Utente 372XXX
Salve,
semplice domanda didattica – scientifica. Leggo di ablazione del tartaro / detartrasi fatta sostanzialmente in 3 modi (se ne esistono altri, sono tutto orecchie):
con strumenti meccanici, ad ultrasuoni, con laser (diodo). Mi incuriosisce, soprattutto, l'ultima arrivata, al laser.
Ora, quali sono pregi e difetti di queste 3 modalità? Sono anche praticate in combinazione una con l'altra? In un paziente normale-medio, senza particolare problematiche a livello di bocca, qual è la migliore? E quali sono i costi medi? Grazie per le delucidazioni.
[#1] dopo  
Dr. Cataldo Palomba
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TARANTO (TA)
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Gentile Utente,
rispondiamo a richieste specifiche:
comunque posso dirle che l'uso del laser non c'entra con la detartrasi ma può essere usato nella terapia delle tasche parodontali, solo dopo ablazione del tartaro.
I manipoli ad ultrasuoni sono strumenti meccanici e sono quelli comunemente usati sia nel paziente parodontalmente compromesso che non.
L'uso di strumenti manuali, cioè le curettes, è limitato di solito all'esecuzione dello scaling e root-planing, cioè alla detartrasi profonda e levigatutura della superficie delle radici di quei denti parotontopatici con presenza di tasche.


Cordiali Saluti
[#2] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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GENOVA (GE)
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"In un paziente normale-medio, senza particolare problematiche a livello di bocca, qual è la migliore?"

La risposta non può che essere: "quella fatta bene".

Se lei deve andare in auto da Taranto a Napoli, e deve affittare un auto con conducente, si informa se è disponibile una Ferrari, magari guidata dal sottoscritto, o se è disponibile un bravo pilota?

Attenzione, se risponde nella maniera sbagliata, rischia di schiantarsi (con me) alla prima curva.

Spero di averle fatto capire (e di averla fatta sorridere).
[#3] dopo  
Dr. Mirco Di Biase
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MONZA (MB)
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Gentile utente,
l' ablazione del tartaro è una sola. Quella che viene eseguita attraverso uno strumento detto ablatore, che funziona attraverso la vibrazione di una punta ( inserto) sfruttando gli ultrasuoni. Non esiste l'ablazione del tartaro con strumenti meccanici tipo curettes, in quanto come gia descritto, questi strumenti servono per altre terapie parodontali.( levigatura delle radici) Anche il laser non si presta per interventi di igiene e profilassi, semmai coadiuva determinati interventi parodontali al fine di ottenere maggiori risultati e maggior efficacia della cura cui si è sottoposti. Cordialmente.
[#4] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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GENOVA (GE)
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Iscritto dal 2006
Gentile utente,
ogni operatore ha le proprie abitudini e reputa un metodo superiore all'altro.
Ma non è così: non esiste un metodo superiore all'altro, ma esiste un operatore superiore all'altro.

La placca dentale è un insieme di batteri, minerali e residui di cibo che irrita le gengive e, nel tempo, causa un'infiammazione.
La placca poi s'indurisce e si trasforma in tartaro, che non è più possibile rimuovere con lo spazzolino e il filo interdentale.
Ciò causa lo sviluppo di uno stato infiammatorio (o gengivite) che, se non controllato, può portare alla parodontite.

La detartrasi a ultrasuoni è una procedura dentale che utilizza un dispositivo elettrico al posto degli strumenti a mano.
Gli ablatori a ultrasuoni vibrano a una frequenza che rompe le membrane cellulari dei batteri.
Dato che la placca è costituita dai batteri e che il tartaro si attacca alla superficie del dente, l'ablatore a ultrasuoni rimuove gran parte sia della placca che del tartaro.

Ma oltre agli ultrasuoni esistono altri ottimi ablatori che vibrano a frequenza sonica e che svolgono la stessa funzione.

L'ablazione del tartaro manuale veniva effettuata, mediante strumenti chiamati "scalers", come esclusiva forma terapeutica fino alla fine degli anni '70, quando il dr. Pierre Mabille svizzero, sviluppa e ad applica il principio piezoceramico alla rimozione del tartaro dentale.
A metà degli anni '80 il sistema si diffonde sempre più (l'unico sistema era chiamato Piezon), e negli anni '90 gli strumenti ultrasonici hanno soppiantato ormai l'ablazione del tartaro manuale in quanto PIU' VELOCI, (NON "PIU' EFFICACI", solo più veloci) e i giovani valenti colleghi non sono spesso in grado di effettuare una ablazione manuale "come si deve".

Personalmente alterno i due strumenti: in alcuni momenti, ALL'INTERNO DELLA STESSA SEDUTA DI TRATTAMENTO, sono più efficace con gli scalers, in altri momenti con gli ultrasuoni.

Ma le ripeto che non è importante.
Lei non stia a guardare di che colore è il gatto: l'importante è che prenda i topi.
[#5] dopo  
Dr. Mirco Di Biase
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MONZA (MB)
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Iscritto dal 2014
Gentile utente,
gli strumenti a mano tipo scalers o curettes, sono strumenti di precisione che consentono la rimozione del tartaro e altre sostanze irritanti, in zone impossibili da raggiungere col solo ablatore ad ultrasuoni. La procedura che si avvale di strumenti manuali rientra in trattamenti parodontali che vanno oltre l'igiene e la profilassi. L'igiene e la profilassi dentale infatti si avvale di una sola seduta di ablazione del tartaro (ablatore ad ultrasuoni) e di una rimozione delle macchie dentali attraverso l'utilizzo di coppette di pasta per proflilassi da applicare sui denti e lucidarli con coppette in gomma o spazzolini in nylon. Per evitare possibili confusioni. Cordialmente.