Quali sono i fattori da indagare per prevenire le malattie croniche, che indagini fare, come procedere tra le proposte dei diversi servizi sanitari? La prevenzione delle malattie cronico-degenerative inizia con la consapevolezza del proprio stato di salute e dei fattori di rischio individuali coinvolti. Certamente non esistono “esami diagnostici di routine”(uguali per tutti), ma è possibile per tutti un percorso in tre passi per avviarsi al cambiamento del proprio stile di vita.

Nei consulti gli Utenti espongono frequentemente domande dopo il riscontro di valori alterati nel corso di esami occasionali o periodici. Cause delle malattie cronichePuò essere la pressione arteriosa o il peso corporeo misurati quasi per caso, oppure il livello di colesterolo e di trigliceridi dopo un prelievo di sangue. Poi pensando che il valore alterato sia “la malattia da curare”, cercano la cura per l’ipertensione, la dislipidemia, l’iperglicemia, l’obesità, sperando in un comodo farmaco od una prescrizione dietetica da assumere temporaneamente.

Così, non dando il giusto valore ai fattori di rischio, frequentemente, pazienti che, fino a quel momento non percepivano di avere problemi di salute, sentono pesare su di loro “una spada di Damocle” e cercano di correre ai ripari, senza avere la piena percezione del "problema di salute" che li coinvolge.

Non considerando che un fattore di rischio non è una malattia, ma è semplicemente una variabile che aumenta la probabilità di un determinato fenomeno cronico-degenerativo, allarmati e “disorientati” gli potrà capitare di decidere di affrontare uno alla volta i vari fattori individuati, secondo una personale scala di priorità, senza influire minimamente sullo stato di benessere complessivo e quindi sulla reale aspettativa di salute.

Per così dire, “come cercando di riempire un lavandino senza prima mettere il tappo”, si vedranno i parametri scelti cambiare ciclicamente senza mai arrivare ad uno stato di vero benessere (unica condizione in grado di abbattere il rischio di malattie croniche).

Non è raro vedere persone che “fluttuando nel peso”, rincorrono diverse diete e dietologi; oppure, ipertesi che cambiano continuamente farmaci e si sottopongono a svariati esami diagnostici senza affrontare il problema dei fattori di rischio correlati, pur essendone stati informati.

A fronte dei principi esposti negli ultimi anni dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per contrastare le malattie croniche non trasmissibili (MCNT), ed al fine di semplificare l’approccio del paziente alla complessità delle tematiche trattate, si propone un percorso in tre passi per indirizzare la persona al cambiamento verso uno stile di vita salutare, offrendogli la possibilità di acquisire la minima consapevolezza della complessità e delle interdipendenze tra i fattori di rischio nelle dinamiche di progressività delle malattie cronico-degenerative; nonché le competenze iniziali per approcciarsi all’ampio tema dell’ accesso alle cure.

Fattori di rischio e prevenzione delle malattie cronico-degenerative

Conservare lo stato di salute; prevenire la comparsa di malattie; interrompere o limitare la progressione di una condizione morbosa sono gli obiettivi della medicina preventiva. Questa che può sembrare un’impresa ardua, grazie agli studi epidemiologici sulle principali malattie croniche ed ai relativi fattori di rischio, oggi può trovare sostegno in evidenze scientifiche che la rendono una realtà possibile ed alla portata di molti.

Considerando che alcune condizioni patologiche concentrano il maggior carico di malattia e determinano, parallelamente ad un progressivo aumento della speranza di vita, la maggior parte della mortalità e della disabilità nel mondo e nel nostro Paese, sono le malattie croniche non trasmissibili (MCNT): malattie cardiovascolari, tumori, patologie respiratorie croniche, diabete, i principali argomenti da affrontare in medicina preventiva individuale.

Il Fattore di Rischio è una determinata condizione misurabile in modo obiettivo (valore clinico, abitudine, etc.) che risulta associata in modo statisticamente significativo ad un maggior rischio di contrarre una determinata malattia.

Tale presupposto epidemiologico, corroborato da motivazioni di natura patogenetica, ne giustifica le considerazioni e gli attributi di causalità nei riguardi della malattia medesima.

La sussistenza di un determinato fattore di rischio può far ragionevolmente presumere (ancor prima di porre qualsiasi diagnosi, di per sé il fattore di rischio non espressione di un danno d’organo) che si stia favorendo lo sviluppo o accelerando il decorso della malattia ad esso correlata. I fattori di rischio possono essere distinti in primari (aspetti legati allo stile di vita) ed intermedi (modifiche di parametri clinico-laboratoristici).

