Utente 385XXX
Gentile Dott.,
sono un ragazzo di 22 anni trapiantato circa 3 anni fa di midollo osseo. Chiedo un consulto circa un problemino che sto riscontrando da un po di tempo,circa 3 mesi. Premetto che sono una persona fortemente ansiosa soggetta anche ad attacchi di panico; ciò che riscontro è una tachicardia >100 bpm soprattutto quando mi trovo ad alzarmi dal letto o comunque da una posizione supina. Ho provveduto ad effettuare dei controlli come ECG, Eco e prova da sforzo che hanno escluso problemi fisiologici riscontrando solo una tachicardia sinusale. Su consiglio del cardiologo sto assumendo 1/2 congescor al dì da 1,25 (dose blanda poichè soffro anche di pressione bassa con valori massimi di 100-90 e minimi di 65-60). La questione è che questo "problema" mi sta molto affliggendo compromettendo anche il mio normale svolgimento di vita quotidiana essendo sempre con il polso tra le mani per monitorare il battito. E' una cosa per cui devo preoccuparmi?Grazie e cordiali saluti.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
32% attività
20% attualità
16% socialità
SVIZZERA (CH)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Gentile Signore,
le ho già risposto il 09 u.s.
Le ho spiegato che quando passa dalla posizione supina a quella ortostatica, il cuore batte con maggiore velocità per evitare una caduta pressoria che la porterebbe allo svenimento.
Ci sarebbe da preoccuparsi del contrario.
Sul Congescor le ho già espresso la mia contrarietà, tanto più che lei è ipoteso e non è cardiopatico.

Il suo problema non è il cuore ma l'ansia patologica che deve fare curare da uno specialista.

Ma lei posta richieste di consulti, le vengono dati dei suggerimenti e non li tiene in minima considerazione.

E questo è il tipico atteggiamento del soggetto con sindrome ossessivo - fobica, se vi fosse necessità di conferma.

Spero di essere stato più chiaro della volta scorsa.

Cari saluti.
V.C.
[#2] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Gentile Dott.,
La ringrazio ancora una volta per la risposta; oggi mi sono trovato a misurare la pressione arteriosa ed era 115-75 ma comunque noto sempre un battito accelerato. Secondo lei può essere solo una questione legata all'ansia? È su questo aspetto che fatico a trovare risposte. Buona serata.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
32% attività
20% attualità
16% socialità
SVIZZERA (CH)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Forse non sono più capace di essere comprensibile quando scrivo!

"Il suo problema non è il cuore ma l'ansia patologica che deve fare curare da uno specialista".

Senta me: fatichi di meno a trovare risposte e si faccia curare l'ansia che è la sua vera e unica malattia.

Arrivederci.
[#4] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Gentile Dott,
mi scusi se la disturbo per l'ennesima volta ma vorrei chiederle una delucidazione: parlando con il mio ematologo mi diceva che una delle cause di questo mio battito accellerato potrebbero essere state anche le cure chemio/radioterapiche a cui mi sono sottoposto negli anni addietro. Secondo lei è possiible che nonostante siano passati quasi 2 anni e mezzo dalla fine del mio percorso ematologico abbia ancora una tossicità tale da potermi procurare ciò? In ogni caso ho intrapreso un percorso psicologico che mi sta inducendo maggiore tranquillità anche se continuo a percepire questa tachicardia soprattutto quando sono in piedi; ciò mi inibisce nel poter praticare sport dal suo punto di vista? Grazie, cordiali saluti.
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
32% attività
20% attualità
16% socialità
SVIZZERA (CH)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Caro Signore,
non conosco nello specifico il protocollo chemioterapico mieloablativo che ha preceduto il trapianto di midollo e che è sempre molto pesante.

Tuttavia se l'ecocardiogramma color - doppler non pone in evidenza alcuna alterazione della cinesi globale e ventricolare sn, se la EF è nella norma non vedo perchè e come la chemioterapia possa aver influito sull'automatismo del N.S.A. aumentando la sua frequenza di depolarizzazione.

