Utente 251XXX
Gentile Dottore,
Ho 42 anni, sono affetta da tiroidite di Hashimoto ( curata con Eutirox 75) e da menopausa precoce (non su base autoimmunitaria) curata con Menorest 75 e Progeffik 200.
Da diversi anni mi sottopongo alla vaccinazione antinfluenzale ma, quest’anno, un farmacista particolarmente scrupoloso, mi ha sconsigliato di farla, perché, a suo avviso, non è appropriata per un soggetto come me affetto da autoimmunita’.
Mi ha consigliato di valutare attentamente il rapporto rischio-beneficio, cosa per me piuttosto difficile, considerato che posso senza dubbio conoscerne i vantaggi ( prevenzione della malattia e riduzione delle complicanze in caso di contagio), ma non i rischi. Che cosa mi consiglia di fare ?
Non mi sembra che la somministrazione del vaccino negli anni passati mi abbia arrecato particolari problemi ( semplicemente perché non ho riscontrato effetti collaterali). Oltretutto ci sono in commercio tre diversi tipi di vaccino :
- Vaccino contenente solo gli elementi superficiali del virus ( a subunita’)
- Vaccino costituito da virus frammentati (split virus)
- Vaccino a subunita’ potenziato (adiuvato con MF59e virosomiale).

Quale sara’ il piu’ adatto al mio caso ?

La ringrazio anticipatamente per il suo prezioso aiuto.


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[#1] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Le considerazioni prudenziali si basano sul ragionamento: l'autoimmunita' e' un sistema che "lavora troppo" e attacca quello che non dovrebbe; se noi vacciniamo, lo faremo lavorare ancora di piu', chi lo sa cosa succede. Teoria del "non provocare il cane cattivo".

Nella medicina scientifica, piu' del ragionamento pesa sempre l'esperimento, che nel suo caso suggerisce l'innocuita' della pratica vaccinale.

Ma anche a livello teorico, la tiroidite indica un malfunzionamento episodico del sistema immunitario; se la vaccinazione assomiglia a un virus, allora si confonde con tutti i virus che tutti i giorni entrano nell'organismo e vengono gestiti senza per questo riacutizzare ogni volta l' Hashimoto. Tanto piu' che la vaccinazione normale non e' particolarmente aggressiva, prova ne sia che per i non-responders si e' ritenuto opportuno prepararne una adiuvata.

Semmai sarebbe la virosi influenzale a essere immunologicamente piu' stressante per l'organismo (perche' invece di una manciata di virus o di antigeni, deve contrastare una moltiplicazione sistemica di germi).

Paradossalmente resta in piedi il discorso opposto, cioe' quanto sara' veramente efficace la vaccinazione rispetto ai ceppi circolanti.