSAMENTE DIFFERENZIATO, INDICA UN LIVELLO DI AGGRESSIVITà MAGGIORE DELLE CELLULE CHE HANNO PERSO QUASI DEL TUTTO LE CARATTERISTICHE DEL TESSUTO DI ORIGINE, PER CUI SI AGGANCIANO PIù FACILMENTE AGLI ALTRI TESSUTI.

    Domanda n.4: non sono riusciti a diagnosticare mediante biosia del tessuto, pertanto non siamo a conoscenza della tipologia specifica, dalla forma e dall'interessamento sembrerebbe un adenocarcinoma verosimilmente un alveolo brionchiolo in quanto ha interessato gli alveoli ma non è esteso al bronco principale. Il patologo di Regina Elena, mi spiegana che i bronchi erano pervi e che se fosse un carcinoma era sicuramente un alveolo brionchiolo non ancora tipizzato, non ancora tipizzato che significa? che comporta nella prognosi sulla vita di mio padre?

    LA DIFFERENZA MAGGIORE A MIO AVVISO è TRA IL MICRO E NON MICRO (OLTRE AD UN'EVENTUALE FORMA DIVERSA TIPO SARCOMATOIDE...); POI SAPERE SE è UN BRONCHIOLO ALVEOLARE O ADENOCARCINOMA SOTTO IL PROFILO TERAPEUTICO CAMBIA POCO. IN ATTO TRA I NON MICRO è UTILE SAPERE SE è SQUAMOSO MA PER UTILIZZARE UN TIPO DI FARMACO NON CONSONO A SUO PADRE PER LE PROBLEMATICHE CARDIOLOGICHE.

    Domanda n.5: considerato che alla diagnosi di carcinoma si è giunti dopo solo agospirazione del liquido e non essendo stata esguita biopsia di tessuto, è possibile un falso positivo, in considerazione della similitudine del quadro ad una malattia intersistiziale del polmone?

    NON CREDO PROPRIO; E POI ALLA TC SI è VISTA LA MASSA CHE INTERESSAVA BEN DUE LOBI.



    Cordiali Saluti
    Dr. Alessandro D'Angelo
    (email: dangelo@oncologiataormina.it)

  3. #3
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2008
    Grazie infinite Dottore!

    Attenderò la Tac di controllo a fine Ottobre per verificare l'andamento della malattia. E' vero che l'istotipo specifico (adenocarcinoma, alveolo brionchiolo) non è influente sulla scelta del trattamento ma ho letto in alcuni studi che si comportano in maniera diversa, ad esempio il brionchiolo alveolare si sviluppa più lentamente, da poco metastasi ad altri organi e si sviluppa una cangerosi di campo mediante trasmissione linfatica con piccoli colpi di tosse. Questo non è un dato da poco considerati i sintomi della malattia, non attaccando molti organi la qualità di vità è sicuramente migliore o sbaglio?.
    Un'ultima domanda che non ho mai avuto coraggio di fare: quanto tempo di vita ha secondo lei mio papà?
    E' vero, come a detta dei medici che lo curano, che mio padre morirà per una crisi respiratoria più che comordibità delle metastasi?
    L'età, un stato fisico tutto sommato discreto, una buona risposta alla monochemioterapia, sono a favore per sperare in un'allungamento della sopravvivenza?
    Ultima: dopo i 6 cicli di terapia i protocolli generali cosa prevedeno?

    La prego mi risponda ho sentito tanti medici ma non sono riuscita a comunicare con loro come con lei: per paura facevo loro spesso domande stupide e chiedevo solo quanto già sapevo in risposta!!!

    Cordialmente
    anna rosa




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