Specificamente, per le malattie cronico-degenerative è noto che le stesse hanno in comune alcuni fattori di rischio primari legati, in gran parte, a comportamenti individuali non salutari modificabili: fumo, consumo eccessivo di alcol, dieta non equilibrata e bilanciata; inadeguati livelli di attività fisica. Nell’ambito dei fattori di rischio intermedi (quelle condizioni che, pur non rappresentando ancora una patologia conclamata ed essendo asintomatiche o paucisintomatiche, già di per sé vanno considerate patologiche, seppure ancora almeno in parte reversibili se diagnosticate e trattate in tempo) si noverano: sovrappeso/obesità, ipertensione, dislipidemie, iperglicemia.

Tali condizioni spesso sono tra loro associate con un conseguente effetto di moltiplicazione del rischio. I fattori di rischio possono essere correlati in una catena di eventi ad esempio: il sovrappeso predispone all’iperglicemia e quindi al diabete mellito di tipo 2.

Le persone in sovrappeso anche in relazione all’età spesso sono a rischio d’ipertensione arteriosa e dislipidemia, entrambe condizioni che danneggiano in modo cronico i vasi sanguigni, con incremento del rischio cardiovascolare e cerebrovascolare. La catena degli eventi descritta fa intravedere come curare un fattore di rischio intermedio, senza porsi il problema della riduzione dei fattori di rischio primari, si dimostra inefficace nel lungo periodo e quindi ai fini della prevenzione del danno cronico-degenerativo; per giunta non va sottovalutato che molti fattori di rischio primari riducono l’efficacia dei farmaci usati per la correzione dei fattori di rischio intermedi.

Percorso in tre passi per la prevenzione delle malattie cronico-degenerative

  • Primo passo “misurare la presenza ed il peso relativo dei vari fattori di rischio coinvolti”. In tale fase, al fine di una corretta misurazione ed interpretazione, è fondamentale il supporto di un operatore sanitario. S’indagano dapprima i fattori di rischio primari: l’abitudine al fumo di sigaretta; la frequenza e la tipologia d’attività fisica svolta; si analizzano le abitudini alimentari. Successivamente, si studiano a cascata i fattori di rischio intermedi (generalmente tra loro correlati): si misura il peso corporeo, si valuta la pressione arteriosa, si misurano i parametri ematochimici suggeriti dall’esame clinico generale).

 

  • Secondo passo “correlare i fattori di rischio in una possibile catena di eventi”. L’analisi della possibile interdipendenza tra i vari fattori ed il rapportarli ad un fattore di rischio primario, che principalmente li condiziona, può successivamente indirizzare le risorse disponibili verso un obiettivo specifico (a tal proposito si può far riferimento al diagramma delle “cause delle malattie croniche” proposto dall’OMS). Tale impostazione ha lo scopo di favorire lo spostamento dell’attenzione dal fattore di rischio misurato agli aspetti dello stile di vita da regolarizzare (focalizzare l’obiettivo sul cambiamento comportamentale per coltivare l’ empowerment personale).

 

  • Terzo passo “valutare le risorse disponibili per cambiare stile di vita ed individuare il percorso di cura”. Nei 6 messaggi chiave della strategia europea per il controllo delle malattie croniche si legge: ”le persone dovrebbero essere messe nelle condizioni di promuovere la propria salute, di interagire con i servizi sanitari ed essere parte attiva della gestione delle malattie”. Forse è proprio questo il “segreto” per prevenire le malattie: avere le competenze e le conoscenze per mantenere uno stile di vita salutare ed intervenire con controlli clinici e diagnostici mirati. Detto ciò diventa evidente che oltre alle conoscenze relative alle malattie e le relative modalità di cura è indispensabile, per districarsi tra i rovi delle molte proposte sanitarie e la miriade d’informazioni disponibili, non sempre chiare, avere anche una buona conoscenza delle tipologie, dell’organizzazione e delle modalità di accesso ai servizi sanitari (per così dire avere un buon livello di Health litteracy).

Quali sono i fattori da indagare per prevenire le malattie croniche, che indagini fare, come procedere tra le proposte dei diversi servizi sanitari?

La prevenzione delle malattie cronico-degenerative inizia con la consapevolezza del proprio stato di salute e dei fattori di rischio individuali coinvolti. Certamente non esistono “esami diagnostici di routine”(uguali per tutti), ma è possibile per tutti un percorso in tre passi per avviarsi al cambiamento del proprio stile di vita.