Utente 206XXX
salve, innanzi tutto grazie per la possibilità.
Sono un ragazzo di 30 anni, con rapporti fissi da quando ne avevo 21. negli utlimi mesi (ormai divenuti un paio di anni almeno) ho notato una riduzione SIGNIFICATIVA della spinta dell'eiaculazione.
Circa un anno e mezzo fa mi sono rivolto all'urologo che mi ha diagnosticato una "possibile" infiammazione della prostata. Ho eseguito gli accertamenti del caso (esame urine, sperma, palpazione prostata, ecografia addominale, ecc) che non hanno diagnosticato nulla di significativo. Cmq, essendosi intanto sovrapposto un pizzicore all'apparato urinario, ho fatto cicli di antiffiammatori (nimesulide supposte).
Sparito ogni pizzicore o bruciore, il problema della riduzione dello "schizzo" non si è mai risolto. In certi momenti mi sembra di avere una vera e propria occlusione e lo sperma, nella peggiore delle situazioni, "cola", nelle migliori arriva a 2-3 cm di distanza.
Mi sono rivolto allora ad uno specialista in urologia e andrologia molto apprezzato in zona che mi ha reintrodotto ad una serie di esami (andavano bene), mi ha diagnosticato una leggera infiammazione della prostata e mi ha prescritto una dieta povera di sostanze irritanti (alcool, caffè, cibi piccanti, ecc) e l'ausilio periodico di Serenoa Repens. Ho anche fatto un esame sull'intensità della spinta dell'urina. Non risolvendosi la cosa nel medio-lungo (non dico nel breve ) periodo ho richiesto allo specialista di essere sottoposto ad indagini più invasive. A seguito di una ecografia transrettale non si è evidenziato nulla di particolare, se non piccole calcificazioni che mi è stato detto essere irrilevanti.
A distanza di un anno il mio medico di famiglia mi ha consigliato un ulteriore ciclo con bactrim, aulin e supposte cortisoniche (mi si era ripresentato, occasionalmente, un pizzicore).
Onestamente mi sembra di essermi messo in un circuito senza fine di dieta/esami/apprensioni/antiffiammatori, ma senza raggiungere una soluzione a quello che sento come vero problema, la riduzione del getto dell'eicaulazione.
Ci sono esami differenti o specialisti ai quali potrei rivolgermi?

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[#1] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore 20679,

la sua situazione non è di semplice interpretazione. Andrebbe valutato se la modalità della eiaculazione sis modificata dopo le terapie prescritte.nella mia esperienza casi analoghi tendono a normalizzarsi anche spontaneamente senza particolari terapie
cari saluti
[#2] dopo  
Utente 206XXX

Iscritto dal 2006
salve,
la modalità dell'eicaculazione (se per modalità ben intendo con intensità) non è variata prima, dopo o durante la terapia, se non con lievi oscillazioni. Comunque non è MAI tornata ai livelli di un paio di anni fa.
[#3] dopo  
Dr. Roberto Mallus
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Gent.le utente,
data per scontata la diagnosi di prostatite,sappia che in assenza di sintomatologia la prostatite entra in una fase di qiuescenza nota come prostatite cronica catarrale.
Cioè la ghiandola è soggetta a ricadute iniammatorie da cui i giusti consigli dietetici e di vita che Le hanno già abbondantemente fornito i colleghi che mi hanno preceduto.
Il liquido seminale , arricchito di liquido prostatico, fooriesce durante l'eiaculazione e la florza flussimetrica con cui esce è in correlazione non solo alla fluidibilità del liquido prostatico ma anche della quantità di stimolo erotico che ha provocato l'eiaculazione.
Ora quello che non mi è chiaro ,una volta stabilità la benignità della patologia prostatica per altro curabile in primo luogo con antiinfiammatori, è l'eccessiva importanza che Lei dà al flusso più o meno potente dell'eiaculato.
Una migliore fertilità non è data dalla potenza flussimetrica dell'eiaculato.
Non vorrei che Lei fosse entrato in uno stato di preoccupazione legato a questo particolare di scarsa importanza clinica e personale.
Cordiali saluti.
[#4] dopo  
Utente 206XXX