Perciò mi consenta di dissentire dall'ematologo: il suo è un problema posturale e soprattutto ansioso.

-Sport: lei deve fare attività fisica aerobica, che le fa molto bene e fa molto bene al suo cuore.
1) deve fare passeggiate a passo anche un pò svelto, se possibile quotidianamente, ma si deve fermare quando si stanca
2) può usare la bicicletta per muoversi in città, specie ora che essendo agosto le città sono meno trafficare, scendendo quando si senta stanco.
3) se ha una casa con delle scale, anche padronale con scale interne, le faccia evitando l'ascensore anche se disponibile,
4) se le piace il nuoto, questo le fa bene: ma nuoti fino a quando è stanco e poi esce dall'acqua. Non vi deve essere traccia di agonosmo mascherato....
5) Eviti per quanto possibile l'automobile, per andare al supermercato, al bar, anche al lavoro se possibile.
Tutta questa attività le fa bene.
Lasci stare la palestra, lo spinning, la pesisitica, 100 flessioni al giorno, i macchinari per l'attività isometrica: quella attività provoca ipertrofia ventricolare sn e checchè se ne dica, l'IVS è patologica.

Scusi la prolissità ma ho voluto essere non fraintendibile.

Buon week-end!!
V.C.
[#6] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Gentile Dott, grazie per l'ennesima rispopsta le riporto qui di seguito i valori riportati sull'ECG:

Feq Ventr: 101bmp
INt PR: 151ms
Dur QRS: 94ms
QT/QTc: 333/391ms
Assi P-R-T: 84 68 50
Avg PR: 589ms
QTcB: 433ms
QTcF: 397ms
effettuato in data 9/6/15

Attendo un riscontro, coridali saluti.
[#7] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
32% attività
20% attualità
16% socialità
SVIZZERA (CH)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Caro Signore,
i dati del software dell'ECGrafo che ha postati sono tutti entro i parametri di normalità.
Compreso il QTc secondo Henry Cuthbert Bazett, e il QTc secondo Fridericia.
Insomma TUTTO NORMALE compresa la frequenza tachicardica, su base ansiosa.

Ovviamente questi dati vanno poi confrontati de visu sul tracciato per verificare che corrispondano alla realtà.

Sono convinto pure che non le abbiano dato l'ECG con questi dati, ma sia stato formulato un referto "umano" che lei ha omesso.
Se così non fosse, le consiglio vivamente di cambiare cardiolgo.

Buona serata
[#8] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
32% attività
20% attualità
16% socialità
SVIZZERA (CH)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Addendum:
Sicuramente li ha eseguiti, ma se non l'ha fatto, valuti lo stato funzionale della sua tiroide, sulla quale la chemio può influire più concretamente.

Arrivederci.
[#9] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Si Dottore ho provveduto a fare FT3 FT4 TSH e sono risultati essere tutti nella norma. E' quindi superfluo effettuare altri controlli relativi a questa tachicardia?

Grazie per le delucidazione, cordiali saluti.
[#10] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
32% attività
20% attualità
16% socialità
SVIZZERA (CH)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Salve,
se è tutto nella norma alla tachicardia veda di non pensaci più.

Faccia cose più interessanti alla sua età!!
:-)


Buonanotte.
[#11] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Dott,
proseguendo la cura che le dissi con 1/2 congescor al giorno da 1,25 prescrittami dal mio cardiologo il qual sostiene che potrei anche sospendere il tutto poichè data la dose blanda gli effetti sulla tachicardia sono pressochè nulli, volevo chiederle se bere qualche birra o qualche drik alcolico potrebbe crare problemi per caso?

Grazie, cordiali saluti.
[#12] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
32% attività
20% attualità
16% socialità
SVIZZERA (CH)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Salve,
le sconsiglio l'acool perchè ha una azione vasodilatatrice periferica e per riflesso può aumentare la F.C. evento che per lei diventerebbe problematico da sopportare psicologicamente.

