ansia  
 
Utente 434XXX
Salve, sono una studentessa di 19 anni e frequento il primo anno all'università. premetto che soffro di intestino irritabile e pancia gonfia, ma la cosa non mi ha mai creato problemi fino all'anno scorso. Capito' che un giorno a scuola, la pancia iniziò a fare rumori, come gorgoglii o il sentire proprio il passaggio di aria in modo rumoroso. Da quel momento iniziò la mia fissa e timore che questa "pancia rumorosa" potesse crearmi imbrarazzo tra le persone. Ogni volta che penso a questo mio problema la pancia mi comincia a brontolare, specialmente nelle situazioni di silezio (a scuola come in cinema). Appena cala il silenzio (in qualsiasi situazione mi trovi, basta che ci sia silenzio) la pancia mi comincia a brontolare. La questione è diventata come un circolo per me:provo ansia per la pancia, anche se so che è proprio questa che mi provoca i tanti indesiderati rumori,dovuti proprio all'ansia stessa,ma non so come smettere di pensare a ciò. Inoltre la questione sta avendo ripercussioni a livello sociale, all università non mi siedo davanti assieme ai miei compagni ma rimango sola in fondo, lasciando dello spazio tra me e le persone,non riesco a studiare in biblioteca per l'eccessivo silenzio, anche il semplice andare a casa di qualcuno (magari qualche amica) mi è impossibile, o il mangiare con persone in posti che non siano rumorosi (in questi momenti appena avverto il rumore inizio a mangiare in fretta, il che mi porta ad accentuare il problema dell aria). Per non dire che la situazione si accentua ancor più quando sono sotto stress, come in un esame. Tra l'altro ho uno stesso "circolo ansioso" anche quando faccio i prelievi di sangue o vaccini; una volta capito' che svenii e da quel momento ogni volta ho l'ansia non del prelievo o vaccino di per se, ma di svenire.... il che fissandomi solo su quella cosa mi procura ansia ed a effettivamente svenire. Cosa posso fare? Vi ringrazio.
[#1] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro
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Cara Utente,

è vero che la tensione può provocare vari sintomi a livello intestinale, e se lei è una persona ansiosa questa può essere una delle modalità con le quali si esprime il suo malessere, ma è anche vero che in questi casi è bene sottoporsi prima di tutto ad accertamenti medici per inquadrare la situazione a livello fisico.

Forse la sua alimentazione non è adeguata, forse la flora batterica è poco equilibrata, forse soffre di intolleranze e non lo sa.

Ha indagato da questo punto di vista?
[#2] dopo  
Utente 434XXX

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Gentile Dr. ssa Flavia Massaro,
la ringrazio per avermi risposto e in così poco tempo. Ho fatto gli esami delle intolleranze alimentari come celiachia e il breath test per il lattosio, e non è risultato nulla. Devo dire che (a mio parere) seguo una dieta piuttosto equilibrata, prediligo verdure, frutta, carni bianche, e pasta (no cibi fritti,o cioccolato, non fumo e non bevo alcool). Il medico di base mi aveva precedentemente prescritto Simecrin contro il meteorismo ed un altro medicinale di cui purtroppo non ricordo il nome per l'intestino, e un integratore sempre per l'intestino, e devo dire che non ho riscosso cambiamenti. Sono più convinta della relazione psicologica, poiché l'anno scorso il problema si era presentato per circa 5-6 mesi e poi era scomparso, presentandosi solo in pochi casi (in uno stress come quello dell esame di maturità per esempio mi aspettavo di avere molti problemi ed invece nulla). Quest anno a settembre durante una lezione all università mi è capitato di nuovo di sentire brontolii e da li la storia è ricominciata di nuovo.
[#3] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro
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La componente psicologica può essere presente contemporaneamente ad eventuali cause organiche/alimentari: il fatto che lei ora provi forte imbarazzo al pensiero di attirare l'attenzione su di sè con rumori involontari poco gradevoli è frutto di ansia anticipatoria, che la conduce ad evitare tutte le situazioni che considera a rischio, ma questa paura è nata dalla presenza di un fenomeno intestinale che magari non è legato solo alla tensione.

Le suggerisco prima di tutto di approfondire la questione dal punto di vista medico e poi di considerare anche di rivolgersi ad uno psicologo per farsi aiutare sul fronte dell'ansia.

Per offrirle una prospettiva diversa sulla sua situazione sposto il consulto nel sezione delle Medicine Non Convenzionali, dove può ricevere indicazioni su altri tipi di test e analisi rispetto a quelle prescritte "canonicamente", che ha già effettuato.

Un caro saluto,