Iscritto dal 2006
grazie per il chiarimento. Voglio precisare che gli esami fatti in merito a fertilità (quantità e motilità spermatozoi) è ottima.
Sicuramente è un disagio che vivo a livello psicologico e nella sfera sessuale. In fatti una volta chiarito con i medici che mi hanno seguito che non ho nulla di grave (ero preoccupato per una ereditarietà in famiglia di tumore alla prostata) o di patologico, vivo comunque male la fase finale dell'atto sessuale. A livello psicologico non mi dà quel senso di liberazione che l'orgasmo dovrebbe fornire e a livello genitale stretto, l'intensità ridotta dell'eiaculazione riduce enormemente il piacere.
[#5] dopo  
Dr. Roberto Mallus
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Gentile utente,
che "l'intensità ridotta della eiaculazione" riduca fortemente il piacere ho seri dubbi,caso mai ,manca la serenità e la tranquillità necessaria .
Cordiali saluti
[#6] dopo  
Utente 206XXX

Iscritto dal 2006
...
Mi sarebbe utile sapere se, dal quadro clinico che ho delineato e che specifico meglio qui di seguito, esistono esami specifici o terapie per RISOLVERE, almeno nel breve periodo, la cosa. Risulta sgradevole andarci dietro per tentativi per mesi e anni e non approdare a nulla.
Mi scuso per l'insistenza sull'argomento ma è per me molto importante riuscre a venirne a capo in qualche modo o smetterla di ricercare una soluzione e accettare la situazione come definitiva (anche se ribadisco che, pur essendoci la tranquillità e la serenità TOTALE del rapporto sessuale - sono sposato da poco con una ragazza con cui sto da ormai 9 anni - non trovo soddisfazione completa in quel senso di "OSTRUZIONE" ed impedimento che provo).

STORIA CLINICA / ESAMI
- giugno 2004: esame liquido seminale
acido citrico 816 mg/dl
ph 8.0
volume 3,5 ml
viscosità normale
fluidificazione completa
leucociti alcuni
cell. spermatogoniche alcune
conta spermatozoi: 60 migliaia/mmc
vitalità dopo 2 ore 70%
forme normali 70%
nessuna crescita batteri e miceti (cos' come nell'urina e nel secreto prostatico)

- giugno 2004: diagnosi da prostatite curata con ciproxin 500 per 10 gg

- ottobre 2004: ecotomografia addome
prostata di dimensioni normali / asse trasv 35 mm - asse ant.post. 27 mm - struttura omogenea ipoecogena

- gennaio 2005: diagnosi da prostata aumentata discretamente di volume e molliccia
Cura con Nimesulide supposte e Permixon 320

- settembre 2005: prostata mediamente aumentata di volume e teso elastica
Cura con Nimesulide suposta e Permixon

- ottobre 2005: ecografia prostatica transrettale
La vescica presenta pareti regolari e contenuto liquido omogeneo. La prostata (diam. trasv. mm 45 - long mm 37 - ant post. mm 24) è aumentata lievemente di volume senza un significativo aggetto endovescicale.
Non sono presenti foci fibrocalcifici periuretali nè cisti da ritenzione.
Il mantello periferico, di spessore omogeneo, non presenta alterazioni ecostrutturali di fondo. Le vescicole seminali presentano dimensioni ed ecostruttura nella norma.

- ottobre 2006: supposte cortisoniche, aulin via orale e bactrim via orale
[#7] dopo  
Dr. Roberto Mallus
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Gent.utente,
la soluzione non è nella terapia perlopiù a base per lo più di antiinfiammatori e a volte di antiandrogeni ma soprattutto nella continuità di cura
Cordiali saluti