Utente 198XXX
Gentili dottori, vi chiedo di aiutarmi a capire cosa mi sta succedendo.
Sono un chimico che lavora da circa da 5 anni in laboratorio di analisi metalli pesanti.
Da diversi mesi ho molti problemi legati soprattutto a sintomi come capogiri,forte nausea,diarrea,mal di testa e stati di agitazione e angoscia.
Inizialmente mi fu detto che poteva trattarsi di emicrania vestibolare associata a stati ansiosi.
Affrontata la cura per ciò non ho avuto particolari miglioramenti.
Si pensa che i miei disturbi siano legati a una piccola forma depressiva, ma sinceramente non ho pensieri negativi o sintomi caratteristici se non quando penso che ormai non riesco più a capire come stare bene.

Volevo chiedervi se è possibile che il mio stato di salute potrebbe essere la conseguenza della esposizione continua a questi metalli (lavorando con icp-ms e aas non sempre con aerazione adeguata), e quali esami mi possono permettere di capire con certezza la eventuale esposizione o meno a queste sostanze tossiche.
Attualmente assumo cipralex 10mg e flunagen 5mg da 4 mesi e al bisogno tranquirit 5 gpcce,trattando come vedete un eventuale depressione..continuo ad avere diarrea quasi turti i giorni e mal di testa...a tratti capogiri seguiti da angoscia (non agitazione).
Spero possiate aiutarmi sono veramente preoccupato.
Vi ringrazio infinitamente.
[#1] dopo  
Dr. Gilberto Marcello Boschiroli
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Buon giorno,
i sintomi da Lei descritti non quelli di una intossicazione da metalli pesanti. Del resto è molto difficile che in un laboratorio di analisi si possano raggiungere livelli di esposizione tali da costituire un rischio per la salute.
L'emicrania diagnosticata non si cura tanto facilmente, occorre tempo e recidiva spesso.
Se tuttavia vuole essere più sicuro consulti Il Responsabile Del Servizio di Prevenzione e Protezione dell'azienda (RSPP, può essere anche un consulente esterno) anche tramite il suo rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza (RLS), chiedendo quali sono gli agenti chimici a cui può essere esposto e che valutazione del rischio è stata fatta.
Può chiedere anche al medico aziendale i risultati degli accertamenti sanitari effettuati. Se non fa visite mediche e esami in azienda vuol dire che il rischio è irrilevante per la salute.
Sulla base degli agenti chimici (metalli pesanti) individuati può comunque richiedere al suo medico di fiducia di eseguire i controlli tossicologici su sangue e urine per verificare il livello di dose interna e quindi se c'è stata una intossicazione.
Da quanto dice mi sembra proprio tuttavia che siano soldi sprecati.

Cordialmente,
[#2] dopo  
198144

dal 2018
Gentile dottor Boschiroli,
Anzitutto grazie per la sua risposta.
Per quanto riguarda gli accertamenti sanitari, l azienda provvede annualmente ad analisi di routine, ma a meno che non ci sia un intossicazione acuta dubito si possa riscontrare qualcosa di anomalo da semplici analisi del sangue /urine,giusto?
L eventuale esposizione a sostanze tossiche non si valuta anche in relazione al tempo di esposizione?
Consideri che io lavoro circa 40 ore a settimana a 30 centimetri da uno strumento che analizza praticamente tutti i metalli e con soluzioni standard concentrate, per di più con un sistema di aspirazione di dubbia efficacia...per non dire insufficiente.
Eventualmente volessi approfondire un mineralogramma potrebbe essere utile ? O mi consiglia altri tipi di indagini?
Grazie mille.
[#3] dopo  
Dr. Gilberto Marcello Boschiroli
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CINISELLO BALSAMO (MI)
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Come Le ho già detto, senta il medico aziendale, si faccia avere l'elenco dettagliato dei possibili agenti e chieda se sono stati fatti test tossicologici specifici di monitoraggio biologico per valutare la dose effettivamente assorbita.
Se tali test non sono stati fatti, può richiederLi, a Suo carico, tramite il Suo medico di fiducia.
Può richiedere al RSPP la valutazione del rischio specifico di esposizione a agenti chimici della Sua mansione.