Utente 807XXX
Illustro la mia storia: iniziò tutto verso metà aprile 2008 nel corso di una sera assunzi del fumo aspirandolo (nn sono fumatore). Immediatamente avvertii un dolore toracico proprio in corrispondenza del cuore accompagnato da un senso di peso e di affanno respiratorio; dopo qualche minuto la situazione precipitò: i sintomi citati prima furono accompagnati da un forte giramento di testa, senso di svenimento, tachicardia e forti contrazioni muscolari involontarie fino al punto che tremavo in maniera incontrollata. Spaventato mi recai al pronto soccorso dove dopo solo un'unica misurazione della pressione sanguigna (160 max- 90 min) mi furono fatte assumere delle goccie di ansiolitico. La situazione con il passare delle ore poi pian piano migliorò e la fase critica sembrò passare così da tornare a casa a dormire. Il giorno dopo mi svegliai in condizioni generali abbastanza buone tali da farmi pensare che avessi avuto una reazione negativa al fumo che avevo assunto. In seguito a questo avvenimento durante il corso della settimana ebbi altri attacchi simili con una forte tachicardia improvvisa (questa volta senza nessuna causa scatenante apparente) che si risolsero allo stesso modo (pronto soccorso). Dopo questa brutta settimana fortunatamente questi episodi non si ripeterono più fino a circa fine giugno in cui mezz'ora dopo aver assunto una compressa di voltaren (per dei dolori muscolari) si scatenarono di nuovo e mi recai di nuovo al prontosoccorso dove per l'ennesima volta mi furono fatto assumere alcune goccie di ansiolitico diagnosticando un attacco di panico. Purtroppo da questo punto in poi inizia un periodo devastante in cui questi episodi si ripetono sempre più frequentemente. Intanto faccio un day hospital con analisi complete del sangue, delle urine, ecogafrie a fegato (evidenziando a livello del legamento epato-duodenale una formazione solida ipoecogena di 1.4 cm da riferire a linfonodo reattivo),eco doppler cardiaco(evidenzaindo un prolasso della valvola mitrale e un aneurisma del setto interatriale),pancreas,reni,surreni,radiografia a esofago-stomaco-duodeno (evidenziando un ispessimento plicare con ipersecrezione mucosa e bulbo duodenoale lievemente distonico e discinetico),esame radiografico del torace, holter cardiaco, ecg da sforzo tutte con esito negativo.Pian piano le crisi vere e proprie sparirono ma rimasero i forti giramenti di testa con dolore, stato confusionale (mal di mare),intontimento, sbandamento (oscillazione tipo "pendolo" avanti-dietro) dolore alla spalla sinistra, braccio sinistro, mascelle, tensione al collo,forti e frequenti eruttazioni associate contemporaniamente a dolore in zona cuore, pesantezza toracica e senso di svenimento che prendevano il sopravvento soprattutto nelle ore serali. Disperato a settembre feci una visita dall' otorino perchè le mia unica patologia già esistente prima che succedesse il tutto oltre ad una scoliosi era una tonsillite cronica con candida halbicans. L'otorino riscontrò con una sonda segni di reflusso nell'esofago così inziai una cura per il reflusso con pantorc la mattina, levobren due volt al giorno e riopan dopo i pasti. Dall'inizio della cura ho subito avuto un netto miglioramento. Ormai ad un mese dall'inizio della cura i sintomi sono mediamente migliorati ma i malasseri alla testa non mi abbandonano. Vorrei sapere se i giramenti di testa e il senso di intontimento possono essere causati dal reflusso e quali altri accertamenti posso fare eventualmente per venirne fuori. Grazie anticipatamente.
[#1] dopo  
Dr. Carlo De Michele
24% attività
4% attualità
12% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 40
Iscritto dal 2005
Nel suo racconto colgo alcuni dati che sembrano portare a disturbi di tipo organico, di cui il più disturbante dovrebbe essere il reflusso. (Il cardiologo che valore ha dato al prolasso ed all'aneurisma del setto?)ed altri che fanno pensare ad una componente psicogena di notevole importanza. Non posso darle una risposta di certezza circa le vertigini e "l'intontimento" perchè si tratta di una sintomatologia sfumata e che potrebbe legarsi sia a molti disturbi di origine organica che a abitudini di vita scorrette o ancora essere l'espressione di problemi psicosomatici. Pertanto le consiglio di rivolgersi ad um medico di fiducia che la possa seguire globalmente e che la possa eventualmente indirizzare dagli specialisti necessari, valutando anche l'opportunità di affrontare più direttamente la sua problematica psichica.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 807XXX

Iscritto dal 2008
la ringrazio per l'attenzione; quanto al cardiologo, più di uno consultati, non ha dato alcun peso alle mie caratteristiche morfologiche cardiache, mentre da altre fonti ho appreso che il cuore con prolasso ha dei comportmenti particolari. Alla fine, quello che mi resta è una grande sfiducia, meno male che ci sono persone come lei. Ah, non le ho detto che sono un ragazzo di 21 anni, non credo alle cause psicologiche perchè sono abituato a razionalizzare e a metabolizzare gli eventi.
Buon lavoro e grazie
[#3] dopo  
Dr. Carlo De Michele
24% attività
4% attualità
12% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 40
Iscritto dal 2005
La medicina non è una scienza, ma un particolare tipo di rapporto umano in cui il medico usa, con le sue capacità umane, gli strumenti che le varie scienze mettono a disposizione per rispondere al malessere dell'altro. Ed il malessere è prima di tutto un "sentimento di sè" prima di essere "malattia"; poi bisogna vedere quale sia la gravità in sè della manifestazione e come il singolo soggetto è in grado di compensare il deficit eventualemnte presente. E' questo il motivo per cui in certi casi um prolasso della mitrale è un evento importante ed in altri invece può essere una condizione che non da alcun segno di se in tutta la vita. Ed il motivo per cui troverà medici sempre di diverso parere dipende dal fatto che ognuno di essi, in modo del tutto personale ed infunzione della propria struttura psichica, darà più importanza ad uno o all'ltro aspetto dello stesso fenomeno. Con questo ovviamente non escludo che possono esserci medici più o meno preparati od umani. Ciò è tanto più vero quanto più ci troviamo di fronte a fenomeni sfumati ed al limite tra una "diversità" ed un funzionamento anomalo. Ovviamente è più probabile trovare unioformità di diagnosi di fronte ad una appendicite acuta piuttosto che una vertigine o una tachicardia. Del resto gli esseri umani si distinguono dagli animali proprio perchè sono dotati di una realtà psichica, cioè il mondo degli affetti in generale,quel mondo irrazionale in cui avviene la relazione tra i funzionemanti del corpo e la formazione del pensiero.E la realtà psichica può influenzare allo stesso modo sia la capacità di fare pensiero, sia il funzionamento del nostro corpo, indipendentemente dagli sforzi di razionalizzazione che noi possiamo compiere. Spero di poterla aiutare nel ridurre la componente di preoccupazione nei confronti della sua realtà fisica (ricordando che la distinzione tra fisico e psichico è un artificio invntato dalla nostra cultura per semplificare una cosa complessissima come la realtà umana) per dedicarsi com la necessaria serenità a ciò che può esistere dietro a ciò che lei cerca di razionalizzare.
Cordialmente