Utente 152XXX
Sono Paolo di Arezzo. Ho 48 anni. Circa sei mesi fa mi è stato diagnosticato l'induratio penis plastica con incurvamento del pene verso il basso e lateralmente a sinistra dovuto alla formazione di una fibrosi molto significativa alla base del pene, il tutto sembra dopo aver subito un infarto del miocardio con applicazione di stent qualche mese prima. Data la compattezza e l'estensione della fibrosi ho enormi difficolà nel rapporto con mia moglie data l'incurvatura anomala ma sopratutto la mancanza di erezione, o erezioni di brevissimi istanti che rendono il rapporto molto mortificante per entrambi.Mi è stato detto che,data la situazione devo ricorrere alla riposizione di due protesi del tipo semirigide da impiantare nei corpi cavernosi.(a parte le complicanze post-impianto che non sono state escluse), il mio più grande rammarico e forse il più mortificante e di non essere in grado di potermi permettere la spesa dell'operazione che, in primis presso una clinica specialistica privata Milanese sarebbe di decine di migliaia di euro, ma non tanto meno costosa sarebbe, presso una Azienda Unità Locale Socio-Sanitaria in Veneto, ciè nell'ambito del servizio sanitario nazionale, di cui lo stesso primario del reparto Uro-andrologico mi ha descritto come uno dei pochi centri di riferimento proprio per il mio problema in Italia, ma comunque, inevitabilmente, l'intervento può essere effettuato solo in "Libera Professione in Regime di Ricovero" cioè a mie spese ma presso l'unità ospedaliera, e non c'è possibilità di rimborsi.C'è un'altra, e non piccola difficoltà; per quest'anno il Budget di questo Ospedale Reginale-Nazionale non prevede l'aquisto di altre protesi, tanto da essermi offerto data la cifra abbordabile eventalmente di comprarle personalmente.
Scusate la sfogo ma alla mia età penso di aver ancora diritto ad un buono e completo rapporto sessuale e che sia sopratutto soddisfacente per mia moglie.
Per cortesia mi sapreste indicare una soluzione?
Per il discorso post-chirurgico ci sono effettivamente dei rischi?
Mi hanno detto, possibili rotture delle protesi con inevitabile nuovo intervento;
qualche difficoltà nel riabilitare il pene al rapporto dopo l'intervento e la semirigidità delle protesi che indurrebbe ad avere qualche problematica nella postura del pene stesso negli indumenti intimi.In poche parole si aggiusta da una parte ma si rompe dall'altra. Scusate la battuta
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[#1] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore 15277,


le soluzioni proposte per il suo problema sembrerebbero sostanzialmente adeguate tenuto conto della sua situazione di partenza, placca,incurvamento, arteriopatia,esiti di IMA.
La soluzione "milanese" è tipicamente milanese.
Oggi ho controllato un signore,65 enne, di Siena con problemi analoghi ai suoi, operato 10 giorni orsono. Assolutamente non ha dovuto spendere più di 4000 E.
Ho avuto modo di operare anche alcuni suoi concittadini e non c'è mai stato problema.
Non conosco centri di riferimento per la IPP in Veneto !!!
Mi sembra un po' una "sparata" primariale.
vada su www.andrologia.lazio.it e magari mi contatti
cari saluti

[#2] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
la terapia chirurgica della IPP viene riservata solo a quei pazienti con malattia stabilizzata (da almeno sei mesi-8 mesi-1 anno)) nei quali la curvatura è tale da compromettere la funzione sessuale (penetrazione in particolare).
Gli interventi di plastica ricostruttiva sono essenzialmente di due tipi:
1) Interventi di raddrizzamento senza escissione della placca. Gli interventi di semplice raddrizzamento prevedono la creazione di una trazione controlaterale a quella esercitata dalla placca e quindi un accorciamento del lato convesso del corpo cavernoso, con il fine di renderlo simmetrico al controlaterale.
2) Interventi di escissione della placca che viene sostituita con vari materiali a seconda della tecnica.
Qualora sia presente un deficit erettile irreversibile il trattamento chirurgico prevede il posizionamento di una protesi peniena.
Posso condividere il Suo stato d'animo, ma non entro volutamente nel merito della questione economica legata al trattamento che Le è stato consigliato. Non ritengo sia di certo una questione di Primari. Non è nemmeno una questione di capoluoghi di provincia. Nemmeno infine di cifre sparate tanto per spararle.
Io ne faccio semmai, se proprio vogliamo dirlo, una questione di risultati, e quindi vorrei solo discutere di professionalità, capacità, esperienza nel particolare tipo di intervento.
Purtroppo, invece, sono convinto che il reale problema sia solo politico. Il Sistema Sanitario Nazionale dovrebbe includere nel prontuario anche questo tipo di trattamento chirurgico. Ecco la verità. Il punto è questo. Non occorre discutere o raffrontare onorari professionali, io credo che se Lei cerca bene potrebbe trovare al limite un Chirurgo che La opera magari anche gratis...
Lei vive ad Arezzo. Provi a consultare uno dei Centri di Eccellenza in campo Andrologico quale quello di Pisa. Potrebebro darLe nuove od ulteriori informazioni.
Davvero affettuosi auguri e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#3] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

il Centro Andrologico di Eccellenza di Pisa si interessa solo di Endocrinologia e manda tutti i pazienti a farsi operare a Milano, a Roma ed altre Città ( o Chirurghi)
Il Centro Urologico di Pisa, è sicuramente un BUON centro, credo che nessun andrologo chirurgo o urologo italiano lo potrebbe definire di Eccellenza, e credo abbia grossi problemi a ricoverare ed operare un paziente con un impianto endocavernoso con il SSN
[#4] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
è un mio parere personale sia chiaro.
Considero il Centro Pisano davvero uno dei punti di forza dell'Andrologia Italiana e forse non solo italiana.
Di certo hanno dei canali preferenziali, sicuri e comprovati dal punto di vista professionale, ai quali indirizzare i pazienti che giungono alla Loro osservazione. Ed è proprio questo che vogliamo no?
Altrimenti Le avrei detto Università di Torino, Milano, Trieste, Roma, Perugia, Napoli...tutti dotati di Centri di Eccellenza Andrologica, chirugia compresa.
Non ho detto che sicuramente potranno risolvere il Suo problema, ma ascoltare un altro parere professionalmente validissimo e concreto non credo sia superfluo. Chissà quanti pazienti nelle Sue condizioni e con le Sue stesse esigenze saranno transitati nei loro ambulatori.
Ripeto è una mia considerazione personalissima. Ma ci tenevo a darglieLa. Poi ovviamente è Lei che decide.
Affettuosi auguri per tutto e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO

[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore
visto il suo problema e che lei scrive da Arezzo perchè non prova semplicemente a contattare una struttura aretina come la divisone urologica della sua città. Potrebbe eventualmente chiedere del dr Papini, anche facendo il mio nome.
Un cordiale saluto.