E' un gas; è composto da molecole di ossigeno che vengono "elettrificate" attraverso il passaggio in apposite apparecchiature medicali.

Cos'è l'ozono

E' un gas; è composto da molecole di ossigeno che vengono "elettrificate" attraverso il passaggio in apposite apparecchiature medicali. Da tre molecole di ossigeno se ne formano due di ozono e mentre l'ossigeno ha la formula chimica O2, l'ozono ha la formula chimica O3. Per questa ragione è una molecola molto instabile e la sua efficacia terapeutica dev'essere garantita da un'immediata inoculazione rispetto al prelievo dall'apparecchiatura. L'ozono ha un odore caratteristico, a differenza dell'ossigeno che non ne ha alcuno; ed è, rispetto a quest'ultimo, irritante e dannoso per le vie respiratorie e gli occhi. Per questo motivo si deve porre attenzione a non disperderne nell'ambiente, anche se ciò è molto improbabile; infatti, nel caso si prelevi con siringa dall'apparecchio, l'erogazione avviene solo premendo questa sull'apposito valvolino a tenuta. Una fuoriuscita accidentale può accadere se non si fa attenzione alla pressione di erogazione, trattenendo lo stantuffo della siringa, che potrebbe altrimenti essere spinto verso l'alto ed espellere il gas nell'aria circostante. Per quanto concerne l'erogazione di ozono su lesioni ulcerose cutanee attraverso sacchetti a tenuta, la dispersione è evitata dall'azionare appositi sistemi di aspirazione dell'ozono nello stesso apparecchio che lo eroga, prima di rimuovere il sacchetto. La CEE ha stabilito che la concentrazione "tossica" di ozono nell'ambiente è di 0,3 milligrammi per metro cubo. La percezione olfattiva dell'ozono avviene a concentrazioni di molto inferiori a questa (0,02 mg/m3) e perfino una perdita accidentale di piccole quantità di gas è del tutto innocua e non deve assolutamente allarmare.

L'ozono, così come l'ossigeno, viene rapidamente diffuso nel sangue, che ne è avido, ed assorbito; e proprio per questo motivo, è impossibile il verificarsi di embolie.

Le leggende metropolitane.

L'assurda possibilità di embolie.

A tale proposito occorre sfatare alcune leggende metropolitane, che una cronaca cialtrona e disinformata ha talora diffuso circa "embolie" verificatesi in seguito a terapia con ozono, senza poi rettificare l'informazione o dare la parola ad ozonoterapeuti o a rappresentanti delle relative società scientifiche. In un caso di cronaca di qualche anno fa ad esempio, dopo aver diffuso questa notizia panica, nessuno dei giornalisti ha spiegato che la miscela di ossigeno-ozono era preparata da uno studio medico compiacente, a distanza dal centro che l'utilizzava a fini estetici ed oltretutto attraverso estetiste (non medici); l'estetista andava dal medico e prelevava l'ossigeno-ozono, per poi portare la siringa verso il suo centro ed iniettarla nelle cosce cellulitiche delle clienti; di ossigeno e ozono non c'era rimasto nulla ed al loro posto c'era ARIA. L'ossigeno e l'ozono non possono dare embolie neppure se iniettati in via arteriosa; l'aria invece si. Per questo motivo occorre entrare nell'ottica che il trattamento della pannicolopatia adiposa (impropriamente definita cellulite) sia con tecniche non invasive (diete, massaggi, elettrostimolazione, laser, ultrasuoni, magnetoterapia ecc), che mini-invasive o invasive (compresa mesoterapia e liposuzione) non può che essere di pertinenza medica. Perfino i semplici massaggi possono essere assolutamente controindicati per certi pazienti e quindi pericolosi. Le estetiste si limitino quindi alla pulizia del viso, alla depilazione, alla cura delle unghie e lascino ai medici anche l'utilizzo di apparecchiature medicali. In caso contrario oltre a rischiare di danneggiare seriamente i loro clienti, possono incorrere in denunce per esercizio abusivo della professione medica.

La capacità ossidante ed irritante dell'ozono

Per quanto concerne gli effetti irritativi dell'ozono sulle vie respiratorie e gli occhi, abbiamo già detto che la dispersione accidentale, se si dispone di apparecchiature a norma e si agisce con perizia è praticamente impossibile. Per quanto concerne i presunti effetti tossici dell'ozono qualora iniettato e la produzione di radicali liberi, occorre dire che le dosi e le concentrazioni terapeutiche non hanno alcun effetto tossico. In ogni caso, l'organismo è perfettamente in grado di neutralizzare anche una certa quantità di radicali che dovessero formarsi, possedendo i sistemi biologici adatti.