Beva un drink analcolico o un succo di frutta o quello che le piace, senza alcool, fresco ma non ghiacciato.

Buona serata.
[#13] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Gentile Dott,
la ringrazio per il consiglio a me non piace eccedere con l'alcool il mio dubbio è se posso concedermi una birra accompagnandola ad una pizza, nonostante stia assumendo betabloccante (al di là del fattore psicologico su cui sto lavorando).
Grazie, cordiali saluti.
[#14] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
28% attività
16% attualità
20% socialità
AVIANO (PN)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2012
Gentile utente,
mi permetto di intervenire perché mi occupo di cardiologia oncologica da molti anni.

Se ha fatto un trapianto di midollo a 19 anni immagino che abbia avuto un linfoma recidivato o una leucemia, esorditi nell' adolescenza. Quindi non è del tutto escludibile a priori una correlazione tra tachicardia e pregressa chemioterapia.

Quanti anni aveva quando ha cominciato la chemioterapia?

Potrebbe specificare quale schema chemioterapico ha fatto e per quanti cicli all' esordio della malattia? Ha fatto per caso ABVD, che contiene bleomicina e potrebbe influire sulla funzione polmonare (e quindi causare tachicardia secondaria)?

Altra domanda molto importante: ha fatto anche radioterapia sul mediastino? Quanti Gray e in quante sedute? Perché la tachicardia sinusale inappropriata è una conseguenza che si osserva con una certa frequenza dopo radioterapia. E in alcuni casi può essere veramente disturbante. Inoltre i problemi legati alla radioterapia tendono a manifestarsi soprattutto a distanza di alcuni anni, non subito.

Quarta domanda: i valori dell' emocromo sono normali o è anemico (altra possibile causa di tachicardia).

Ultima domanda: l' ecocardiogramma risultato normale è stato confrontato con un ecocardiogramma pre-chemioterapia? E chi l' ha fatto ha riportato solo la frazione di eiezione (FE o EF) o anche i dati del Doppler e TDI della funzione diastolica e l' analisi del global strain?




[#15] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Gentile Dott.ssa,
il mio percorso ematologico è iniziato all'età di 17 anni con Linfoma di hod. ho iniziato con 12 cicli di ABVD per poi proseguire con dei cicli di cui al momento mi sfugge il nome che mi condussero poi all'autotrapianto e a circa 20 cicli radioterapici al mediastino ed al collo da 30 gray con il quale riusci ad avere una prima guarigione. Dopo circa sei mesi ebbi una recidiva, sottoponendomi alla cura dell' SGN35 presso il CRO di Aviano il quale,però, mi causò dei fastidi polmonari e la conseguente cessazione della cura . Mi sottoposi,quindi, ad un ennesimo protocollo chemioterapico (Beacopp + bendmustina) per 4 cicli e ad altri cicli di radioterapia mirata (circa 10 sedute). Lo step successivo fu il trapianto di midollo da donatore, durante il quale sono stato sottoposto ad 1 ciclo di chemio + radioterapia total body.
Durante i ripetuti controlli cardiaci che ho effettuato durante il mio lungo percorso ricordo che mi veniva diagnosticata sempre una frequenza cardiaca accellerata. Recentemente, soffrendo anche di attacchi di panico, sto dando maggiore peso alla questione. Nei controlli effettuati di recenti di cui ho postato anche i risultati ho effettuato anche un ECO il quale non ha diagnosticato nulla più di una tachicardia sinusale, confermata anche da una prova da sforzo durante il quale ho raggiunto 179 bmp sotto sforzo.
Riguardo i valori dell'emocromo sono tutti nella norma con 14 di emoglobina e 5.03 globuli rossi.

Attendo riscontri, cordiali saluti.
[#16] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
28% attività
16% attualità
20% socialità
AVIANO (PN)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2012
Dunque lei ha fatto il trapianto da noi. I precedenti cicli li aveva fatti a Napoli?

