Utente 205XXX
Gentili dottori,

vorrei chiedere un parere su un problema al calcagno/caviglia destra.

L'agosto scorso, a seguito di una brutta caduta da circa 3 metri di altezza, ho riportato una frattura scomposta al calcagno destro. Sono stato portato in ospedale dove mi hanno operato alcuni giorni dopo ricomponendo l'osso e inserendo parecchie viti. Invece del gesso mi è stato dato un tutore vacoped per permettermi di iniziare a scaricare piano piano il peso fino al completo scaricamento tre mesi dopo. Dopo 6 settimane ho iniziato la fisioterapia che porto ancora avanti pur con qualche pausa dovuta agli impegni.
Al momento non mi posso lamentare troppo perché ho ripreso a camminare, vado in palestra per rimettere a posto la muscolatura e ho solo qualche dolore ai muscoli/nervi del piede quando faccio specifici movimenti (il fisioterapista sostiene che passeranno del tutto nelle prossime settimane).
All'ultimo controllo radiologico di oggi la frattura del calcagno risulta guarita perfettamente, ma allo stesso tempo il medico sospetta un principio di artrosi alla caviglia nella parte confinante col tallone, cosa testimoniata pare, dal fatto che lamento dolore al risveglio. Il medico mi ha suggerito di camminare scalzo (o con calze) in casa e di comprare scarpe di qualità (cioè?) per quando esco e di provare la terapia Tecar o Interx per rallentare il processo. C'è qualcos'altro che posso fare per limitare l'artrosi, senza tuttavia rinunciare al movimento (che mi serve sia per la fisioterapia, sia per la muscolatura)? Non capisco inoltre come il camminare scalzo o le scarpe possano incidere sul rapporto tra tallone e caviglia; devo comprare prodotti specifici o bastano delle buone scarpe da ginnastica da corsa e/o delle solette per le altre?
Vi ringrazio per l'attenzione e l'eventuale aiuto.
[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Internullo
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Gentilissimo utente, le fratture di ossa che interessano la parte articolare di due ossa vicine possono nel tempo generare problemi di artrosi come postumi della grave frattura che lei ha avuto per cui ciò rientra nella normalità e nei postumi conseguenti al trauma. Questo perchè si generano calcificazioni sulla superficie articolare, sia per il suo carico e peso sulle caviglie e sia per una congruità non più come quella che madre natura ci ha dato.