Utente 406XXX
Salve, la situazione è questa mio padre ha 67 anni, paziente oncologico per tumore alla prostata operata e recidiva, solo un rene funzionante ma con bassa percentuale, ha avuto un infarto (non sappiamo quando e come) ,diabetico, con problemi di pressione alta e con Aneurisma all'aorta addominale che si estendeva all incrocio dx e sx. Mio padre il 15 febbraio è stato trasportato dall' ambulanza in urgenza nell'ospedale vicino perchè in casa è stato male dolore lanciante al basso ventre che si irradiava dietro verso il rene e con vomiti, rottura dell' AAA operazione durata 7 ore con 10 trasfusioni di sangue con una successiva operazione dopo 2 giorni per vedere se l'intestino aveva subito danni con esito che era tutto apposto, successivamente in terapia intensiva aveva avuto problemi di aritmia,era in dialisi per non caricare tutto al rene poco funzionante, altri giorni dopo due dita del piede son andate in cancrena doveuta al diabete,più un ischemia alla stessa gamba. Dopo 25 giorni l'hanno trasportato in rianimazione e alcuni giorni dopo ha iniziato ad urinare e a defecare da solo. Dopo 1 mese l'hanno stubato e svegliato, il primo giorno tutto bene il secondo ha avuto problemi non riusciva a buttare fuori l'aria,con i vari supporti di ossigenazione, gli hanno fatto una broncoscopia(aspettando gli esiti delle secrezioni) e la sera stessa intubato nuovamente, ieri ci hanno riferito che durante l'operazione per la "ricostruzione" e mettere l'impianto dell' AA hanno dovuto incidere nel diaframma.Vogliono tentare come ultima spiaggia la tracheostomia, vogliono provare a togliergli l'intubazione tra alcuni giorni, ora però ha avuto la febbre e la pressione bassa, lo sò che è stata un operazione dove la percentuale di chi arriva in sala operatoria è molto bassa, lo sò che non bisogna aspettarci tutto subito, cercando su internet non trovo nulla di interventi avvenuti e magari di pazienti come nelle sue condizioni. Potete dare un parere esterno?

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[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
leggendo quanto da Lei descritto e per quanto valutabile a distanza, si ha l'impressione evidente che i Sanitari che hanno in cura Suo Padre stanno affrontendo un caso drammatco e molto complicato (diabete, malattia neoplatica attiva, cardioparia ischemica, ecc) con estrema competenza, determinazione e tenacia.
[#2] dopo  
Utente 406XXX

Iscritto dal 2016
è vero hanno fatto di tutto son stati ottimi medici e ancora tutt'ora che è in semi intensiva lo tengono sotto stretto controllo, è sveglio e cosciente, non è stata necessaria la tracheostomia, stà iniziando a mangiare, però la febbre persiste, speriamo bene. Grazie per la cortese e per la cellere risposta