Comunque, come immaginavo, le precedenti terapie possono essere connesse con l' attuale tachicardia:
l' ABVD e la radioterapia potrebbero aver causato una patologia polmonare (polmonite tardiva da raggi, fibrosi da bleomicina). Ha fatto le prove di funzionalità respiratoria?
La radioterapia al mediastino causa spesso una tachicardia sinusale inappropriata (cioè, frequenza cardiaca a riposo elevata, e precoce tachicardia da sforzo; se ha fatto il test da sforzo, dovrebbero averlo notato).

Nei casi come il suo io do come primo farmaco il bisoprololo, cominciando con basse dosi come ha detto il suo cardiologo, e aumentando progressivamente le dosi fino a raggiungere una frequenza cardiaca adeguata (dovrebbe stare <80/m') se però la pressione non scende troppo. Se la tachicardia non è ben controllata, o se la pressione non permette di salire col dosaggio fino a raggiungere l' effetto sufficiente, l' ivabradina è un farmaco molto ben tollerato, che rallenta la frequenza cardiaca senza influenzare la pressione.

Comunque anche la terapia non farmacologica può dare un grosso aiuto: attività fisica aerobica (preferibilmente bicicletta, nuoto o jogging) da praticare almeno per 4-5 ore alla settimana. Lo yoga e il training autogeno sono anche molto utili: una mia paziente con fibrosi polmonare da RT è passata dal poter fare un solo piano di scale a farne 3 con costanti esercizi di yoga.

Non so se lei venga ancora al CRO ai controlli annuali dai nostri ematologi; se sì, prenoti visita cardiologica ed ecocardiogramma in concomitanza con il prossimo controllo (telefonando direttamente alla segreteria della cardiologia).

Il test da sforzo, dopo la RT, andrebbe fatto ogni 3 anni almeno, per i primi 10 anni, poi i controlli dovranno essere più ravvicinati.
[#17] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Gentile Dott.ssa,
il trapianto l'ho effettuato a Genova dove già mi fu somministrata una cura con congescor (che però poi sospesi) proprio perchè avevo sempre una frequenza accellerata che non avvertivo, se non quando mi veniva misurata dai medici. Riguardo la cura che sto facendo oggi con congescor 1,25 1/2 compressa al giorno, il cardiologo ha ritenuto opportuno non aumentare poichè durante questo periodo di forte caldo soffro anche di pressione bassa. Purtroppo, come le ripeto, da qualche mese sto soffrendo anche di attacchi di panico e ciò mi ha dato modo di "accorgermi" di questa frequenza accellerata soparttutto quando mi trovo in piedi. Quindi è una conseguenza della tossicità accumulata durante questi anni? e a lungo andare può crearmi dei problemi?

Grazie, cordiali saluti.
[#18] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Aggiungo che periodicamente faccio anche spirometria (ultima a gennaio 2015) e sono risultate tutte nei limiti della norma.
[#19] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
28% attività
16% attualità
20% socialità
AVIANO (PN)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2012
Gentile signore,
mi scusi, ma avendo lei detto che era stato curato anche al CRO di Aviano dove lavoro pensavo che fosse ancora in follow-up qui.

Comunque, le terapie che ha fatto sono state abbastanza importanti, le ha fatte a un' età abbastanza giovane e -soprattutto- adesso che è guarito è importante pensare a mantenere il migliore stato di salute possibile -anche a livello cardiaco- nei prossimi 60 anni (e più, sperabilmente).

Innazitutto vorrei rassicurarla: le tecniche radioterapiche utilizzate fino alla fine degli anni '90 (che davano spesso sequele cardiologiche importanti) sono state radicalmente modificate. Le tecniche attuali sono calibrate per ridurre al massimo il coinvolgimento del cuore e della tiroide; tuttavia questo non è sempre possibile in tutti i casi (dipende dalla conformazione individuale). Comunque già il fatto che le prove di funzionalità respiratoria siano normali è un buon segno.

