Utente 939XXX
Salve, spero che qualcuno possa aiutarmi. Soffro da anni di deficit erettile e per ora l'unica cura prescritta sono i farmaci orali. Tuttavia tempo fa ho fatto uso di alfabloccanti (mittoval) e mi lasciavano per almeno 3 giorni il pene gonfio e al solo sfiorarlo mi veniva voglia di masturbarmi. Io non so se si trattasse di una qualche forma di priapismo, ma nessun medico che ho visitato ha detto che potrebbe questo farmaco causarmi ulteriori problemi. Inoltre ultimamente questo sintomo si è ripresentato prendendo i farmaci orali per la disfunzione erettile e ho ancora il pene in questo stato, sempre leggermente gonfioe molto "sensibile". Il mio medico ha detto che se non è completamente eretto, questo non mi da nessun problema, devo credergli?
Ora sono in attesa di fare una cavernosografia per vedere esattamente da cosa il mio DE è causato, speriamo bene, ma se intanto qualcuno mi illumina sull'altra faccenda, ne sarei riconoscente.
Ho gia' fatto numerose visite andrologiche, i potenziali evocati sono nella norma, il rigiscan riferisce che ho numero di erezioni notturne nella norma ma "fugaci e non complete" e dal doppler è emerso, flusso nei limiti inferiori della norma. Esami del sangue, tutto ok

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[#1] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
attenderei i referti degli esami specialistici che Le sono stati correttamente proposti, prima di tentare ipotesi diagnostiche e quindi scelte terapeutiche.
Il priapismo, nel senso letterale della definizione è una erezione permanente del pene, spesso dolorosa, ed in assenza di desiderio sessuale. La causa è un ostacolo meccanico che impedisce lo svuotamento dei corpi cavernosi tramite la vena dorsale del pene nel plesso venoso denominato di Santorini. Deve essere considerata una emergenza chirurgica vera e propria e la conservazione della funzione erettile dipende molto spesso dalla tempestività con cui il paziente giunge all'osservazione del Pronto Soccorso.
Da quello che Lei scrive, tenderei ad escludere nel Suo caso la presenza di tale condizione patologica.
Affettuosi auguri per la veloce risoluzione del Suo problema e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#2] dopo  


dal 2007
Grazie, ma secondo lei la cavernosografia è utile? Potrebbe rilevarmi anche altre cose oltre ipotetiche fughe venose?? Perche' qui si brancola nel buio, purtroppo la causa dovrebbe essere stato un trauma penieno..
[#3] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
la cavernosometria rileva la pressione intracavernosa durante la fase di erezione e di ritorno allo stato di flaccidità del pene. Trova indicazione per studiare la competenza del meccanismo veno-occlusivo nei pazienti in cui vi siano dati che inducano a sospettare un deficit erettile da fuga venosa. In genere si associa alla cavernosografia.
Sono senza dubbio esami invasivi che hanno precise indicazioni. Segua ovviamente i consigli e le prescrizioni del Collega che La sta curando con tanto scrupolo. Non deve scoraggiarsi se le cose non prendono immediatamente una piega positiva, l'importante è iniziare a vedere una sia pur flebile luce nel buio del tunnel.
Affettuosi auguri per tutto e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#4] dopo  


dal 2007
So che puo' sembrare una pazzia, ma ho gia' conosciuto un sacco di gente su internet che come me ha fatto uso di estensori o attrezzi.....E il risultato è questo..
Lei per caso saprebbe a chi rivolgersi, conosce qualche centro dove hanno gia' affrontato questa problematica? Grazie di nuovo per la disponibilita'
[#5] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore 9398,

i suoi episodi di Tumescenza peniena , anche se non raggiunge le caratteristiche del priapismo. potrebbero essere in qualche modo legati ad uno scorretto funzionamento del suo Sistema veno occlusivo cavernoso ( la sua storia e i dati del rigiscan) sembrerebbero confermarlo.
Credo di avere lavorato per anni sulle problematiche veno-occlusive e dopo avere efefttuato direttamente centinaia di Cavernosografie, ritengo che tale indagine non abbia alcun significato preciso, nel senso che serve a molto poco, salvo casi particolari che debbano ricorrere alla chirurgia.
Se vuole contatti il Dottor Marcello Soli, della Unità di Andrologia del Malpighi di Bologna, che la potrà sicuramente aiutare.(m.soli@tiscalinet.it)
[#6] dopo  


dal 2007
Mi scusi, ma io proprio da un medico del malpighi di bologna!! Ma questo medico ha avuto a che fare con pazienti che hanno usato aggeggi come estensori ecc??
[#7] dopo  


dal 2007
Ultima cosa: nessuno mi ha mai diagnosticato nulla, ma il problema che questi aggeggi creano è reale. voglio solo chiedere, se fosse un danno cavernoso è possibile che una terapia come la idrelettroforesi possa aiutarmi?
Vi scongiuro chiedo un aiuto sincero, sono anni che navigo alla ricerca di una risposta
[#8] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
credo che il problema reale Lei lo abbia sottolineato da solo quando, nell'ultima mail, scrive che ""sono anni che navigo alla ricerca di una risposta"". Ecco il punto della situazione.
Qualsiasi possa essere la causa che ha determinato il Suo attuale problema, deve convincersi che NON è una patologia risolvibile via e-mail o Internet. Lei avrebbe già da molto tempo dovuto consultare uno Specialista ed averne già da tempo seguito i consigli. Capisco i problemi che possono esserci nel rivolgersi ad un Centro troppo vicino alla propria città di residenza: Le assicuro che non è il solo a dover affrontare problematiche connesse con la privacy. Ma Milano è a due passi, oppure Firenze. Basta organizzarsi e rivolgersi ad un Centro altamente qualificato sia Universitario che Ospedaliero.
Vorrei concludere ponendo io una domanda: quando Lei ha deciso di ricorrere all'uso di estensori penieni lo ha fatto di Sua iniziativa o dietro precisa indicazione Medica?
Ancora affettuosi auguri, spero Lei si decida per la strada migliore e Le assicuro più semplice. Come sempre scrivo, talvolta occorre spegnere il collegamento ad Internet.
Cordiali saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#9] dopo  


dal 2007
Lei ha ragione. Purtroppo è stata una mia iniziativa e penso che sia stato proprio internet a rovinarmi la vita, in un periodo di forte crisi e disagio.
Mi sono rivolto a un centro universitario a bologna, dove c'è un urologo che mi segue scrupolosamente. Solo che purtroppo non ha mai affrontato una cosa simile. Vorrei aggiungere alcune cose, gli inibitori della Pde5 funzionano, solo che è pressoche' impossibile mantenere a lungo l'erezione a causa di questa ipotetica fuga venosa che è venuta a crearsi. Senza i farmaci le erezioni sono a mio dire insufficienti. Grazie per le risposte
[#10] dopo  


dal 2007
a parte questo visto che comunque di medici ne ho visti, e nessuno ancora (a parte quest'ultimo) aveva capito che c'era qualcosa che non andava..Ma nel peggiore dei casi cosa puo' essermi capitato?