Utente 264XXX
Mio padre ha 60 anni e da circa 6 mesi ha scoperto di avere un tumore tra corpo e coda del pancreas. La massa è grande 5 cm circa ed ha formato metastasi sulla costola e sul fegato, e non si è fermata nonostante la chemioterapia. Mio padre era una persona molto attiva, lavorava 7 giorni su 7, era in continuo movimento, ed ora essere costretto a letto da una chemioterapia molto forte (ora segue il Protocollo Napoli 1) incide notevolmente sul suo umore, rendendolo insieme triste e costantemente agitato.
Mi domandavo se, in questi casi, fosse lecito l'utilizzo di sostanze come la cannabis o la marijuana, per lenire ansia e disturbi dell'umore. Purtroppo non pare rispondere alla chemioterapia, perciò pensavo che l'uso di queste sostanze potesse dargli quella tranquillità che nemmeno gli psicofarmaci riescono a dargli.
Io non ho mai fumato una sigaretta in vita mia, figuriamoci quello che comunemente si chiama "spinello" o "canna", quindi non ho idea degli effetti che abbia, ma vorrei sapere se queste sostanze possono essere usate e prescritte a livello medico per indurre uno stato di tranquillità e di diminuzione del dolore, fisico e psicologico. può dunque avere effetti positivi nel trattamento di un paziente, ahimé, quasi terminale?
Grazie.
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Prof. Giorgio Enrico Gerunda
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Gentile signore sfortunatamente il tumore al corpo coda pancreatico non risponde bene alla chemioterapia, poi viene per la sua sede scoperto tardi e quindi da luogo a disturbi gravi ed ingravescenti. Io penso che suo padre sia seguito dalla Oncologia di Agrigento ed in quella sede c'è senza dubbio il centro per il controllo del dolore in campo oncologico. In quella sede si faccia consigliare su quali farmaci è più conveniente dare per alleviare i dolori ed incidere il meno possibile sulla coscienza, fin tanto che è possibile. Purtroppo tra un pò si dovrà passare alla morfina e a dosaggi crescenti. Quindi faccia seguire il papà da quei medici. cari saluti