Utente 392XXX
Buonasera mio padre di anni 66 normopeso con analisi del sangue buone per colesterolo non diabetico soffre di una grave forma di arteriosclerosi che ha detto del dottore che lo ha in cura gli lascia ben poco sperare sulla propria aspettativa di vita.
Ha avuto il primo intervento circa 15 anni fa con posizionamento di stent carotidea e by pass alla gamba sinistra. Fumatore nonostante la patologia è andato bene per qualche anno effettuando una moderata attività fisica che lo hanno rimesso in peso forma. Nel 2011 circa e forse anche prima avvertiva dei capogiri quando piegava la testa all'indietro per via della carotide in cui era stato impiantanto lo stent (erroneamente fatto a Prato a detta dei dottori di Careggi) che si stava chiudendo necessitando quindi urgentemente di intervento. A Careggi, noi abitiamo a Prato, il primario non l'ha voluto operare in quanto lo riteneva un intervento rischioso per il posizionamento dello stent ciò a causato a mio padre un anno dopo un ictus seppur di lieve entità senza conseguenze, a causa appunto della chiusura della stessa carotide.
Non avendo più fiducia nel dottore di Careggi ci siamo rivolti a Modena tramite ricerca su internet lui ci ha detto che sulla carotide chiusa avrebbero potuto intervenire tranquillamente x evitare di perderla.
Sempre da lui mio padre è stato operato alla carotide destra con successo e senza complicazioni.
Aveva però anche problemi alla gamba destra quella non ancora operata col bypass, per tale motivo si è sottoposto ad un medesimo intervento a ottobre dello scorso anno, anche alla gamba destra non riuscito in quanto il bypass dopo poco si è chiuso, per fortuna non ha perso la gamba ma ora anche se hanno ripristinato il circolo venoso periferico non era sufficiente a far rimarginare le ferite ed a permettergli di camminare....
La scorsa settimana è stato sottoposto ad un innesto aortico in quanto le arterie sono troppo chiuse per permettere un altro intervento di bypass ed ha detta del dottore era l'intervento che gli dava più sicurezza. La paura era che avendo le vene del cuore chiuse al 40% si presentassero dei problemi, fortunatamente l'operazione ha detta del dottore è andata bene il cuore non ha fatto scherzi la gamba ha cambiato colore....ma mi ha detto che ha una seria arteriosclerosi tra le più brutte che abbia visto che è chiuso un pò ovunque e che ha un'aspettativa di vita più bassa di un malato di cancro. Io sono rimasta spiazzata alla mia domanda se fosse possibile fare qualcosa il dottore non mi ha risposto...ora onestamente non so cosa fare a chi rivolgermi, spero che qui qualcuno possa darmi qualche speranza in più grazie mille a chi ci vorrà aiutare.
Saluti Stefania
[#1] dopo  
Dr. Pietrino Forfori
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Gentile utente
nella sua descrizione sono elencati gli interventi volti a rivascolarizzare le arterie ostruite e da tutto ciò traspare effettivamente una situazione di arteriopatia ostruttiva polidistrettuale;
la terapia però non può essere solo "idraulica" e volta a "stappare" i tratti arteriosi ostruiti bensi necessita di un approccio terapeutico multiplo mediante:
- astensione dal fumo
- terapia medica antiaggregante
- terapia dell'eventuale cardiopatia
- terapia dell'eventuale dislipidemia
- terapia dell'eventuale ipertensione arteriosa
- terapia dell'eventuale diabete
- terapia dell'eventuale insufficienza renale
- terapia dell'eventuale insufficienza respiratoria
- fisioterapia
- regime alimentare appropriato

Come diceva Ippocrate (il padre della medicina)
"prima di curare una patologia bisogna assicurarsi che il paziente sia disposto a rinunciare alle cose che l'hanno provocata"
cordialmente