Utente 167XXX
Gentilissimi Medici,
da circa un anno mio fratello presenta una formazione sottocutanea di dubbia entità.
Inizialmente trascurata/minimizzata dal medico curante e da vari dermatologi, la formazione si è progressivamente accresciuta mutando consistenza da molle a solida, procurando sporadiche fitte e creando torpore ed insensibilità costante nella zona interessata.
Mio fratello ha 20 anni, è alto 1,85 m e pesa circa 100 kg, nessuna patologia.
Questa la recente storia clinica:

Ecografia datata 23/2/08:
"La tumefazione clinicamente evidente in corrispondenza della radice della coscia sx appartiene al tessuto adiposo sottocutaneo, presenta margini ben delimitabili, minima vascolarizzazione intralesionale, ecostruttura ipoecogena omogenea come per formazione lipomatosa; i suoi diametri attuali sono di 53x16x30 mm circa."
(Piccola nota: il medico consigliò a suo tempo di considerare un eventuale intervento chirurgico ambulatoriale solo a seguito di una seconda ecografia da effettuarsi da lì a 6 mesi.)

Visita dermatologica datata 03/11/08 (perdonate eventuali imprecisioni o incoerenze ma la calligrafia è pessima da decifrare):
"Intumescenza sottocutanea delle dimensioni del palmo di una mano di adulto soda al tatto riferita in accrescimento e valutata in data 23/02/08 quale formazione lipomatosa. Di consistenza dura, a margini ben distinti, ipomobile sui piani profondi, indolente. Nessuna alterazione della cute soprastante. Il paziente riferisce peggioramento rispetto ad un precedente controllo. Nel sospetto di una forma discariocinetica si consiglia RMN dell'arto, prima di procedere ad una rimozione chirurgica preceduta eventualmente da agobiopsia."

Risonanza magnetica datata 15/11/08:
"Esame condotto con sequenze SE e TSE, pesate in T1 e in T2, su piani di scansione assiali, sagittali e coronali. In corrispondenza della radice della coscia sul versante esterno, nel contesto del sottocutaneo, in contiguità con il tratto ileo-tibiale, si apprezza un processo espansivo solido ovalare del diametro trasverso di circa 68 mm, a media intensità di segnale in T1 e medio-alta disomogenea in T2, come per componente connettivale; necessaria verifica cito-istologica".

A tutt'oggi la corona di medici a cui è stato sottoposto il nostro caso è incerta sulla natura della massa.
Ci consigliano di affrettare i tempi e ci mettono in contatto con vari primari, consigliano di valutare l'idea di effettuare l'intervento di rimozione in un centro specializzato a Milano (specializzato in cosa, non si sa) poiché la massa è più estesa e radicata di quanto pensassero, e perché si va espandendo.
Si limitano ad assumere un atteggiamento allarmistico e chiudersi in silenziose ed incomprensibili riserve, liquidandoci con un laconico "potrebbe non essere nulla come potrebbe essere qualcosa di peggio, noi non lo sappiamo".
Ad oggi attendiamo l'esito dell'esame istologico appena effettuato, esito che impiegherà la bellezza di 2 settimane ad arrivare.

Ciò che chiedo a voi, gentili medici, non è una diagnosi, ma semplicemente un vostro parere, basandovi sulla casistica e sulla vostra indubbia esperienza.
Alla luce degli elementi che vi ho fornito, e visto che nessuno ha osato esprimersi in maniera esplicita, vi prego cortesemente di aiutarmi a capire cosa dobbiamo prepararci ad affrontare, e di non limitarvi a suggerire di attendere l'esito della biopsia, poiché di questo sono perfettamente cosciente.
Qualsiasi suggerimento su specialisti, procedure, sperimentazioni, cure e tutto ciò che possiamo iniziare a valutare - al di là dell'attesa - sarà ben gradito.

Ringraziandovi anticipatamente per la vostra cortese attenzione, attendo fiduciosa qualche onesto parere.
[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Gentile utente,

trattandosi di lesione rilevabile clinicamente, la visita per esprimere un giudizio ad integrazione degli
esami strumentali è di fondamentale importanza.

Pertanto il nostro contributo non potrà che essere insoddisfacente per Lei: ma questo è il limite dei consulti tramite Internet.

Del resto come si potrebbe aggiungere ulteriore contributo se i numerosi specialisti che ha consultato non sono stati ancora in grado di formulare una diagnosi ?

Mi permetto di aggiungere che se fosse un mio familiare,
per le caratteristiche clinico-strumentali e velocità di crescita della lesione, accetterei l'indicazione chirurgica anche se l'agiobiopsia dovesse risultare negativa.

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 167XXX

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Gentilissimo dottor Catania,
la ringrazio per la cortese attenzione ed apprezzo la sua onesta e professionale reticenza, visti i scarsi elementi che avevo potuto fornire.

Alla luce del risultato dell'agobiopsia pervenuto stamani, vorrei che mi aiutaste a capire di cosa si tratta in maniera più precisa.

Questo che vi riporto è il referto istologico completo:

Materiale:
Agobiopsia coscia sn
Notizie cliniche:
lesione solida ovalare, ipoecogena poliobulata a margininetti riccamente vascolarizzata.

Macroscopica:
1 frustolo e 1 esile frustolo
(CL)

Diagnosi:
Frustoli interamente lesionali costituiti da proliferazione di cellule mesenchimali fusate prive di atipie organizzate in lunghi fasci occasionalmente ondulati. Questi elementi mostrano immunoreattività per vimentina,actina muscolare liscia ed occasionalmente per proteina S-100; basso indice proliferativo (ki-67). Reperto compatibile con neoplasia mesenchimale benigna verosimilmente ad origine nervosa periferica (neurofibroma?). In considerazione delle dimensioni della lesione una diagnosi più accurata è raggiungibile con l'esame istopatologico convenzionale completo.


Tutto ciò che siamo riusciti ad intuire è che si tratta di una formazione di natura benigna che interessa probabilmente la zona nervosa (questo spiega forse torpore ed insensibilità della zona interessata?).
Ovviamente scartabellare pagine web mediche (o presunte tali) mi ha portato solo ad una gran confusione, ma del resto i medici non sono molto loquaci dalle nostre parti.

Ciò che mi chiedo è se tale formazione sia di natura genetica o traumatologica (anche se mio fratello non ricorda di aver subito traumi nella zona interessata), se può degenerare in formazione maligna e se l'asportazione chirurgica (ormai prossim) sarà effettivamente benefica, poiché c'è chi sostiene che talvolta gli interventi chirurgici possano precipitare la trasformazione della massa in maligna.
Qualcuno potrebbe gentilmente illuminarmi sulla casistica di tale patologia?

Ringraziandovi di nuovo per la cortese attenzione, rinnovo i miei più cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania
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