Utente 784XXX
A mio padre di 75 anni è stato diagnosticato un adenocarcinoma del LM del polmone con metastasi ossee, cerebrale e linfonodali; vi leggo la relazione clinica "il paziente è stato sottoposto ad una TC del torace che documentava una neoformazione nel LM (diam 4,2 cm), adesa alla pleura mediastinica, con metastasi linfonodali ilari e paratracheali destre e sottocarenali (diam 4 cm)e trombosi di alcune arterie segmentarie del LID. La TC del cranio documentava una metastasi cerebrale (diam 11 mm), in sede precentrale destra con discreto edema perilesionale. Le scansioni ossee mostravano multiple metastasi osteolitiche a carico del corpo della scapola sinistra, di numerosi metameri dorsali, in particolare D7 e D2, lombo-sacrali e del bacino. La scintigrafia ossea documentava multiple aree di ipercaptazione del radiofarmaco a livello degli archi anteriori della II,IV,V e VI costa di sinistra, degli archi posteriori della V, XI, XII costa di destra, del VI angolo costo-vertebrale di destra, di multipli metameri dorso-lombari, di entrambi le ali iliache e lungo il margine mediale della scapola sinistra. La RMN della colonna documentava metastasi vertebrali in pressoché tutti i metameri, senza crolli né estensione del tessuto neoplastico nello spazio epidurale e metastasi alle alette sacrali e alle ali iliache. La FBS tramite EBUS mostrava all'interno del bronco segmentario mediale del bronco lombare medio un'immagine ipoecogena, che è stata biopticata; l'esame istologico ha documentato un adenocarcinoma polmonare (G2, citocheratina 7 e TTF1+)". I medici hanno iniziato terapia citotossica sistemica con Carboplatino (AUC 5, dose tot 445 mg) e Paclitaxel (175 mg/mq, dose tot. 315 mg.) da somministrarsi ogni 20 giorni. Ora siamo solo al primo ciclo, e mio padre non ha riportato alcun effetto collaterale. In seguito è stata programmata una vertebroplastica sulle metastasi più critiche con trattamento radioterapico della colonna.
Vi volevo domandare;
1) vi sembra che stiamo seguendo la giusta strada? ci sono terapie alternative (anche sperimentali)?
2) che speranza di vita ha mio padre? possiamo sperare in 1 anno o 2?
3) com'è possibile che solo pochi mesi fa mio padre stava benissimo; era ancora nel pieno delle forze? A che velocità procede questa malattia? Possibile che solo in pochi mesi si sia estesa così tanto?
4) cosa può comportare una metastasi cerebrale in quella posizione?
Vi ringrazio. Ho cercato di essere breve e tecnico, e di riportare più dati possibile. Per Voi è riservata tutta la mia stima e la mia gratitudine.
[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore
36% attività
12% attualità
16% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2004
Gentile Utente,

il trattamento chemioterapico è corretto. Per la lesione cerebrale occorre valutare l'opportunità di un trattamento radiante. Per quanto riguarda la prognosi (che purtroppo è severa) non è possibile stabilire limiti temporali. Molto dipende dalla risposta alle terapie e dalla cinetica delle cellule tumorali. Per le lesioni ossee abbinerei anche l'acido zoledronico alla chemioterapia, da somministrarsi per flebo ogni 28 giorni. Eseguirei anche il dosaggio della cromogranina A (vedi sito www.ipertermiaroma.it ) per verificare se vi è componente neuroendocrina nella neoplasia e se è possibile addizionare ulteriormente octreotide alla terapia in corso.

Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it
[#2] dopo  
Utente 784XXX

Iscritto dal 2008
Gentile dr. Pastore,
in caso di tumori con situazione metastatica diffusa (come mio padre), data l'impossibilità di eliminare il tumore completamente, quale effetto sortisce la chemioterapia (nella migliore delle ipotesi)?
E, soprattutto, conclusi i cicli di chemio come si procede? Si attende che il tumore riprenda a proliferare?
Si esegue un secondo ciclo? Purtroppo non riesco proprio a capire cosa ci attenderà (sempre nella migliore delle ipotesi, si intenda!).
[#3] dopo  
Utente 784XXX

Iscritto dal 2008
Gentili dottori,
da luglio sono ormai passari 6 mesi. Mio padre ha terminato il ciclo di 6 chemio, e ora sta facendo 10 applicazioni di radioterapia alla colonna vertebrale.
La chemioterapia ha bloccato il tumore originario, e ha eliminato le ripetizioni cerebrali, mentre non ha avuto effetto sulle metastasi ossee vertebrali. Vi vorrei chiedere:
come procede ora la cura? Si possono fare degli altri cicli di chemio?
[#4] dopo  
Dr. Carlo Pastore
36% attività
12% attualità
16% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2004
Gentile Utente,

certamente è possibile programmare un nuovo trattamento farmacologico sistemico. Occorre impiegare farmaci che non siano già stati usati in precedenza e verso i quali assai verosimilmente le cellule tumorali residue sono resistenti. Per le lesioni scheletriche è assai indicato l'acido zoledronico, abbinato ad altri chemioterapici. Altra opzione aggiuntiva ai farmaci è l'ipertermia.

un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it
[#5] dopo  
Utente 784XXX

Iscritto dal 2008
Gentile dott. Pastore,
la ringrazio infinitamente per la immediata risposta.
Se possibile, ancora due chiarimenti:
1) il tumore durante il periodo di cura si è arrestato. Vorrei sapere se quest'ultimo riprenderà necessariamente a proliferare ora che il trattamento è terminato.
2) Fare un secondo ciclo chemioterapico dopo il primo con farmaci differenti è una routine, o viene fatto solo in casi eccezionali?
Mio padre ha retto molto bene il primo ciclo di chemio: non ha avuto mai effetti collaterali.
[#6] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
48% attività
4% attualità
16% socialità
FURCI SICULO (ME)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
1) il tumore durante il periodo di cura si è arrestato. Vorrei sapere se quest'ultimo riprenderà necessariamente a proliferare ora che il trattamento è terminato.

