Utente 931XXX
Buonasera,
scrivo per conto di mia sorella di 49 anni, alla quale è stata diagnosticata una insufficienza venosa grave.
Le è stata quindi prospettato un intervento di safectomia.
Leggevo però su internet del metodo Chiva praticato dal professor Stefano Ermini che dichiara di curare la safena senza però eliminarla.
Vorrei un Vs. parere in merito e capire i pro e i contro dell'intervento di safectomia.
Grazie in anticipo.
Saluti
Adriana

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Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
già da tempo nell'ambiente flebologico italiano è viva la discussione sull'impiego della metodica che cita (che non è certamente limitata alla sola esperienza del Dr Ermini), anche se la grande maggioranza della comunità scientifica resta legata alla chirurgia tradizionale, sia pure ampiamente evoluta rispetto al passato, non più limitata alla sola safenectomia e con criteri di modulazione delle tecniche e della loro estensione in rapporto al singolo paziente ed allo specifico quadro clinico.
Anche sul piano estetico è possibile ottenere risultati eccellenti e va per altro segnalato che ulteriori metodiche sono ormai presenti e validate nel ventaglio terapeutico, quali ad esempio la termoablazione mediante radiofrequenza.

Troverà ovviamente pareri discordi dal mio, ma se vuole farsi un'idea di quanto accreditato dalla Comunità Scientifica, può consultare le linee guida e le raccomandazioni del Collegio Italiano di Flebolologia

( http://issuu.com/collegioitalianodiflebologia/docs/linee_guide_69fa141c3a3ddf/3?e=6371521/2711779 ) pag 34-37