Di radicali liberi se ne formano continuamente nel nostro organismo e non certo per colpa dell'ozono terapia. La formazione di perossidi attiva comunque i sistemi difensivi cellulari ed entro certi limiti questa capacità dell'ozono è sfruttata a livello terapeutico per l'attivazione della fagocitosi e conseguente attività antibatterica ed antivirale (studi del Prof.Bocci et All.).

La disidratazione dei dischi intervertebrali

Il disco intervertebrale invecchia naturalmente e si disidrata; l'ozono non ha l'effetto della discolisi con chimo papaina e no disidrata il disco. Questo forse sarebbe ipotizzabile con la tecnica intradiscale ma è improbabile perché, iniettato nel disco, l'ozono essendo un gas diffonde subito nelle zone adiacenti. Va detto inoltre che questa tecnica è stata quasi totalmente abbandonata a favore di quella nella zona paravertebrale e paravertebrale profonda lamino-foraminale.

Il semplice effetto antidolorifico, antiinfiammatorio

L'ozono agisce sulla causa del dolore e dell'infiammazione e non per via diretta. Vengono strumentalmente indicati questi effetti, dagli scettici e disinformati, per giustificare il miglioramento della sintomatologia. Se l'ozono avesse solo effetti sintomatici palliativi, i sintomi dovrebbero ripresentarsi all'interruzione della terapia; i successi (che superano ampiamente il 90% dei casi trattati di patologie discali erniarie) e le rarissime recidive confermano l'efficacia terapeutica e non semplicemente sintomatica del trattamento.

L'intervento chirurgico per ernia discale è innocuo e privo di rischi

Anche questa è l'ennesima leggenda da sfatare. L'intervento chirurgico, per quanto sia bravo l'operatore, presenta i rischi generali dell'anestesia e delle trombosi post-operatorie, nonché i rischi locali legati sia all'azione traumatica sulle strutture vascolo nervose, sia sulla stabilità della colonna, sia per i fenomeni cicatriziali che possono andare a comprimere definitivamente il nervo, anche dopo un anno o più dall'intervento. In caso di intervento di microdiscectomia, i dischi superiore ed inferiore al livello operato vengono sottoposti a carico anomalo e si deteriorano, la colonna si inclina dal lato in cui manca il disco e la scoliosi conseguente causa artrosi, restringimento del canale ed ulteriore dolore che quindi diventa cronico. Possono formarsi anche beccucci artrosici (osteofiti) che causano lombalgie refrattarie a qualunque terapia. In conseguenza di ciò vengono riproposti altri interventi e così si instaura un circolo vizioso con grande sofferenza dei pazienti. Il trattamento con ossigeno ozono (in una bassissima percentuale di casi può essere inefficace ma) NON E' MAI DANNOSO. Per questo motivo, quando è praticabile (e lo è nella stragrande maggioranza dei casi…), è una validissima alternativa all'intervento chirurgico; non è cruento, non è pericoloso, non ha postumi, può essere ripetuto senza problemi e rischi, è ambulatoriale e a paziente sveglio.

Come agisce l'ozono

Occorre onestamente riconoscere che i meccanismi d'azione non sono ancora perfettamente conosciuti. Sono stati fatti studi in vitro e si sono riconosciute all'ozono proprietà che il semplice ossigeno non possiede. Un'azione studiata è la capacità di indurre la produzione di citochine a livello del sangue (e quindi si presume anche a livello tissutale) agendo sulla regolazione del sistema immunitario. L'ozono agisce sulla ripolarizzazione delle membrane cellulari, fluidifica il sangue agendo sulla deformabilità dei globuli rossi e favorendo quindi la perfusione a livello della piccola circolazione con aumento dell'ossigenazione dei tessuti e stimolo alla neoformazione di piccoli vasi. Altri meccanismi di azione sono stati ipotizzati sulla scorta delle risultanze cliniche dei trattamenti e, nel trattamento delle patologie discali, anche dai confronti di periodiche immagini TC. In molti casi si è dimostrata la diminuzione o la scomparsa dei vacuoli gassosi degenerativi all'interno del disco facendo supporre un'azione riparatrice sul tessuto connettivale.