La tachicardia sinusale inappropriata, soprattutto se modesta come la sua, non è una situazione pericolosa, ma può essere soggettivamente fastidiosa. Se poi questo fastidio innesca una reazione ansiosa, si crea un circolo vizioso che peggiora la situazione. Nella mia esperienza, ottenere con farmaci un rallentamento della frequenza cardiaca permette di migliorare rapidamente la sensazione di benessere.
L' ivabradina era stata introdotta in commercio come complemento o alternativa alla terapia betabloccante limitatamente ai casi di scompenso cardiaco o di cardiopatia ischemica, e fino a pochi mesi fa era prescrivibile solo con piano terapeutico specifico e solo dopo aver provato la terapia betabloccante. Per questo motivo non è stata molto utilizzata. Io -avendo diversi pazienti nella sua condizione di tachicardia persistente e pressione bassa- ho cominciato a utilizzarla quando mi era possibile e i risultati sono stati eccellenti. Da alcuni mesi non è più vincolata al piano terapeutico e può essere prescritta con semplice ricetta del SSN. Così ho potuto prescriverla facilmente anche a pazienti come lei (e anche al di fuori delle indicazioni terapeutice ufficialmente registrate; indicazioni che mi risulta stiano comunque per essere allargate). Chieda al suo cardiologo: può sempre fare una prova per un mese, ed eventualmente lasciare stare se non ha alcun beneficio.
A questo vanno assolutamente affiancate anche:
l' attività fisica aerobica, lieve-moderata ma prolungata (il mio consiglio è di procurarsi un cardiofrequenzimetro -ce ne sono che costano poco- e fare attività come camminata a passo veloce, nuoto, bicicletta, mantenendo la frequenza cardiaca, nel suo caso, a <175. Se la supera, rallenti. ) e la sua terapia per l'ansia.

Dopo qualche mese di training fisico la sua frequenza cardiaca potrebbe essere scesa abbastanza (grazie al condizionamento fisico) da permetterle di eliminare anche i farmaci.
Quanto alla dieta, segua le regole della dieta mediterranea e tenga sotto controllo il colesterolo, per prevenire la malattia coronarica.
Ma non abbandoni i controlli cardiologici in futuro!
[#20] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Gentile Dott.ssa,
la ringrazio per i consigli e le delucidazioni. Riguardo invece all'assunzione di birra o drink alcoolici senza abusi ritene che possa interferire con la cura di beta-bloccante? Ed oltra all'attività fisica necessito di ulteriori controlli o approfondimenti?

