ansia  
 
Utente 318XXX
Ultimamente da quando sono venuto a conoscenza della possibilità che potrebbero insorgere lesioni delle arterie ruotando il collo mi trovo in ansia costante ogni volta che inavvertitamente ruoto il collo in modi strani ad esempio ero chinato con il busto e ho ruotato il collo verso sinistra verso il soffitto non in modo brusco ma in modo non fisiologico credo, da qui come ogni volta l'ansia terribile di esiti disastrosi, mi domandavo perciò quanto sia il rischio reale e se possa succedere anche per rotazioni non brusche, vivo con quest'ansia costante da giorni, e fosse per e mi recherei ogni volta in pronto soccorso per fare un ecodoppler, come posso affrontare la situazione? Oltretutto sono soggetto a somatizzare quindi spesso mi capitano parestesie o dolorini diffusi quando ho queste paure. Vi ringrazio, scusate l'insistenza
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Gentile utente,
credo che la sua ansia stia per tracimare.
E' quella che deve curare da uno specialista con i giusti farmaci, non le arterie del collo. Alla sua età.
Buona domenica,
Dott. Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 318XXX

Iscritto dal 2013
Lei che percorso mi consiglia di intraprendere? Sono consapevole di aver dei problemi, ad esempio mi metto dopo questi episodi, a riprovare il movimento per vedere e capire se realmente ho fatto una rotazione pericolosa, ma ogni volta che riprovo a "Riemulare il momento" anche se in modo molto delicato, ritorna l'ansia medesima di essermi danneggiato qualcosa nel collo, è un circolo vizioso, questo come altre patologie, ammetto che non riesco a trovarne pace.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Gentile Utente,
lei è affetto da un Disturbo Ossessivo Compulsivo.
E' una Patologia come tante altre, di cui non vergognarsi e da curare perchè deteriora la qualità di vita.
Non esiti ad affidarsi al più presto ad uno psichiatra autorevole, esperto ed onesto, per ottenere la terapia farmacologica con cui, in tutta sicurezza, queste forme possono venire risolte nel giro di 1 mese.
Il percorso psicopterapeutico potrà essere affiancato alla terapia farmacologica quando starà meglio: adesso la priorità è intervenire rapidamente su una sintomatologia che la paralizza, ovviamente in senso metaforico.
Carissimi saluti,
Dott. Caldarola.