Applicazioni dell'ossigeno-ozono terapia

La metodica è utilizzata da oltre un ventennio e si è diffusa tra le varie nazioni; ultimamente sta superando anche le diffidenze iniziali, se non proprio ostilità franca, dei neurochirurghi per quanto concerne i conflitti disco-radicolari/ernie discali. Molti di questi infatti l'utilizzano con successo in alternativa all'intervento chirurgico per le ernie discali, quando queste non siano calcifiche (l'ozono non potrebbe penetrare per svolgere la sua azione) o iperalgiche (molto dolorose e refrattarie ad ogni trattamento). L'ossigeno-ozono viene utilizzato oltre che per il trattamento di svariate patologie dell'apparato osteo-articolare, anche nei disturbi circolatori, in molti problemi neurologici, oculari, epatici, gastroenterici, genito-urinari, dermatologici, metabolici, immunitari. Parzialmente sconsigliato solo negli ipertiroidismi e nelle patologie della coaugulazione (da valutare da caso a caso) non ha praticamente controindicazioni né effetti collaterali né può causare allergie. Nei diabetici abbassa la glicemia e occorre tenerlo presente, anche se ai dosaggi comunemente usati a livello ambulatoriale non ci sono effetti ipoglicemici degni di nota o pericolosi.

Come si applica

Ci sono varie metodiche a seconda delle patologie da trattare. Oltre a quella già citata per le patologie discali, si possono fare infiltrazioni peri ed intra-articolari, intramuscolari, intradermiche, rettali, vaginali anche con acqua ozonizzata (sempre da apparecchiature apposite); in sacchetto per le patologie ulcerose cutanee degli arti inferiori. Infine si utilizzano metodiche più invasive come la piccola e la grande autoemoterapia, mediante un prelievo di piccole o più grandi quantità di sangue venoso dello stesso paziente, che viene ozonizzato e reinfuso. Quest'ultima metodica, essendo equiparabile alle terapie trasfusionali ematiche, è soggetta alle relative raccomandazioni e prescrizioni di legge.

Inconvenienti

Per quanto concerne le ernie discali l'infiltrazione è un po’ dolorosa perché il gas va ad esercitare una pressione su una zona già sofferente e compressa, ma il dolore è limitato alla diffusione della miscela e dura pochissimo. La persistenza di dolore dopo la puntura dipende dalla contrattura dei muscoli e non dall'ozono. Quindi maggiore è la fiducia nell'operatore, la collaborazione e il rilassamento nel momento in cui si fa, minore e di minore durata sarà il dolore; che comunque resta molto soggettivo e dipendente dal paziente, dalla sua sensibilità, reattività ed anche esasperazione per le sofferenze patite prima di arrivare a questa terapia. La spiegazione particolareggiata, la risposta ai quesiti del paziente, il chiarimento di dubbi e paure, la pazienza e la dolcezza dell'operatore diminuiscono molto il disagio e agiscono positivamente sulla sopportazione temporanea del dolore. Anche l'infiltrazione intra- peri-articolare è un po’ dolorosa ma il disagio dura poco e gli effetti a breve distanza sul paziente, lo predisporranno meglio alle applicazioni successive.

Per le infiltrazioni intradermiche potrebbero verificarsi piccoli stravasi di sangue che, come i comunissimi "lividi", vengono del tutto riassorbiti dopo qualche giorno e non necessitano di ulteriori terapie. Le terapie infusionali devono essere necessariamente affiancate da un anestesista ed applicate in ambito ospedaliero. Quelle ambulatoriali semplici non destano alcuna preoccupazione. Qualche raro paziente può essere particolarmente pauroso o avere una reattività vagale spiccata e svenire alla sola vista dell'ago o alla sua introduzione. Nessuna paura. Ogni medico è preparato a quest'evenienza e la sa trattare senza problemi. Se il paziente ha già avuto qualche precedente in tal senso, deve però informarne il medico che potrà meglio prepararsi ad ogni evenienza. Un blando ansiolitico in gocce, un colloquio sereno, ed anche una mascherina di ossigeno può contrastare bene il fenomeno.