Grazie, coridali saluti.
[#21] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
28% attività
16% attualità
20% socialità
AVIANO (PN)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2012
Carissimo, beva tranquillamente una birra o un bicchiere di vino! Non interferiscono certo con quella minima dose di betabloccante.
Lei non è malato! Solo, le terapie che ha fatto la rendono più fragile riguardo ai fattori di rischio cardiovascolare (quindi, stia attento a mantenere il colesterolo <200 mg%, a non fumare, a evitare di andare in sovrappeso.). Un esempio che faccio di solito per spiegare gli effetti della radioterapia è quella dei patiti dell' abbronzatura, che magari hanno una pelle perfetta fino a una certa età ma poi si trovano a una certa età a dimostrare 10-15 anni di più. L'effetto delle radiazioni è quello di accelerare i processi di invecchiamento. Diciamo che la radioterapia anticipa di qualche anno le normali alterazioni (ispessimento delle valvole ecc.) che si osservano comunemente nelle età avanzate. Sempre con discreta variabilità individuale (ho pazienti con cuori perfetti dopo 30 anni dalla RT, ho una paziente trattata come lei a 17 anni che da 6-7 anni ha delle valvole ispessite, ma che non mostrano segni di peggioramento, e adesso ha 43 anni, sta bene, vive tranquilla ma fe regolarmente i controlli cardiologici una volta all' anno. Un altro, anche lui della "banda" dei 17enni non ha neanche l'ispessimento delle valvole, sta benone, si gode i suoi figli, ha ormai 45 anni e ci vediamo una volta all'anno. Ne ho due in cui invece facendo il test da sforzo ho scoperto un problema di coronarie, sono stati trattati e adesso fanno vita sportiva e vanno in montagna).
Sempre per usare come paragone il sole, chiunque stia al sole forte per abbastanza tempo si ustiona (anche i negri) e quindi tutti dovvrebbero mettere una crema protettiva. Ma chi ha la pelle bianca e sottile è più delicato e deve prottegersi meglio. Quindi lei deve seguire le regole consigliabili a tutti per la prevenzione cardiovascolare, solo con maggior rigore.
Quanto ai controlli: un ecocardiogramma ogni due anni e un ECG e test da sforzo ogni 3 nei primi 10-15 anni.
Dopo, i controlli del test da sforzo dovrebbero essere più frequenti (almeno ogni due anni) anche se tutto è normale. Serve solo per individuare precocemente eventuali problemi e trattarli prima che compaiano i sintomi.
Un po' come la mammografia: bisogna farla senza ansia, in quanto serve solo a individuare eventuali problemi che sarebebro emersi comunque più avanti, ma che presi in tempo vengono risolti più facilmente.
Ripeto: le terapie che ha fatto non sono una condanna alla cardiopatia, aumentano solo il RISCHIO di sviluppare dei problemi (magari in associazione ad altri eventi), o di svilupparli in anticipo rispetto a quando avrebbero comunque comparsi.
Le auguro di essere però come quei soggetti a rischio cardiovascolare (non sto parlando dei radiotrattati ma in generale) che - dopo aver avuto un' avvisaglia sotto forma di angina- si impegnano in uno stile di vita sano e alla fine campano meglio di chi si era crogiolato nel suo "star bene" e si era trascurato.
[#22] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Gentile Dott.ssa,
per perdoni ancora una domanda ma l'assunzione di congescor è preferibile al mattino oppure dopo pranzo, poichè spesso ci sono dei giorni in cui noto che il battito è sempre accellerato(soparttutto quando sono in piedi e mi muovo) altri invece in cui è regolare, questo può dipendere dall'orario di assunzione della pillola? e poi tra le attività fisiche da lei consiglite è possiibloe anche una partita di calcetto?

Grazie ancora, cordiali saluti.
[#23] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
28% attività
16% attualità
20% socialità
AVIANO (PN)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2012
Normalmente il betabloccante si assume al mattino perché -fisiologicamente- la frequenza cardiaca è più bassa durante il sonno e più alta di giorno quando ci si "rimette in moto". E l' effetto -anche se dovrebbe essere abbastanza costante nelle 24 ore, tende a essere maggiore dopo l'assunzione della pastiglia.
In pazienti emotivi, che hanno tachicardia soltanto o soprattutto in particolari situazioni, si può anche lasciare la pilloa "on demand": cioè la prendono solo quando avvertono il disturbo o quando sanno di dover affrontare una situazione che potrebbe scatenare il disturbo.

Anni fa una rivista medica ha fatto un' indagine tra i medici che partecipano a conferenze per parlare: una notevole quantità assumeva una piccola dose di betabloccante prima di salire sul palco, per limitare gli effetti dell' emozione. E -se guarda sulla scatola del Congescor- vedrà il segnale DOPING. Gli atleti infatti potrebbero assumerlo; per iniziare lo sforzo a frequenza cardiaca più bassa, ma non era questo l'impiego principale, bensì quello di ridurre il tremore delle mani per chi fa tiro al bersaglio (incluso il biathlon). Questi lo prendevano solo prima della gara.

La cosa migliore è quella di fare un Holter, per valutare la frequenza cardiaca media nelle 24 ore, e se ci siano periodi del giorno in cui sale di più, e regolare il momentoi dell' assunzione delle terapie su quello.

