Utente 193XXX




buongiorno mi chiamo paola ho 29 anni e sono della provincia di pavia e le scivo per avere un consulto da parte sua perche' sono in una situazione disperata:
nel 2004 mi hanno diagnosticato una cisti endometriosi all'ovaio destro sono stata operata in laparoscopia ; il ciclo mestruale e' sempre stato abbondante ugualmente con emoraggie e di durata 8 giorni.
nel 2005 ho subito un raschiamento per diminuire l'endometrio e non ho risolto niente. a gennaio di quest'anno ho cominciato la cura con il metforal perche' mi hanno detto che potevo avere problemi di metabolismo e ad oggi sono ancora qui con un ciclo abbondantissimo e dolori fortissimi che mi costringono a prendere 3 aulin al giorno
n.b. dal 2004 a oggi sono ingrassata 15 kg !!!!!!!!!! cosa posso fare? confido in una sua risposta in merito ed eventualmente fissare un appuntamento con lei.
grazie e cordiali saluti.
paola


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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Ragozzino
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Gentile Utente,
la descrizione clinica riportata appare ampiamente incompleta. In particolare, non riporta, gli esami ormonali, almeno i più recenti che ha eseguito, ne le eventuali terapie farmacologiche effettuate; anche della metformina (Metforal) non indica il dosaggio che assume.
Solo con indicazioni più particolareggiate sarà possibili dare un possibile primo giudizio clinico.
Saluti
[#2] dopo  
10161