Tempi di terapia

I tempi variano a seconda delle patologie da trattare e in relazione alla risposta dei pazienti, che è molto variabile da caso a caso. Per ogni patologia il medico spiegherà la metodica e indicherà orientativamente i tempi di terapia. Per il trattamento delle ernie discali, gli effetti (prima sul dolore e poi sulla funzione) cominciano a manifestarsi, nella maggior parte dei casi, dalla sesta-settima seduta in poi fino alla decima-dodicesima. Un minor numero di casi possono richiedere oltre venti sedute (nel qual caso s'interrompe per un mese aspettando un effetto tardivo; oppure si riprende il trattamento fino alla guarigione). Un numero ancora inferiore reagisce positivamente e con effetti ai limiti del "miracoloso" già dalla prima-seconda seduta.

Raccomandazioni

I problemi di malocclusione e di postura possono inficiare ogni terapia sulla colonna vertebrale. Vanno quindi attentamente valutate tutte le situazioni che richiederebbero, per la risoluzione della sintomatologia dolorosa, altri trattamenti di tipo diverso e mirato.

Prima di intervenire sia con l'ozono che con altre terapie (anche chirurgiche) sulla sindrome del Tunnel carpale, occorre escludere problemi alla colonna cervicale e problemi vascolari associati. Un attento esame neurologico potrà indicare un esame elettromiografico, che non dev'essere trascurato.

Infine, ma non in ultimo, tenere presente che se una regione vertebrale è particolarmente dolorosa, ci sono altre condizioni generali, comprese quelle neoplastiche, su cui indagare.

La propaganda mediatica

Per tanto tempo si è taciuto colpevolmente sull'ossigeno-ozono terapia, se non addirittura criminalizzandola. Vi erano forse interessi economici e di campanile dietro queste scelte e nessuna possibilità di replica, contraddittorio e confronto veniva offerta a chi praticava la tecnica o alle società scientifiche che la studiavano e la conoscevano. Ultimamente le cose sono cambiate: interventi mini-invasivi per l'ernia discale vengono ultimamente illustrati in tv, e si comincia timidamente a parlare di ossigeno-ozono terapia in via intra-discale. Tecnica ormai desueta, quella intradiscale..ma meglio parlarne che tacere del tutto sulle alternative concrete all'intervento chirurgico classico; la tecnica intradiscale (mini-invasiva ma sempre invasiva..) è quasi del tutto abbandonata a favore della tecnica paravertebrale profonda lamino-foraminale. Per quanto riguarda la tecnica mini-invasiva di cui si è parlato recentemente in tv essa consiste nella selezione del punto di patologia mediante TC, e dopo anestesia sottocutanea locale, a paziente sveglio, nell'andare nel disco con un sistema a vite infinita (di Archimede), dopo aver inserito una cannula-guida fino al punto individuato; la vite tritura ed aspira fino a 2 cc di materiale discale; fatta quest'estrazione si inietta l'ozono. Chi ha illustrato la tecnica ha parlato di "disidratazione e mummificazione" del disco ma ciò non corrisponde al vero e quindi l'informazione mediatica non è corretta. Le statistiche parlano del 62% di successi immediati sulla funzione e l'80% dopo qualche settimana. Si è detto anche che il dolore ha tendenza alla recidiva indipendentemente da qualunque tecnica usata. Ciò è vero per tecniche che comunque vanno a stimolare la formazione di una cicatrice e che non sono risolutive o per pazienti che avendo problemi lavorativi e/o di postura, non riescono a mantenere il risultato, o per chi, avendo un'artrosi associata, risente dei cambiamenti climatici, degli sforzi fisici. La tecnica paravertebrale profonda lamino-foraminale è invece assolutamente NON INVASIVA, può essere applicata in ambulatorio, senza guida radiologica e senza anestesia, ed ha il 98% di successi sulla funzione, sul dolore e sulle recidive per quanto concerne un follow up a 5 anni, fermi restando i criteri per mantenere il risultato (evitando le situazioni di stress sulla colonna, trattando le posture sbagliate, agendo sull'attività lavorativa) perché la terapia non è un vaccino e l'ernia può ripresentarsi e in altri punti. Aspettiamo che qualcuno si decida ad interpellare le società scientifiche di ossigeno-ozono terapia.

Prospettive future

Il CNR ha presentato un progetto, che consiste nella messa a punto di un disco "artificiale" fatto di biopolimeri e di cellule staminali che può essere iniettato nel disco malato e rigenerarlo. Il progetto è in fase di sperimentazione ma promette bene.

Per maggiori approfondimenti:

  • http://www.ozonoterapia.com
  • http://www.ossigenoozono.it
  • http://www.ozonotherapy.it