[#24] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Gentile Dott.ssa,
rigurado invece la frequenza più accentuata quando sono in piedi da cosa può essere scaturito? Può essere causal della pressione arteriosa?

Grazie, coridali saluti.
[#25] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
28% attività
16% attualità
20% socialità
AVIANO (PN)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2012
Normalmente, quando ci si alza in piedi, la pressione scende un po' e quindi c' è un aumento della frequenza cardiaca, finché il sistema nervoso autonomo non ripristina l' equilibrio. Questa è un' ipotesi.

Sarei davvero curiosa di sapere come varia la sua frequenza cardiaca nell' arco della giornata.
[#26] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Genitle Dott.ssa,
nei miei recenti controlli non ho sostenuto holter24h solo Eco, ECG, e prova da sforzo. Per quello che ho potuto notare, anche monitorandola personlamente, generelamente è sempre molto alta al risveglio (appena mi alzo dalla posizione supina del letto) e a volte anche durante l'arco della giornata (dopo aver assunto betabloccante) quando mi trovo in piedi, regolandosi non appena mi risiedo.

Grazie mille, coridali saluti.
[#27] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
28% attività
16% attualità
20% socialità
AVIANO (PN)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2012
Un Holter però sarebbe utilissimo. Anche per vedere se di notte la frequenza scende come dovrebbe o no. E per capire per quante ore al giorno la frequenza è elevata.
[#28] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Gentile Dott.ssa,
ma questo perchè tutto ciò potrebbe crearmi dei problemi a lungo andare? Comunque ho seguito il suo consiglio di praticare un po di attività fisica (passeggiate a passo svelto) anche se però noto che dopo 5-10min il cuore già comincia ad accellerarsi e a sentirmi affaticato; questa può essere anche una conseguenza del fatto che non pratico sport da molti anni?

Grazie, coridali saluti.
[#29] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
28% attività
16% attualità
20% socialità
AVIANO (PN)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2012
Sicuramente il decondizionamento fisco influisce.
Quando va a camminare, cominci a camminare normalmente per 5-10 minuti, poi acceleri e continui a camminare per almeno mezz'ora.
Se si sente affaticato, rallenti il passo, m continui fino afinire la mezz'ora.
Facendo questo con costanza vedrà che progressivamente (nell' arco di qualche settimana) riuscirà a fare sempre più strada a passo veloce.
L' ideale sarebbe arrivare al punto che non deve decidere lei di andare a camminare ma che sente lei stesso l'impulso di farlo, come un' esigenza fisica.
[#30] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Gentile Dott.ssa,
devo proseguire nonostante avverto che il battito è accellerato? Purtroppo è questa condizione che poi mi provoca ansia e quindi a fermarmi, poichè credo che il cuore vada sotto sforzo.