Solitamente si effetuano controlli con cadenza ravvicinata tenendo il mostro sotto controllo. Se lui si divesse muovere ci si muove di conseguenza.
uno dei motivi è che il paziente non può continuamente eseguire trattamenti con farmaci che possono far diminuire a lungo andare i valori dell'emocromo (globuli bianchi, rossi, piastrine)

2) Fare un secondo ciclo chemioterapico dopo il primo con farmaci differenti è una routine, o viene fatto solo in casi eccezionali?

Si fà se serve; non esistono ad oggi dati su terapie di mantenimeto per questa patologia
[#7] dopo  
Utente 784XXX

Iscritto dal 2008
gentili dottori,
da luglio, il momento della diagnosi, è trascorso quasi un anno. Dopo la prima polichemioterapia è stato tentato un ulteriore trattamento con Tarceva, sospeso dopo il primo mese per mancanza di risultati.
Vorrei sapere se per questo tipo tumorale (per dettagli vedere il primo post) sono disponibili altre linee farmacologiche; o, in alternativa, dopo quanto tempo si possa ripetere la chemioterapia con i farmaci già usati. Vi ringrazio come sempre.
[#8] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
48% attività
4% attualità
16% socialità
FURCI SICULO (ME)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
esistono altre linee terapeutiche da valutare con il paziente davanti
[#9] dopo  
Utente 784XXX

Iscritto dal 2008
Gentile dr. D'Angelo,
mi potrebbe suggerire gli altri protocolli possibili (sempre solo in linea teorica). Vorrei chiedere informazioni ai nostri oncologi di riferimento. Io e mio padre dobbiamo infatti decidere se cambiare ospedale (attualmente policlinico Gemelli, primario prof. Barone).
Le vorrei inoltre specificare che nell'ultima TC di controllo risultava che il tumore, a 3 mesi dalla fine del primo ciclo di chemio non aveva ripreso a proliferare.
[#10] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
48% attività
4% attualità
16% socialità
FURCI SICULO (ME)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
SE FOSSE TUTTO FERMO, SI POTREBBE SOLO VALUTARE IL PAZIENTE PERIODICAMENTE (PREVIA PET)
[#11] dopo  
Utente 784XXX

Iscritto dal 2008
Gentile dott. D'Angelo,
sono consapevole della necessità di attendere, tuttavia i nostri medici curanti sono stati poco chiari sul dopo, ovvero sulle possibili terapie da applicarsi quando il tumore ricomincerà a proliferare. Anzi, hanno lascito intendere che la prima chemio non si possa ripetere (terapia citotossica sistemica con Carboplatino (AUC 5, dose tot 445 mg) e Paclitaxel (175 mg/mq, dose tot. 315 mg.) da somministrarsi ogni 20 giorni), e che l'unica alternativa fosse il Tarceva, che però non ha dato esiti positivi. Di conseguenza, e mi scuso per l'insistenza, vorrei sapere se esistono altri protocolli terapeutici e quali, o se non resta altro che attendere l'esito finale.
Le ricordo che il tipo istologico individuato al tempo della biopsia è: adenocarcinoma polmonare (G2, citocheratina 7 e TTF1+. Altri esami istologici non sono stati eseguiti, quindi non so se vi siano stati mutamenti...
Come sempre Le invio i più calorosi ringraziamenti
[#12] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
48% attività
4% attualità
16% socialità
FURCI SICULO (ME)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
esistono:
la gemcitabina, navelbina, premetrexed, ...

la scelta c'è ma speriamo non serva e che la malattia stia a cuccia
[#13] dopo  
Utente 784XXX

Iscritto dal 2008
Gentili dottori,
vorrei aggiungere un ultimo post di chiusura. Mio padre è morto il 13 luglio, a circa un anno e due mesi dalla diagnosi, a causa delle numerose lesioni encefaliche di carattere secondario.
Dopo il primo trattamento chemioterapico non gli sono state più somministrate terapie farmacologiche. Verso il 14 maggio era stata eseguita una risonanza magnetica dell'encefalo dove ancora non risultavano lesioni secondarie.
A giugno mio padre denunciava una fortissima astenia e disturbi dell'equilibrio.
La mattina del 2 luglio alle 6.30 a.m. tentando di alzarsi dal letto è caduto; una seconda caduta alle 9.00 a.m.; durante la giornata del 2 luglio si sono manifestati gravi sintomi di disfunzioni encefaliche: incapacità di orientamento nello spazio, incapacità di mantenere l'equilibrio, difficoltà nel formulare parole, mancanza di coordinazione degli arti, difficoltà ad afferrare oggetti, mancanza della vista da un occhio, estrema debolezza nella parte destra del corpo.
Il 2 luglio è stato ricoverato al policlinico di Germaneto, dove alla risonanza magnetica risultavano multiple lesioni encefaliche di carattere secondario. Si sono quindi eseguite diverse applicazioni di radioterapia sull'intero encefalo. Il quadro sintomatico si è progressivamente aggravato, così i radioterapisti alla quinta applicazione hanno deciso di smettere. La mattina del 7 luglio mio padre mostrava forti alterazioni dello stato di coscienza (fino ad allora mantenutosi inalterato) di carattere allucinatorio. Lo stato di coscienza è progressivamente degradato fino a una condizione di coma.
Il 13 luglio alle 6.30 a.m. è avvenuto il decesso per arresto cardiaco.