Utente 429XXX
Ho 45 anni, sesso maschile, e soffro da circa 20 anni di coxartrosi bilaterale idiopatica (o congenita).
"Purtroppo", dopo anni di varie terapie conservative, ora sono diventate molto severe, e devo sottopormi a intervento di protesi, in quanto sembra che siano troppo consumate per le terapie conservative anche di ultima generazione.
Si leggono molte cose (soprattutto in internet), e ho fatto parechie visite specialistiche (nelle quali ovviamente ogni chirurgo ha dato il suo parere), ma cortesemente vorrei un ulteriore parere su quale "tipo" di protesi è o sarebbe più consigliata fra la protesi cosidetta mininvasiva e la protesi di rivestimento, che ovviamente presentato rispettivi vantaggi e svantaggi o problematiche.
Grazie sentitamente.
[#1] dopo  
Dr. Nicola Fredella
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E' difficile consigliare un tipo di impianto senza avere una visione del paziente degli esami radiografici.
Le protesi di rivestimento comunque hanno dato negli anni diversi problemi in particolare legate all'accoppiamento metallo-metallo che in una persona giovane io sconsiglierei.
[#2] dopo  
Utente 429XXX

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Risposta "essenziale" ma direi molto chiara ed estremamente veloce.
Mi permetto di chiedere ancora un'informazione, utilizzando sempre termini "semplici" e magari "impropri"...
Oltre ai problemi dovuti all'accoppiamento metallo-metallo (con conseguente "dispersione" nel corpo di "elementi di metallo") sembra ci siano problemi dovuti anche alla "reazione" necrotica (?) dell'osso sotto al rivestimento, che a volte può mal tollerare la riduzione che viene fatta per inserire lo stesso rivestimento.
Mi confermate ciò?
Quindi è vero che, oltre ai rischi della "dispersione di elementi di metallo", anche la vita media attesa (ovviamente alle conoscenze attuali) di tali protesi risulta inferiore alle protesi "minivasive", e la percentuale di revisione di tali protesi è significativamente maggiore?
Se vero, sembrerebbe che ci siano due grossi svantaggi nella protesi di rivestimento, contro il solo vantaggio di mantenere il fisicamente la testa dell'omero (che personalmente giudico comunque non indifferente, anche legato alla possibilità che in un futuro non lontano la medicina consenta ulteriori terapie "rigenerative", che penso sarebbero più semplici se la testa dell'omero fosse presente).
Viene da pensare perché viene ancora effettuata o consigliata (anche se è chiaro che ci possono essere dei casi specifici)?...
Di nuovo grazie per la cortesia e la professionalità.
[#3] dopo  
Dr. Nicola Fredella
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Il problema della necrosi dell'osso è relativa e la percentuale di casi non è cosi elevata.
quando si procede ad una prtesizzazione non c'è nessuna popssibilità di ritornare indietro; pertanto anche se conservano (e peraltro molto parzialemente) la testa del femore non avrà mai nessuna speranza di tornare senza protesi qualsiasi sia l'evoluzione della medicina rigenerativa.
Dal punto di vista della sopravvivenza i risultato sono leggermente inferiori ma le casistiche piu grandi si fermano ad una valutazione a 10-15 anni mentre nelle protesi tradizionali si hanno follow-up a 25 anni.