Utente 437XXX

Buongiorno,

Ho 48 anni. Spiego il mio problema:
Nell'ottobre del 2005 ho subìto un intervento di simpaticectomia bilaterale T2-T4, per iperidrosi palmare e ascellare. Ho firmato un consenso riguardante l'eventualità di dover sgonfiare i polmoni in caso di necessità. Due sonde sono state inserite sotto le ascelle e due anche nella zona toracica, all'altezza delle areole. Cosa, quest'ultima, della quale non ero stato informato.
L'intervento mi era stato descritto, da chi mi ha operato, come una passeggiata di 40-50 minuti e, invece, è durato circa quattro ore. E pensare che, pochi giorni prima, un collega di questo chirurgo mi stava dicendo che in quell'ospedale non era mai stato fatto un'intervento di questo tipo, ma è stato subito zittito. Alla luce dei fatti, mi sembra di essere stato usato come una cavia.
Dopo l'operazione ho sempre lamentato dolori nella zona dell'intervento, nella parte posteriore. Sono tornato dal chirurgo che mi ha detto che, sicuramente, il dolore lo avevo già da prima. Assurdo!
Il dolore è continuo e la situazione diventa critica quando comincio a sentire come delle punte di lama che pungono quella zona. Il dolore è così forte che mi fa male anche il torace e provo nausea. Sono costretto persino ad accorciare la lunghezza del respiro a causa di questo dolore. Purtroppo succede troppo spesso e in questi casi non riesco a mantenere la posizione eretta e devo sdraiarmi. Dopo diverse decine di minuti, o qualche ora, comincio a sentire un miglioramento. Mi hanno anche riconosciuto un'invalidità del 46% .
Naturalmente mi sono attivato fin dall'inizio per trovare una soluzione. Ho fatto vari esami come RMN, RX, TAC, potenziali evocati, visite ortopediche e neurologiche. Nei primi mesi dopo l'intervento ho anche contattato un chirurgo che eseguiva questo tipo di intervento. Era di un'altra città e, quindi, i contatti erano solo telefonici. Quando gli ho spiegato il mio problema, mi ha consigliato di fare dei cicli trimestrali di Gabapentin associato a punture di un farmaco di cui non ricordo il nome.
Ho fatto due o tre cicli di questa terapia, senza risolvere il problema. Negli anni ho preso anche il Lyrica, ma l'esito non è stato quello sperato. Ho anche assunto svariati antinfiammatori e antidolorifici per periodi dai dieci ai trenta giorni. Non ho risolto.
Devo aggiungere, per completezza, che l'intervento mi ha risolto solo il problema palmare e poco quello ascellare. In particolare, l'ascella sinistra suda più di quella destra. Inoltre, quella che mi era stata descritta come una fase compensativa transitoria, in realtà dura fino a tutt'oggi. Infatti, 11 anni dopo l'intervento, soprattutto durante i mesi caldi, sudo tantissimo all'altezza di torace, addome, schiena e inguine. Cosa che non mi succedeva prima dell'intervento.
La medicina tradizionale non mi ha aiutato.
Spero che esista una via d'uscita alternativa.

Cordialmente.

[#1] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Gentile Utente,
il suo disturbo è sicuramente grave ed invalidante e anche se di difficile trattamento non escluderei un tentativo con un collega esperto in discipline non convenzionali.

Cordialmente.
[#2] dopo  
Utente 437XXX

Iscritto dal 2017
Grazie dottore.

Pensa quindi che io possa ricorrere all'agopuntura o ad altro?

Cordiali saluti
[#3] dopo  
Utente 437XXX

Iscritto dal 2017
Grazie dottore.

Pensa quindi che io possa ricorrere all'agopuntura in particolare?

Cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Si, l'agopuntura unita ad una cura omeopatica/omotossicologica potrebbero aiutarla;
ripeto che è difficile ma un tentativo al suo posto lo farei.
Cordialmente.
[#5] dopo  
Utente 437XXX

Iscritto dal 2017
Grazie ancora.

Cordiali saluti.