Grazie, cordiali saluti.
[#31] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
32% attività
20% attualità
16% socialità
SVIZZERA (CH)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Gentile signore,
Alcune precisazioni avendo risposto per primo alla sua richiesta di consulto.
- ascolti senz'altro ciò che le suggerisce l'eccellente Collega, in relazione alla irradiazione mediastinica: peraltro Ella ha un centro di riferimento qualificato al quale potrà rivolgersi per i controlli scadenzati che deve eseguire senza ulteriore ansia.
- E' possibile che la sua tachicardia, per lo più orto statica, sia legata a una disautonomia post attinica: peraltro Ella e' ansioso e dunque esalta e perpetua il circolo vizioso ancorché a eventuale partenza dalla predetta disautonomia ( alterazione dei "nervi" che controllano il cuore dopo l'irradiazione)
-la tachicardia sinusale inappropriata TSI e' una entità nosologica, cioè una patologia, idiopatica: significa che avrebbe avuto senso parlarne se lei non fosse stato irradiato. La stessa irradiazione fa cadere questa diagnosi al più facendo propendere per una già citata disautonomia.
-le ribadisco che un controllo farmacologico dell'ansia potrebbe giovarle: in quanto alla terapia cardiologica, Corlentor (Ivrabradina) incluso, deve assumerla solo nei dosaggi e se ritenuto opportuno dal Suo Cardiologo, che diamo per scontato, insieme all'ematologo, essere professionista capace e preparato.
Con lui parli dell'holter ECG, del Global strain, e al suo parere non telematico si affidi.
- l'attività fisica che fa bene al cuore e' come le e' stato detto, quella aerobica: tuttavia se lei è' fuori allenamento e all'inizio avverte una importante tachicardia lei deve fermarsi per poi magari riprendere: nessuno l'ha condannata ai lavori forzati. Vedrà che insistendo senza eccessi pian piano potrà aumentare il tempo di camminata e complessivamente anche ottenere una riduzione della tachicardia in ortostatismo.
Prenda esempio dagli animali: quando sono stanchi si fermano: solo l'uomo si pone in competizione e cretinamente con se stesso!
- un particolare e reiterato invito a fare riferimento al Suo Cardiologo: non è previsto dalle linee guida di MI+ se non un parere e non potrebbe essere altrimenti dato che si tratta di consulti telematici quindi di IPOTESI, ancorché più o meno attendibili.
Tanto sentivo di doverle in qualità di MEDICO, dopo aver lasciato il giusto spazio alla Collega che si occupa, come le ha ribadito, di cardiologia oncologica.
La saluto da oltre confine: se vorrà porre altri quesiti tenga presente che le potrò rispondere nei brevi momenti di pausa.
Vive cordialità e un invito alla serenità che non fa mai male a nessuno.
V.C.
[#32] dopo  
Utente 385XXX

Iscritto dal 2015
Gentili Dottori,
dopo un po di mesi richiedo, gentilmente, un vostro parere; da una settimana ho cominciato attività fisica (nuoto) x 2 volte la settimana su consiglio del mio ematologo e del mio cardiologo ( ed anche vostro nei precedenti consulti). Ciò che sto notando, oltre che ad una scarsità di fiato e tachicardia credo collegabile al mancato allenamento e alla mia vita sedendaria condotta per 5 anni a causa delle motivazioni descritte nei precedenti post,un battito accellertato che si protrae anche nelle ore successive post allenamento con un senso di spossatezza e sbandamento (quest'ultimo maggiormente nei minuti successivi all'uscita dall'acqua). quale potrebbe essere la causa di ciò? premetto che sono solo a 2° allenamento. mi hannod etto potrebbe trattarsi di adrenalina accumulata durante l'attività. Coridalità.
[#33] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
28% attività
16% attualità
20% socialità
AVIANO (PN)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2012
Se solo adesso ha ricominciato a fare attività fisica, è del tutto normale che si stanchi molto. Inoltre, visto che aveva già una tendenza ad avere tachicardia assumendo la posizione eretta, il passaggio dalla piscina (posizione orizzontale, e pressione dell' acqua sul corpo, che facilita il ritorno venoso, come le calze elastiche ) all' estremo, alzandosi in piedi può causare un' ipotensione ortostatica con tachicardia riflessa e senso di vertigine. Se riguarda i miei messaggi precedenti, le avevo consigliato di utilizzare un cardiofrequenzimetro (sono impermeabili, quindi lo può usare anche in piscina). Cominci con sforzi leggeri, evitando di far salire troppo la frequenza cardiaca, e incrementi progressivamente man mano che la sua condizione di allenamento migliora. Le consiglierei anche di non limitarsi alla piscina ma di provare anche la bicicletta.

Tra l' altro, sta prendendo ancora il betabloccante? Ha chiesto al suo cardiologo se può provare a prescriverle l' ivabradina? Anche se l' indicazione sarebbe solo per scompenso cardiaco o angina, io la prescrivo "off label" da anni e mi trovo benissimo (anzi, si trovano benissimo i miei pazienti!).