Cancellato nel 2009


Egregia, il metforal è: INDICAZIONI Trattamento del diabete mellito di tipo 2 negli adulti, in particolare nei pazienti in sovrappeso, quando il regime alimentare e l'esercizio fisico da soli non bastano ad un controllo adeguato della glicemia.?L’endometriosi è considerata una malattia sulla cui origine si discute ancora, alcuni lavori la mettono in connessione con infezione da Chlamydia trachomatis, heat shock protein cHSP60, come virus, ed è dipendente dalla situazione ormonale e riconosce una predisposizione HLA. Entra quindi nell’asse HPA, Hypothalamic Pituitary Adrenal axis nelle sue funzioni, la PNEI, psiconeuroendocrinoimmunologia, producendo una disregolazione. Il tessuto adiposo non è più considerato un deposito, dove a mio piacimento, ci metto e ci levo, ma un organo endocrino che produce ben 26 proteine ad effetto endocrino, pertanto anche lui influisce sull’asse HPA. Anche la tiroide, ovaio, corpo luteo, utero, ghiandole surrenali fanno parte di questo asse, una disregolazione di ognuna di queste, produce una alterazione ad ognuna di queste, compreso il tessuto adiposo.Da qui inizia una alterazione della resistina, leptina, che fanno parte degli ormoni secreti dall’organo adiposo. La resistita, crea insulino-resistenza, con susseguente iperinsulinemia; la leptina interviene nella regolazione dell’assunzione del cibo, una sua alterazione, può creare una diminuzione del blocco di questa.Da qui inizia la sindrome metabolica: iperinsulinemia, insulino-resistenza, obesità,……..Lei è aumentata di 15 Kg. Le alterazioni vanno sempre considerate dall’inizio, per attuare una prevenzione, mai attendere che si sviluppi la patologia conclamata, una sua correzione risulterebbe molto più difficile.Pertanto, appena individuata l’iperinsulinemia, l’insulino-resistenza, va corretta, senza aspettare che si sviluppi la sindrome metabolica completa, con tutti i rischi che comporterebbe. Ma non solo anche qualsiasi alterazione dell’asse HPA, va corretto inizialmente, influenza l’endometriosi,La disregolazione dell’organo adiposo, causata anche da una infiammazione persistente, porta ad assumere una quantità di carboidrati superiore, i cibi assunti che se troppo ricchi in carboidrati, provocano un aumento della glicemia, per cui ne va calcolato il consumo giornaliero, calcolato in base al carico glicemico giornaliero, prodotto dai cibi assunti, in base al loro indice glicemico, infatti è proprio questo, che va a provocare l’insulino-resistenza e l’iperinsulinemia, che iniziano tutto il processo metabolico del soprappeso, creando anche l’alterazione della regolazione dell’assunzione del cibo. L’organismo non sa cosa noi mangiamo, conosce solamente quello che avviene successivamente all’assorbimento, il contenuto in glucosio, sali minerali e vitamine, microelementi, amminoacidi, contenuti nelle proteine; se questi elementi sono scarsi, crea nuovamente la necessità di assumere cibo. Nel caso in cui il glucosio sia eccessivo, deve produrre una quantità superiore di insulina, che fa entrare il glucosio nelle cellule, le quali, trovandone una quantità eccessiva rispetto alla loro esigenza, non solo lo depositano in grasso, ma chiudono i loro recettori dell’insulina, diventando insulino-resistenti; infatti la quantità eccessiva di glucosio che arriva è eccessiva e ritenuta tossica, glucotossicità, quindi chiudono l’arrivo. La continua assunzione di cibi con alto indice glicemico, persevera l’aumento della glicemia, le cellule hanno chiuso l’ingresso, l’organismo non ha possibilità di diminuire la glicemia, per cui deve per forza produrre una quantità superiore, per superiore la barriera dell’insulino-resistenza. In questo caso, l’iperinsulinemia, permette l’ingresso del glucosio nella cellula, che aumenta la sua insulino-resistenza; praticamente è un circolo vizioso. Inoltre l’insulina è un ormone che favorisce il deposito e l’aumento dell’assunzione del cibo.Questo è l’inizio del soprappeso, favorito anche dalla alterazione del tessuto adiposo, che deve essere considerato, non come un tessuto di deposito, ci levo e ci metto a mio piacimento, ma è un organo endocrino, che produce ben 26 proteine con effetto ormonale, fra cui anche molte proteine, citochine, che intervengono nel processo infiammatorio, nella regolazione della pressione arteriosa, nella regolazione del tono dell’umore e dell’assunzione del cibo. Quindi il tessuto adiposo come organo endocrino, che fa parte dell’asse HPA, Hypothalamic Pituitary Adrenal axis nelle sue funzioni, la PNEI, psiconeuroendocrinoimmunologia, quindi ha una grande influenza su tutte le ghiandole, soprattutto tiroide e gonadi.La disregolazione di questo organo adiposo, influisce anche sulla regolazione di ormoni che influenzano la regolazione dell’assunzione del cibo, che vengono secreti anche da questo. Leptina, adiponectina, resistita. Ma anche gli ormoni sessuali.La leptina influisce sui centri ipotalamici bloccando l’assunzione del cibo, la adiponectina protegge i vasi dall’insulto del tessuto adiposo stesso, la resistita, crea la resistenza delle cellule nei confronti dell’insulina, quindi del glucosio.L’organo adiposo, produce anche il Malonyl-Co-A, che è ritenuto uno dei maggiori regolatori dell’assunzione del cibo.Come vede l’organismo non conosce le calorie, la regolazione del disequilibrio dell’organo adiposo e di tutto l’asse HPA, può condurre ad alterazioni generali molto importanti, come lei ha constatato.L’intervento che deve essere applicato è il riconoscimento di tutti i componenti implicati, nella loro regolazione. In ogni momento si deve sapere esattamente cosa sta succedendo, per spiegare e trovare la soluzione giusta. Come vede, vi è una complessità nella sua problematica, che va accertata adeguatamente, per giungere ad una terapia effettivamente duratura, il metforal, non influisce assolutamente sulla sindrome metabolica.L’intervento deve essere effettuato nel ripristinare tutto l’asse HPA, regolando la produzione ormonale, certamente, non con sostanze chimiche o ormonali.
Saluti
moschinialberto@medicitalia.it

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